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Il Punto di Torgio Giosatti: speciale Otranto 2018

Che sbornia Otranto!

 

Grande successo per l’esperimento di festa finale condivisa. Nonostante qualche prevedibile intoppo, la location tiene bene e funziona il mix tra tradizione e innovazione, rituali e libere uscite. Passaggio di consegne tra Simonetti e Tarantino, col partenopeo che porta a casa sia la Scrivania che la Panchina di Legno. Il resoconto della tre giorni salentina targata Torre Pinta.


Ci si può svegliare di soprassalto alle quattro del mattino di giovedì col pensiero di dover scrivere qualcosa? Si, se quel giovedì non è un giovedì qualunque, ma quello successivo alla festa finale, la cui sbornia è ancora lungi dal rientrare. E siccome l’ispirazione è un treno che passa di rado e con i suoi orari, allora è bene coglierla al volo, specialmente se le emozioni da raccontare sono tante e le prime luci di un’alba bagnata dai postumi di un acquazzone estivo fanno loro da cornice ideale.

Quella del 22-23-24 giugno 2018 a Otranto è stata la prima festa finale aperta alle famiglie della Serieagreen. Un evento di quelli che passano alla storia e che possono segnare la fine di un ciclo o l’inizio di un’epoca. Se da una parte, infatti, un eventuale fallimento avrebbe forse posto la pietra tombale in testa all’ambizione delle franchigie di portare avanti questo hobby parallelo alla vita reale anche per gli anni a venire nonostante impegni e imprevisti si facciano sempre più gravosi, dall’altra il suo successo sarebbe stato la riprova definitiva che condividere un qualcosa di molto caro con le persone a noi più care senza il timore di essere giudicati o di compromettere la sacralità di certi rituali sia il passo in avanti che decreta questo fantacalcio come un pezzetto ormai imprescindibile delle nostre esistenze, pur in costante mutamento. Un punto fermo che di anno in anno scandisce lo scorrere del tempo riuscendo a fermarlo nell’istante in cui, isolati dal mondo esterno e dai suoi problemi, gli unici sentimenti che trovano spazio sono la gioia, l’amicizia, il gioco e lo scherno. Riuscire a trovare le condizioni ideali affinchè la seconda ipotesi si potesse verificare non è stato facile. La ricerca della location ideale è durata mesi e non priva di difficoltà, visto che anche dopo la scelta di Torre Pinta gli scogli logistici ed economici non hanno tardato a presentarsi. Eppure eccoli lì, i presidenti della Serieagreen, seduti allo stesso tavolo con compagne, prole e quadrupedi al seguito innalzando i calici dopo la quindicesima stagione della cosiddetta Era Moderna, la ventiseiesima nel computo totale di questo fantacalcio ormai leggendario.

L’immancabile minaccia di maltempo che ha preceduto il weekend fatidico si è poi rivelata un bluff utile solo a rinfrescare la nottata tra venerdì e sabato. La celebre Valle delle Memorie otrantina ha così accolto dodici delle sedici franchigie Serieagreen sin dal venerdì mattina, quando la complessa assegnazione degli alloggi ha visto Amici e Lupiae condividere l’appartamento nella Torre, mentre Curtale e Domingo si sono spartiti il Villino inizialmente previsto per quattro persone. Tutti gli altri, invece, erano attesi dalle cinque Suite, con particolare riguardo verso i campioni dei Wailers che hanno potuto godere di quella singola. Il sole salentino ha poi illuminato (e in qualche caso scottato) il tanto atteso bagno in piscina che precedeva siesta e Caffè Regolamentare. Un dibattito partecipato (fatta eccezione per Acab, Amici e Curtale arrivati in prima serata), sereno ma acceso perché sentito e alla fine rivelatosi ampiamente costruttivo e con un Flipper scatenato, come evidenzieremo più avanti in un post dedicato. Una bella doccia fredda (causa guasto caldaia centrale) ha poi raffreddato gli animi di tutti, prima che una sofferta pizza arrivasse in tavola attorno alla mezzanotte dopo aver girovagato a lungo per locali e friggitorie di Otranto. Alle prime gocce di pioggia, tutti i presidenti si ritiravano nelle proprie stanze, salvo alcuni eroici cultori del tressette a perdere.

Potersi alzare con comodo, sapendo che un’ampia colazione è lì ad attendere in una struttura totalmente (o quasi) riservata, è stato un lusso non da poco. Bartolomucci ha così potuto riprendersi dalle oltre dodici ore di guida del giorno precedente tra lavoro e viaggio, mentre il Domingo avere tutto il tempo necessario per sognare fughe d’amore con giovani pulzelle transalpine che, così com’erano apparse, l’indomani si sono volatilizzate. La piscina è nuovamente il punto di ritrovo della compagnia, tra un Cusci cinghiale bagnato che nuota portando in groppa bambini sorridenti e un Terlizzi scherzato dai gavettoni del perfido Curtale. Fino all’esaltante, memorabile pranzo.

