Serie A Green
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La Piazzetta dello Sport presenta: il Punto di Torgio su Corato 2017

Anche Corato 2017 passa alla storia

Ben 14 partecipanti hanno affollato Tederly Hills: tutti presenti già dal venerdì sera. Una casualità? Non crediamo.
Ottimo esordio del Doppio Turno elettorale e grande successo per le divise di Ripa, Pirlo e Rocco Sabato (non assegnata quella di Reginaldo). Piccole ma importanti aperture sul versante “festa finale allargata” anche perché  Tedone ha già annunciato: “no a Corato 2018”.
L’elenco di tutti i premi e riconoscimenti 2017 e qualche considerazione di fondo sul fantacalcio.
Infine tutto il resoconto sul torneo di pleistescion 2017: dopo Mojito (2013), Amici (2014) e Flipper (2015), il Lupiae batte anche i Wailers ed è campione per la 4′ volta consecutiva.

Forse sarà una banalità, forse una frase di circostanza ma quest’anno l’attesa per Corato 2017 si era fatta davvero spasmodica è la realtà dei fatti poi ha clamorosamente superato ogni aspettativa. Si fa fatica a immaginare come e perché stagione dopo stagione da circa 15 anni questo miracolo si ripeta sempre in crescendo raggiungendo picchi altissimi puntualmente scavalcati l’anno successivo.

Non è retorica, basti pensare che per la prima volta la truppa dei partecipanti alla festa era già tutta al completo dal venerdì sera: un segnale inequivocabile di come questo evento sia ben più che un semplice “weekend da bamboccioni” ma abbia assunto i connotati di una vera e propria tradizione alla quale nessuno vorrebbe rinunciare. Un rituale che aiuta a scandire lo scorrere del tempo in un’epoca storica in cui gli eccessi di velocità rischiano di ammazzare ogni sorta di “tempo vuoto” – da non confondersi col tempo morto – indispensabile all’essere umano per poter riempire anziché essere riempito, per avere spazi sufficienti di riflessione, quel sano e necessario piacere di fermarsi un attimo e guardarsi da fuori con gli
occhi degli altri, degli amici a cui ti lega ormai un legame indissolubile e non soltanto perché ci condividi un gioco, una passione in quello che dall’esterno viene visto quasi come un Rotary Club, un circolo esclusivo, una loggia fatta di regole ferree e riti pagani celebrati attraverso alberi immolati per stampare decine di onorificenze cartacee e carni, pesci e verdure sacrificati sull’altare di brace del dio pallone. Sono occhi ormai familiari, che ti hanno visto ventenne e ora ti abbracciano quasi quarantenne, occhi che ti hanno conosciuto per quello che sei, per quello che sei stato è per quello che sei diventato senza giudicarti, senza mai pesarti il portafoglio o fare paragoni sulla famiglia, la carriera, la casa che ti sei
costruito ma al contrario lasciandoti il diritto di sbagliare senza dover per forza rispettare schemi sociali che a una certa età ti vogliono in un certo modo, con un certo reddito o con un determinato lavoro. Occhi che ti danno la possibilità di arrivare alla festa finale anche di malumore, stressato o semplicemente sovrappensiero per darti una pacca sulla spalla, una parola di conforto o banalmente per dirti sorridendo “Fai una che così ci facciamo una scapezzolata al pleistescion”. Ben sapendo – tra l’altro – che l’anno prossimo quello stressato, di malumore o sovrappensiero potresti essere tu e allora diventa quasi una gara a chi si prodiga di più per salvaguardare questo ecosistema, per donare qualcosa di sé
agli altri che sia una villa con piscina per due giorni o un tavolo da ping pong acquatico autocostruito, che siano le modifiche fatte su un videogioco per far provare a tutti l’ebrezza di sfidarsi con la propria maglia, i propri giocatori, il proprio simbolo, e i propri tifosi o che sia un lenzuolo colorato a mano dove poter imprimere indelebilmente un ricordo felice, trascorrere un paio d’ore davanti a una brace nella calura di luglio per far mangiare tutti o passare una scopa elettrica in un ambiente comune mentre gli altri sono in piscina.

Eccoli, allora, quelli del venerdì a Villa Tedone. A cominciare da Lorusso, Mangia e Bucci, i primi a tuffarsi e a testare i Giochi Senza Frontiere, seguiti a ruota dai Cugini Merda Brindisino e Totò Alaimo, eccezionalmente a Lecce dal giorno prima. Alla spicciolata arriveranno poi anche tutti gli altri: Sergi, il campione in carica Simonetti, Memola, Bartolomucci, Corasaniti, Linciano e a grande sorpresa anche Tarantino, che non ha fatto rimpiangere l’assenza dell’ultimo momento di Gallicchio. Ed è subito un turbinio di felicità che poco fa restare alla mente se non larghi sorrisi e più di qualche partita eliminatoria degli Ottavi di Finale del Torneo di Pleistescion, di cui fortunatamente restano prove scritte che vi documenteremo a parte più avanti. Il weekend continua all’insegna del totale relax anche al sabato, quando Simonetti si sveglia di buon mattino per immortalarsi con la sua insalata di polpo e patate, mentre invece Luca Brindisino è l’ultimo ad alzarsi svegliato in malomodo con pentole e coperchi dai perfidi Curtale, Eagles e Pigna. I buoni propositi di restare leggeri per pranzo svaniscono dinanzi a un sugo di pecora (by Amici di Moira Orfei) e ad un altro di pesce spada (by Associazione a Delinquere) e i carboidrati scorrono a fiotti. Ma il gruppo non si fa cogliere dalla pennichella e, anzi, si proietta in versione ballottaggio e riunione plenaria, rigorosamente all’ombra degli alberi. Lasciamo al Notàro l’onere e l’onore di pubblicare i risultati della plenaria, ma anticipiamo soltanto che sono passate le poche regole già approvate al primo turno, mentre servirà partorire un’altra soluzione per quanto riguarda il caso “rigori senza portiere”, più unico che raro ma che va pur sempre regolamentato. Non passano dunque Modificatore di Difesa e Cambio Modulo, nonostante i vari decreti attuativi (tra cui l’ormai celebre Decreto Mille Moduli) che il Notàro si è affannato a non far passare.

Giunge dunque il momento dei premi, di cui vi diamo uno spaccato in questa grafica excel.

PREMIO DETENTORE CONSEGNA VINCE RITIRA
peggior plusvalenza L. Brindisino JOVETIC – LUPIAE L. Brindisino
miglior plusvalenza L. Brindisino BELOTTI – PIGNA Bucci
miglior pararigori VIVIANO – AKRAGAS Alaimo SKORUPSKI – DELINQUERE Sergi
miglior assistman POGBA – CELTIC Bartolomucci CALLEJON – TERLIZZI Memola
peggior rigorista PINILLA – LABBARI Tedone MEMUSHAJ – MOJITO Linciano
miglior rigorista ILICIC – AMICI Bartolomucci PEROTTI – WAILERS Tarantino
peggior portiere D.LOPEZ – LABBARI Tedone STORARI – CELTIC Alaimo
miglior portiere BUFFON – TERLIZZI Memola SCZEZNY – LABBARI Tedone
peggior difensore MAURICIO – ACAB Gallicchio MORGANELLA – LABBARI Tedone
miglior difensore ALEX SANDRO – CUSCI Lorusso CONTI – DOMINGO Simonetti
peggior centrocamp VALDIFIORI – TERLIZZI Memola MUNTARI – DELINQUERE Sergi
miglior centrocamp ILICIC – AMICI Bartolomucci GOMEZ – CURTALE D. Brindisino
peggior attaccante MONACHELLO – TERLIZZI Memola PALOSCHI – LABBARI Tedone
miglior attaccante HIGUAIN- CUSCI Lorusso MERTENS – DOMINGO Simonetti
miglior coreografia NAPOLI SULLA PELLE Simonetti LA STAGIONE DELL’AMORE Bartolomucci
matusa d’oro DI NATALE – ACAB Gallicchio TOTTI – CELTIC Alaimo
penna d’oro FOOTBALL GREEN Lorusso BUONGIORNO LECCE! L. Brindisino
vignoni di legno STROOTMAN – MOJITO L. Brindisino BABACAR – CELTIC Alaimo
miglior intuizione ALLAN – LUPIAE L. Brindisino PETAGNA – WAILERS Tarantino
bachini di legno MASIELLO – DOMINGO Simonetti DONNARUMMA – CELTIC Alaimo
olive d’oro L. Brindisino FLORENZI – TERLIZZI Memola
dichio di legno AVELAR – DOMINGO Simonetti PALOMBO – ACAB L. Brindisino
esposito d’oro BERNARDESCHI – AMICI Bartolomucci SPINAZZOLA – LABBARI Tedone
bojinov di legno GERVINHO – FLIPPER Mangia NIANG – AMICI Bartolomucci
osti d’oro JORGINHO – LUPIAE L. Brindisino KEITA – LAKRAGASSO Alaimo
peggior capitano BERARDI – AKRAGAS Alaimo KALINIC – ACAB Gallicchio
miglior capitano HIGUAIN- CUSCI Lorusso GOMEZ – CURTALE D. Brindisino
peggior investimento GRASSI – AMICI Bartolomucci BARRECA – LAKRAGASSO Alaimo
miglior investimento GASTALDELLO – MOJITO Linciano SCHICK – TERLIZZI Memola
pellè d’oro MASINA – DOMINGO Simonetti PELLEGRINI – LUPIAE L. Brindisino
chi l’ha visto MENEZ – WAILERS Tarantino GIACCHERINI – DOMINGO Simonetti
stovini d’oro HAMSIK – CUSCI Lorusso ACERBI – LAKRAGASSO Alaimo
delio rossi d’oro TOTTI – WAILERS Tarantino DZEKO – LABBARI Tedone
sesa d’oro BACCA – MOJITO Corasaniti KESSIE – AMICI Bartolomucci
meteora SUAREZ – EAGLES Corasaniti GABIGOL – MOJITO Linciano
miglior rivelazione KALINIC – LUPIAE L. Brindisino FOFANA – DOMINGO Simonetti
maggior delusione DZEKO – MOJITO Linciano SAPONARA – FLIPPER Mangia
rizzo d’oro DONNARUMMA – LABBARI Tedone BELOTTI – LUPIAE L. Brindisino
miglior affare EL SHARAAWY – DOMINGO Simonetti DZEKO – LABBARI TEdone
peggior affare BASELLI – LUPIAE L. Brindisino PAVOLETTI – CUSCI Lorusso
miglior acquisto HIGUAIN- CUSCI Lorusso MERTENS – DOMINGO Simonetti
peggior acquisto JOVETIC – LUPIAE L. Brindisino MILIK – CUSCI Lorusso
fair play SERGI – DELINQUERE Sergi LORUSSO Lorusso
panchina d’oro LORUSSO – CUSCI Lorusso SIMONETTI SImonetti
panchina di legno TARANTINO – WAILERS Tarantino GALLICCHIO L. Brindisino
scrivania d’oro LORUSSO – CUSCI Lorusso L. BRINDISINO L. Brindisino
scrivania di legno CORASANITI – EAGLES L. Brindisino CORASANITI – EAGLES Corasaniti
mitropa green CURTALE D. Brindisino LAKRAGASSO Alaimo
trofeo green EAGLES Corasaniti TERLIZZI Memola
supercoppa green CELTIC L. Brindisino CURTALE D. Brindisino
green league AKRAGAS Alaimo CELTIC Alaimo
europa green LABBARI Tedone LAKRAGASSO Alaimo
green cup TERLIZZI Memola LABBARI Tedone
classifica marcatori HIGUAIN- CUSCI Lorusso MERTENS – DOMINGO Simonetti
champions green CURTALE D. Brindisino CURTALE D. Brindisino
serie a green CUSCI Lorusso DOMINGO Simonetti

Concluso con un’ora d’anticipo il Gran Cerimoniale, l’attesa era tutta per il Torneo di Pleistescion, tanto da far saltare sia il Quizzz che Giochi Senza Frontiere, ma soprattutto la Foto di Rito. A parte il rammarico, specialmente per quest’ultima, resta salva la considerazione che è difficile interrompere il flusso del divertimento, staccarsi dal reale per dire: “Facciamoci una foto”. Sarebbe servita quel pizzico di forza di volontà in più che però è mancata semplicemente per il fatto che tutti erano talmente a proprio agio che… non hanno certo pensato a farsi una foto. Gli unici scatti che abbiamo, in effetti, sono quelli fatti da Bucci durante le premiazioni e qualcosa pre e post festa, ma del durante non v’è certezza, se non quella dei ricordi dei presenti. Almeno finchè la felicità non cancellerà tutto.

Piccoli gesti, piccoli momenti però dal grande significato: se ci pensate in fondo cosa sono 36 ore di relax in buona compagnia di fronte ad altri 360 giorni di routine quotidiana, giusto per escludere Natale Pasqua e Capodanno? Volendo fare un calcolo facile facile, un’ora di festa a Corato equivale a dieci giorni di ricarica dalle fatiche quotidiane, per cui per quest’anno dovremmo essere a posto. Scherzi e retorica dell’invecchiamento a parte,

la festa finale della Serieagreen sta diventando quello che erano solstizio ed equinozio per gli antichi, semina e raccolto per i contadini, ovvero un evento che scandisce il nostro calendario e ci dà una cognizione positiva (anziché negativa) del tempo che scorre. Ecco perché è un peccato saltare le foto di rito, così come non tenere aggiornata la Hall Of Fame sul sito, per vedere come nonostante gli anni il bambino che è in noi resti sempre ben saldo sulla poltrona di Presidente di una franchigia inesistente ma in realtà molto più vera di una marea di cose che ci circondano. Non a caso si fa sempre più concretamente strada la possibilità di allargare la festa finale a chi, come i nostri commilitoni di Serieagreen del resto, ci conosce ormai bene e ci ha accettato con tutti i nostri pregi e i nostri difetti. Fantacalcio in primis, quale che sia la categoria in cui lo vogliate collocare. E’ un passo importante e se ne è parlato anche a Corato, affinchè il senso e le modalità della festa non vengano stravolte, affinchè la presenza delle famiglie non diventi un obbligo ma un piacere facoltativo che si adagi sui rituali della festa, li accolga e ne diventi partecipe senza sconvolgerne il clima, anche di chi vi parteciperà non in compagnia. Una famiglia allargata alle famiglie, insomma, dove nessuno si senta straniero. La ricerca di una location principale – a metà strada tra Lecce e Roma – che possa fare da fulcro e attorno alla quale poter trovare delle accomodation (campeggi, b&b, ostelli) in cui rifugiarsi eventualmente a tempo debito, e magari senza prendere la macchina, è già partita. Marco Tedone ha annunciato che non ci sarà una festa a Corato per il terzo anno consecutivo e dunque non ci sono scuse. Anche perché se l’importante in Serie A Green è divertirsi, alla festa è fondamentale la partecipazione, senza la quale si è poi costretti a subire ogni sorta di angherie come è capitato quest’anno all’Acab ma soprattutto al Celtic. Perché quest’anno c’erano le divise di Pirlo unofficial, della Vibonese, della Juve Stabia e della Paganese (non assegnata per l’assenza dell’Acab), il polpo, le orate, la scottona, le bombette, la Menabrea, la Tuborg e la Malatesta, la “macchina a vapore”, il Green Wall, il ping pong, i racchettoni, la porta acquatica, la patch per il torneo di pleistescion, il ballottaggio, le carte napoletane e quelle da poker, il decreto mille moduli e la raccolta differenziata. E viene già la voglia di sapere l’anno prossimo chissà cosa ci sarà, magari il Quizz o il Pianobar che quest’anno abbiamo bucato. Sicuramente la Foto di Rito (ma quella già all’asta di settembre). Per citare Nick Hornby, insomma, “la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, perché c’è sempre un’altra stagione”.

TORNEO DI PLEISTESCION 2016/17

Egemonia Lupiae: è poker

Per la quarta volta consecutiva il Lupiae si aggiudica la Mano Morta, nonostante un tabellone a dir poco sfavorevole e un’avversaria in finale – i Wailers – indemoniata.

OTTAVI DI FINALE


ACAB (Lup-Fli) – DELINQUERE 1-3

45’ Anderson (A), 64’ Valero (D), 74’ Pasalic (D), 90’ Lapadula (D)

Il calendario subisce subito degli sconvolgimenti a causa del repentino scambio di presenze tra Gallicchio e Tarantino. Quello che doveva essere il lunch match del sabato, dunque, diviene la gara inaugurale del venerdì sera, con Domenico Sergi pronto a sfidare il campione in carica Luca Brindisino per un tempo e teoricamente il padrone di casa Tedone per l’altro. La partita ha una lunga fase di studio, com’era giusto che fosse, ma nei minuti finali l’Acab guidato per l’occasione da Luca Brindisino ha un doppio sussulto: gol al 45’ di Felipe Anderson e espulsione procurata per Kurtic nei minuti di recupero. Un secondo tempo, insomma, tutto in discesa per i gialloneri. Marco Tedone, però, è impegnato in una sfida di serie B all’altro pleistescion e passa il joystick a Fabrizio Mangia che, da buon acerrimo rivale dell’Acab, si fa infilare tre volte compiendo un vero e proprio harakiri. E non sarà l’ultimo del suo torneo. Domenico Sergi e il suo Delinquere sudano ma passano il turno.

WAILERS – CURTALE 0-0 d.t.s (3-1 alla monetina)

A sorpresa, dunque, ecco sedersi al suo posto in panchina Angelo Tarantino. Un arrivo inatteso anche per il suo avversario, Dario Brindisino, che era pronto a sfidare un’altra accoppiata. Wailers e Curtale si affrontano senza esclusione di colpi, ma dopo 120 minuti si rimane sullo 0-0. Avendo dovuto disputare amichevoli anziché subito il torneo (per poter settare e salvare le modalità d’uso del joystick, differenti praticamente per ognuno) non esisteva la possibilità dei calci di rigore. Su suggerimento di Loturco, dunque, si ricorre alla monetina. Al meglio dei cinque lanci, Tarantino passa il turno su Dario Brindisino per 3 a 1. E già si incolla addosso l’etichetta di “Steven Bradbury del pleistescion”.

CELTIC (Lab-Pig) – MOJITO 2-2 d.t.s. (passa il Mojito poiché presente)

3’ Higuain ©, 11’ Palacio ©, 47’ Ocampos (M), 56’ Ocampos (M)

Il torneo continua espletando l’altro match degli assenti Barbaro e Santini, ovvero Celtic e Mojito. Stavolta Tedone gioca e inizia lui il match coi biancoverdi, rifilando un uno-due tremendo al povero Linciano con Higuain e Palacio. Il cerchio però gli scappa di mano più volte e alla fine l’arbitro non può che espellere Lichtsteiner. Il secondo tempo, dunque, verrà affrontato dal Celtic – guidato stavolta da Walter Bucci – in 10 contro 11. Il marchigiano è dato per grande favorito ma si incarta dinanzi alla grande voglia di recuperare dei neroverdi e, in particolare, di Ocampos, autore della doppietta del pareggio. Nei tempi supplementari non accade più nulla e allo scadere è Stefano Linciano ad ottenere la wild card per i Quarti grazie al semplice fatto di essere venuto alla festa, contrariamente ai suoi avversari di turno.

LUPIAE – EAGLES 3-0

28’ Bernardeschi (L), 60’ Bonaventura (L), 80’ Bonucci (L)

Arriva così il momento dei campioni in carica del Lupiae. Il tabellone, come detto, non è stato benevolo coi verdeazzurri, e il fatto che il torneo non si sia svolto per un anno avrebbe potuto consentire a tutti coloro che possiedono un pleistescion di allenarsi e ridurre il gap con Luca Brindisino. Tra questi, proprio Jos Corasaniti, dato in grande spolvero e gasatissimo per la sfida coi salentini. Bollicine calabresi che però si sgonfiano già prima della mezzora quando il Divin Biondino Bernardeschi timbra il primo gol del torneo del Lupiae, al quale seguiranno nel secondo tempo le marcature di Bonaventura prima e Bonucci poi. Sempre nel segno della B, dunque, Luca Brindisino passa abbastanza agevolmente ai Quarti, dove indipendentemente dalla vincente tra Labbari e Pigna, si giocherà in pratica una finale anticipata.

LAKRAGASSO – FLIPPER 0-5

26’ Ilicic (F), 55’ Quagliarella (F), 59’ Meggiorini (F), 69’ Quagliarella (F), 87’ Pellissier (F)

Scorpacciata di reti per Fabrizio Mangia contro l’agnello sacrificale Toto Alaimo. Si sapeva che il siciliano non è propriamente a suo agio joypad alla mano ma l’allenamento della sera prima in casa del Lupiae sembrava potergli avere dato nuova speme. Invece i biancoazzurroro si fanno letteralmente travolgere dalla voglia di Fabrizio Mangia, ultimo finalista a sfidare il Lupiae nel 2015 e ardentemente desideroso di una rivincita. La rosa a sua disposizione, come si sa, non è un granchè, ma il 3-2-3-2 approntato dal mister serranese con Ilicic e Saponara larghi rispetto alle due punte Quagliarella-Meggiorini è una macchina da guerra che non lascia scampo agli agrigentini, nonostante l’ingenua espulsione di Laurini.

TERLIZZI – CUSCI 0-1

64’ Milik ©

La vera sorpresa di giornata arriva dal Sunny Cola, dove un Cusci dato praticamente già per spacciato espugna il terreno di gioco pugliese grazie ad una grande prova di voglia e carattere da parte di Vito Lorusso. Notoriamente non un amante del pleistescion, il lucano sa che deve comunque onorare un impegno così importante e ci mette dentro tutta l’energia che ha. Un atteggiamento che coglie di sorpresa Paolo Memola, superfavorito ma forse troppo stanco dal viaggio, che dura solo un tempo a reti bianche. Alla prima distrazione di Callejon e compagni, però, bomber Milik colpisce e affonda. Da lì in poi i rossoverdi reggono e tra lo stupore generale passano ai Quarti, negando a Memola il gusto dello storico derby con Sergi.

DOMINGO – AMICI 2-0

42’ Mandzukic (D), 47’ Mertens (D).

Il testacoda tra Domingo e Amici era tra le partite più attese. Da una parte i campioni del Domingo, nati col joystick in mano dai tempi di Winning Eleven ma poi sempre più lontani dai fasti che furono; dall’altra il fanalino di coda Amici di Moira Orfei, la cui rosa probabilmente riflette la posizione in classifica ma che possono vantare una finale giocata e persa contro il Lupiae nel 2014. In effetti è l’equilibrio a farla da padrone, almeno fino al 42’ quando è Mandzukic ad aprire la fragile difesa biancolilla e a portare negli spogliatoi in vantaggio i suoi. Al rientro in campo Bartolomucci è ancora frastornato ma ancor più di lui il suo portiere, Andrea Consigli, che con un clamoroso svarione su rinvio consegna praticamente a Mertens la palla dell’infallibile 2-0. Da quel momento i pontini si sciolgono come neve al sole, sebbene i partenopei scelgano di controllare e di non infierire anche all’84’ quando Consigli si prende la sua parziale rivincita su Mertens, parandogli un calcio di rigore. Tutto inutile, ai Quarti contro la cenerentola Wailers giocherà Marcello Simonetti.

LABBARI – PIGNA 0-0 d.t.s. (3-0 alla monetina)

Ma la partita forse più attesa era quella tra Labbari e Pigna. Vicinissimi nella classifica della Serie A Green, i due organici sono molto ben messi anche al pleistescion e i due mister sono tra i più tecnici ed accreditati alla vittoria finale. Marco Tedone ha tecnica e tattica per superare chiunque, ma è Walter Bucci la vera sorpresa delle amichevoli precampionato, dove ha fatto un sol boccone niente poco di meno che del Lupiae. Aspettative enormi che verranno poi disattese dal campo: sia pugliesi che marchigiani proveranno – timidamente – a superarsi con Dzeko da una parte e Icardi dall’altra, ma vuoi per la bravura dei portieri Sczezny e Buffon, vuoi per una comprensibile paura di perdere, entrambe le squadre si trascineranno stancamente prima ai supplementari e poi addirittura alla monetina. A trionfare sarà per tre volte l’uomo vitruviano scelto da Tedone: una beffa per Bucci, che vede così svanire già al primo turno – e senza aver mai né perso né tantomeno subito gol, esattamente come Dario Brindisino – la possibilità di andare avanti nel torneo.

QUARTI DI FINALE

DOMINGO – WAILERS 1-3 d.c.r. (2-2 d.t.s.)

10’ Mertens (D), 19’ Petagna (W), 28’ Mandzukic (D), 84’ Perotti (W)

Nei quarti comincia il torneo come tutti lo conosciamo: tabellone obbligatorio, squalifiche, infortuni, stanchezza cumulativa, solo sette panchinari ma soprattutto supplementari e rigori. Quella tra Domingo e Wailers è un’altra partita equilibratissima, che gli azzurroblè volgono subito a loro favore grazie al bomber Mertens dopo soli 10 minuti di gioco. Non passano nemmeno altri 10 minuti, però, che è l’altro bomber, Petagna, a pareggiare per i gialloblu di Copertino, fino al 28’ del primo tempo, quando una magia in mezza rovesciata di Mandzukic su assist di Mertens riporta di nuovo i domenghini avanti. Nel secondo tempo Marcello Simonetti sfiorerà più volte il gol del 3-1 sfruttando gli ampi spazi concessi da Angelo Tarantino, buttatosi in avanti alla ricerca del pari. Gli ultimi 15 minuti, però, sono tutti appannaggio dei salentini, che gettano il cuore oltre l’ostacolo e a soli 6’ dal termine trovano il 2-2 con Perotti. Nonostante l’inferiorità numerica dei Wailers per l’espulsione di Obi, i supplementari sono una formalità per riprendere le forze: entrambi i mister attendono i rigori. Da una parte Marchetti e dall’altra Mirante scaldano i guantoni, ma il primo a sbagliare subito è Giaccherini del Domingo. Missiroli dei Wailers non è da meno, quindi si susseguono i gol di Fofana e Matri. Altro errore domenghino da parte di Pulgar, El Sharaawy non sbaglia, Mandzukic prende il palo, condannando Marchetti al miracolo. Toloi, però, non sbaglia e fa esplodere la panchina salentina che scatta tutta in campo: i Wailers sono in semifinale dopo due pareggi, una monetina e dei calci di rigore.

MOJITO – FLIPPER 1-0

91’ autogol Hart (M).

Mojito-Flipper era un Quarto di Finale attesissimo. Stefano Linciano e Fabrizio Mangia non sono certo gli ultimi arrivati al pleistescion (finalisti 2013 e 2015) e non vogliono lasciare nulla di intentato per portarsi la Mano Morta a casa. Quando la maggior parte dei partecipanti a Corato 2017 è già a dormire, loro si incarnano per tutta la notte del venerdì in sfide infuocate con le loro rispettive squadre per allenarsi alla gara decisiva del giorno seguente. Al momento del fischio d’inizio, però, il risultato è che i due si conoscono ormai a menadito: tattiche, azioni preferite, avversari pericolosi, persino le mosse dalla panchina. Così il confronto è stabile, con qualche sussulto da una parte e dall’altra, ma senza particolari emozioni. Quando entrambi sembrano rassegnati a dover giocare i supplementari, però, succede l’imponderabile. Uno sciagurato retropassaggio dalla sinistra di Danilo trova l’estremo difensore britannico Hart distratto spalle alla porta. Il suo tentativo di controllo è maldestro e si trasforma in pratica in un ulteriore retropassaggio, solo che dietro di lui c’è soltanto la porta che avrebbe dovuto difendere. Siamo nel 1’ dei 3 minuti di recupero concessi dall’arbitro e nelle frazioni di secondo che separano l’ingresso lento della palla nella rete celesteargento la faccia di Mangia subisce delle mutazioni indescrivibili, per poi prorompere in insulti e bestemmie che si prolungheranno – comprensibilmente – per tutta la sera. Stefano Linciano, dal canto suo, non può credere ai suoi occhi: l’avversario che ha sfidato per tutta la notte – talvolta anche perdendoci – si è fatto nuovamente harakiri e lui non può far altro che incartare e portare a casa la Semifinale coi Wailers.

CUSCI – DELINQUERE 1-3

29’ Salah (D), 40’ Maccarone (D), 49’ Salah (D), 69’ Milik ©

Dopo aver compiuto l’impresa contro il Terlizzi di Paolo Memola, tutto il pubblico non pagante si aspettava una prestazione quantomeno vogliosa da parte di Vito Lorusso anche contro Domenico Sergi. Forse perché messo troppo sotto i riflettori, però, il manager lucano si lascia andare ad un autolesionismo controproducente, dandosi per vinto già dopo i primi minuti, anche se il gol del vantaggio neroamaranto è giunto solo alla mezzora con Salah. Per l’esperto Sergi è un gioco da ragazzi gestire un avversario così demotivato, per cui tra la fine della prima frazione e l’inizio della seconda piazza altri due gol con Maccarone e ancora con Salah. Quando ormai la partita è avviata su un binario morto, a Vito Lorusso viene passata un po’ di felicità: il doping lo accende e il Cusci si riversa nella metà campo avversaria. Il Delinquere è sorpreso e Skorupski è costretto agli straordinari dai vari Pavoletti, Milik e Pjanic fino al 69’, quando proprio Milik prova a riaprirla. Fino al 90’ sarà un mini assedio ma ormai non c’è più nulla da fare, Lorusso si è svegliato troppo tardi sbagliando clamorosamente l’approccio a una partita che sicuramente poteva indirizzarsi diversamente.

LABBARI – LUPIAE 0-3

22’ Marchisio (L), 53’ Bernardeschi (L), 65’ Insigne (L)

Inutile sottolineare come il derby tra Labbari e Lupiae, tra il capoluogo pugliese e quello salentino, tra il padrone di casa e il campione in carica, fosse attesissimo. Con entrambi i mister molto tesi si comincia a giocare, ma nemmeno dopo 5’ minuti accade l’imponderabile. Un anonimo invasore di campo con spiccato accento partenopeo comincia a chiedere del bagno al padrone di casa. Il bagno è chiuso, il bagno è aperto, il bagno è sopra, il bagno è sotto, il bagno è occupato, il bagno è libero, trascorrono così almeno 10’ di gioco in cui Marco Tedone – tra una pausa e l’altra – è costretto a dar retta a cotanto opprimente stalker il quale, neanche a dirlo, gli fa perdere la pazienza. Solo intorno al 15’ i due riescono a liberarsi dell’uomo anche grazie all’intervento tardivo delle forze dell’ordine, ma riprendere la concentrazione, specialmente per il barese, ormai è dura. Luca Brindisino, invece, non si fa scrupoli e alla prima occasione passa: imbeccata per Belotti che serve a rimorchio Marchisio, 1-0. Esplode la rabbia di Tedone che però non riesce ad incanalarla in trance agonistica. Il suo nervosismo ormai è a fior di pelle e questo tipo di avversari, purtroppo per lui, sono la preda preferita dell’impassibile Brindisino, che si accontenta di andare al riposo in vantaggio per poi affondare altre due volte con Bernardeschi e Insigne. Ammutolito il pubblico di casa di fronte al secondo 3-0 di fila dei verdeazzurri: si profila un altro inevitabile successo? A Domenico Sergi in semifinale il compito di evitarlo.

SEMIFINALI

WAILERS – MOJITO 2-1

12’ Perotti (W), 36’ Gabigol (M), 48’ Castro (W)

La prima semifinale tra Wailers e Mojito si preannuncia interessantissima. Entrambe le squadre sono reduci da un cammino a dir poco scricchiolante e a dir la verità non hanno impressionato più di tanto per bel gioco. Ma il torneo, si sa, non è soltanto spettacolo ma anche tenuta fisica e soprattutto psicologica: vince chi riesce a tenere i nervi più saldi. Tarantino e Linciano probabilmente non si sono mai sfidati al pleistescion e si trovano l’uno di fronte all’altro in una partita delicatissima. A fare il primo squillo sono i gialloblu che passano in vantaggio già al 12’ con Perotti. Ma è troppo presto per cantare vittoria, il Mojito lo sa e comincia a far girar palla sapientemente. Tarantino per un bel po’ non la vede più e alla fine capitola proprio dinanzi a Gabigol, meteorite costato anche un pesante legno alla franchigia di Lizzanello. Si va al riposo sull’1-1 ma la tattica di Tarantino è sempre la stessa, ovvero colpire a freddo: non passano nemmeno 3 minuti dal calcio d’inizio del secondo tempo che è il pupillo del mister di Copertino, Castro, a impallinare Perin. Due a uno per i gialloblu e il risultato non cambierà più fino alla fine, nonostante gli sforzi dei neroverdi. Niente da fare, dunque, per Stefano Linciano: Angelo Tarantino ha definitivamente scoperto le carte, è allenatissimo, ha il suo stile di gioco e vuole fare il colpaccio.

DELINQUERE – LUPIAE 0-2 d.t.s. (0-0 d.t.r.)

112’ Donsah (L), 116’ Insigne (L)

Se Wailers-Mojito era praticamente un inedito, l’altra semifinale tra Delinquere e Lupiae è invece un grande classico del pleistescion. Fin dai gloriosi tempi di Via Ceneda, con molti capelli in più e altrettanti chili in meno, Luca Brindisino e Domenico Sergi si sono sfidati in confronti infiniti ed ora si ritrovano nuovamente l’uno contro l’altro a contendersi l’accesso alla finale del torneo.
L’assaggio iniziale avuto agli ottavi da Sergi (ricordate il primo tempo contro l’Acab manovrato da Luca Brindisino?) è stato più di un campanello d’allarme. I neroamaranto sono coperti e guardinghi e non concedono alcuno spazio alle manovre verdeazzurre. E anche quando Bonaventura e compagni riescono a scardinare i meccanismi difensivi dei calabresi, non sono mai abbastanza precisi davanti a Skorupski. L’occasione d’oro in realtà il Lupiae ce l’ha al 70’: Dainelli e Cesar entrano a sandwich su Belotti e l’arbitro indica sicuro il dischetto del rigore. Il tiratore designato è Insigne che spiazza Skorupski ma chiude troppo l’angolo del calcio mandando il pallone oltre il palo destro.
L’evento negativo avrebbe tutti i crismi per far girare la ruota della partita a favore del Delinquere che effettivamente prova ad affacciarsi dalle parti di Karnezis, ma senza la necessaria convinzione. Si va così ai supplementari dove un altro intervento irregolare nei confronti del nuovo entrato Sau concede al Lupiae la seconda opportunità dal dischetto. E’ sempre Insigne a presentarsi al tiro, sempre dallo stesso lato. Stavolta Skorupski intuisce ma non arriva, il pallone sbatte sul palo e torna nell’area piccola dove il più lesto di tutti è Godfred Donsah, appena subentrato al posto di capitan Bonaventura. E’ il 112’ e Luca Brindisino non contiene tutto il suo sollievo, sente che il peggio è passato e che dall’altra parte l’avversario è in preda allo sconforto per l’occasione perduta, il momento ideale per il colpo del ko che arriva, come un lieto fine, giusto 4 minuti dopo proprio grazie a Insigne, che si scrolla così di dosso il fardello del doppio errore dal dischetto e porta i suoi meritatamente in finale.

FINALE

WAILERS – LUPIAE 2-3

2’ Immobile (W), 5’ El Sharaawy (W), 8’ Bernardeschi (L), 83’ Belotti (L), 85’ Bernardeschi (L)


Per la finale del torneo 2017 c’è il pubblico delle grandi occasioni. Angelo Tarantino ci arriva a sorpresa, con un cammino degno della famosa Danimarca di Euro ’92 che, proprio come lui, non doveva neppure trovarsi lì. Luca Brindisino è riuscito a sovvertire tutte le preoccupazioni della vigilia relative al tabellone e si trova per la quarta volta di fila in finale, approdandovi senza aver mai subito nemmeno una rete e con ben 8 gol all’attivo.
Quando dopo la cena del sabato l’arbitro decreta il fischio d’inizio, entrambi i mister indossano i rispettivi completi ufficiali, sapendo di poter entrare nella storia.
Angelo Tarantino è un concentrato di adrenalina pura e prova a ripetere l’effetto sorpresa ben riuscitogli in semifinale col Domingo, sia nel primo che nel secondo tempo. La partenza a razzo dei gialloblu lascia di stucco Luca Brindisino e la sua difesa fin lì di ferro e dopo soli 2’ i Wailers sono già in vantaggio: discesa di El Sharaawy sulla sinistra, dribbling ai danni di Strinic e assist per Immobile che non può sbagliare. Colpito a freddo e con tutto il pubblico avverso il Lupiae è alle corde e subisce ancora: stavolta El Sharaawy fa tutto da solo e trafigge Karnezis al 5’: uno-due terrificante che avrebbe steso un pachiderma. Ma non il Lupiae. Sapendo di avere 85 minuti di partita davanti, Luca Brindisino fa ricorso a tutto il suo self control appreso dalle gesta di Liedholm e Zeman e prova a riorganizzare la squadra. E dopo nemmeno altri 3 minuti, i verdeazzurri sono di nuovo in partita: cross dalla sinistra di Ghoulam, Bernardeschi anticipa Radu e insacca, 2-1. La partita è scoppiettante e il pubblico è entusiasta. Per tutto il primo tempo e per buona parte del secondo i due avversari continuano a cercare il gol e alla fine si conteranno ben 15 tiri a 11 per il Lupiae, di cui 7 a testa nello specchio della porta. Dopo essere stato trascinato da un grande Perotti, però, Tarantino commette l’errore di abbassare il baricentro e concedere il pallino del gioco al Lupiae che, complici anche le forze fresche derivanti dalle sostituzioni (che i Wailers invece non effettueranno) riesce pian piano a guadagnare sempre più campo. La paura negli occhi del pubblico è palpabile, ma nessuno osa immaginare quello che sarebbe poi successo a meno di dieci minuti dal termine. Dopo averci provato invano con Bonaventura prima e Dzemaili poi, all’83’ minuto Insigne si incunea nella zona di Cacciatore e mette in mezzo per Belotti che con una finta fa fesso Toloi e batte inesorabilmente Mirante per il 2-2. Scacciati i fantasmi, ora è il Lupiae ad avere in mano l’inerzia della gara e Luca Brindisino è troppo scafato per non sapere come approfittarne. Il manager leccese, infatti, non lascia a Tarantino e al suo entourage nemmeno il tempo di capire di aver subito il pareggio che piazza subito il secondo colpo: cross dalla sinistra sempre di Insigne sul secondo palo dove si avventa ancora il Divin Biondino (sarà capocannoniere ed MVP del torneo con 4 reti) e non lascia scampo all’estremo difensore copertinese. E’ il sorpasso, incredibile ma vero. Dopo il doppio colpo che aveva quasi steso il Lupiae durante i primi 5 minuti di gara, stavolta sono proprio i verdeazzurri a servire un uno-due tremendo, quando però il tempo per recuperare è pochissimo. Il cartellino giallo per fallo di frustrazione ad Hiljemark (uno dei migliori nel torneo dei Wailers) è lo specchio dei minuti finali di partita: il Lupiae controlla il risultato e fa scattare la festa finale, con solito reportage fotografico da condividere e tramandare ai posteri. Per la quarta volta consecutiva Luca Brindisino si porta a casa (anche se è proprio lì che l’aveva lasciata…) la Mano Morta: Mojito, Amici, Flipper e quest’anno Wailers non sono riusciti a strappargliela. Non avendo lui mai avuto a disposizione un proprio pleistescion, a questo punto portargliela via è diventata una questione di principio.

Torgio Giosatti

8 pensieri riguardo “La Piazzetta dello Sport presenta: il Punto di Torgio su Corato 2017

  • Vaffanculo dovrò comprare la PlayStation ahahahah!
    Me la cavo con una battuta stupida, giusto per nascondere gli occhi lucidi dopo questa lettura. Non c’è niente da fare, la Serie A Green ha qualcosa di magico e non posso fare altro che ringraziare tutti per il semplice fatto di permettere tutto questo.

  • Lupiae Calcio 1996

    “Commentate sul sito” –> no problems but solutions

  • Lupiae Calcio 1996

    “Commentate sul sito” –> no problems but solutions #2

  • AC BocaWailers

    Ahahahahhahhahahhhahahhhh fantastico!!!! cosa non si fa per la fama!!!!

  • Lupiae Calcio 1996

    cosa non si fa per mantenere vivo il sito, siate maledetti voi e WhatsApp!!! 😀 😀 😀

  • Un weekend superlativo come al solito! Premio Giochi senza Frontiere per il tavolo da Ping senza pong di Lorusso e per i superliquidator da discount da Lupiae e Curtale! Grazie di esistere Torgio!

  • Ci vediamo a Castromediano 2018?

  • Lupiae Calcio 1996

    “Ho le dita coi tacchetti, frate dammi solo una torcia e una Moretti”

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