La signora Giovanna – detta il Capitano per via del cappello da comandante di fregata – e la sua instancabile ciurma si sono letteralmente immortalati, dopo un’abile contrattazione al fine di diluire le portate tra il pranzo e la cena. Piatti, pirofile e vassoi pieni di antipasti, fritti, verdure, latticini e pasta si alternavano senza sosta incoraggiando i nostri eroi a fare spazio sulla tavola, mentre caraffe di vino rosso della casa arrivavano piene e ripartivano vuote grazie soprattutto all’ottimo contributo della famiglia Old Eagles. Tra un brindisi al campione Tarantino e una videochiamata al cavallo – o meglio, alla chiocciola – di ritorno Gigi Maggiore, è cresciuta l’attesa dei tanto temuti e sospirati premi assegnati dalla Giuria Popolare presieduta dal sottoscritto, Torgio Giosatti.
Così, intorno alle cinque del pomeriggio, il Villino ha cominciato a popolarsi di tutti i presidenti scesi alla spicciolata dai loro ricoveri per prestarsi ad uno dei riti più ancestrali della Serieagreen, che anche stavolta non ha mancato di suscitare polemiche. E guai se così non fosse. Come rinunciare, infatti, alle arringhe difensive dell’Acab nei confronti del vituperato Candreva, agli improperi del Cusci dinanzi alla mancata votazione di Antenucci, alle piazzate del Curtale dopo aver messo a segno l’accoppiata Bojinov-Cacia di Legno con Pazzini e Destro, all’outing del Lupiae che ammette di aver votato Quagliarella come miglior capitano per sciogliere il parimerito tra Immobile e Insigne o allo sconcerto di Amici per l’unanime sentenza su Ounas, al Terlizzi che alza la Champions al cielo e per poco non abbatte una trave di sostegno della tettoia del villino? Momenti di risate e divertimento già scolpiti nella memoria dei presenti che sono culminati nel tripudio collettivo della consegna della Coppa ai Wailers.

Fumogeni, cori, striscioni e vampate di felicità si sono levati al cielo per festeggiare l’impresa di una società simbolo di questo torneo, che dopo tanta gavetta è riuscita a scrivere il suo nome sull’albo d’oro, entrando nell’olimpo dei vincenti, al cui abbandono nessuno dei presidenti – in quei frangenti trasformatisi tutti in ultras gialloblu – ha mai voluto credere. E che difatti non si verificherà, come annunciato a cena da Tarantino in persona. Il manager di Copertino, infatti, non solo non lascia bensì raddoppia, annoverando dalla prossima stagione tra le proprie fila un’altra vecchia conoscenza (seppur di striscio) del nostro campionato: Alessandro Calò, nel ruolo non ben specificato di consulente esterno.

Ma in realtà poco ci importano mansioni e competenze di fronte al fatto che esistano ancora persone che, alla soglia dei quaranta, abbiano ancora l’animo fanciullesco di farsi trascinare e mettersi in gioco (nel senso più letterale ma al contempo più metaforico del termine) in una tenzone folle e dichiaratamente fuori dagli schemi quale è la Serieagreen. Applausi a scena aperta, dunque, per Tarantino, Calò e Maggiore, hanno aperto il dopocena, dai cui radar è presto sparito il Delinquere abbandonatosi tra le braccia di Morfeo (non parente) già poco dopo la mezzanotte, come testimoniato dalle evidenze video. Aneddoti a profusione e pasticciotti offerti dai neo campioni in carica hanno poi allietato persino le divertite compagne dei presidenti, finchè l’ennesima partita a carte non ha dato la buonanotte anche agli ultimi sopravvissuti.

Osservare bambini di cui 14 anni fa ignoravamo la possibile esistenza scorazzare all’aria aperta o giocare su dondoli e giostre ha forse messo il punto esclamativo su quella mai tanto velata speranza che il miracolo della Serieagreen possa continuare a ripetersi all’infinito, nonostante le normali asperità che la vita di gruppo a distanza presenta. È come una partita di calcetto tra amici lunga un anno, dove la competizione è alta e le gambe non si risparmiano, a volte anche esagerando e finendo a muso duro. Ma che alla fine, dopo la doccia negli spogliatoi, si risolve comunque in una pizza, una birra e una risata insieme che ricordano a tutti il vero motivo per cui si è lì. Ed ora che anche le nostre famiglie hanno potuto apprezzare i benefici che comporta avere un gruppo solido e affiatato attorno a sé con cui condividere ogni giorno dell’anno il sogno infantile – inteso come pregio e non come difetto – di essere contemporaneamente presidenti, allenatori, direttori sportivi e tifosi di una propria squadra in un mondo del calcio ideale, il futuro della Serieagreen si rinnova colmo di prospettive e di nuove esperienze da sperimentare. A partire proprio da una festa finale ancora più allargata, una tavolata ancora più lunga, una piscina più affollata. E, chissà, magari pure un campionato a 18 squadre, coi rientri in grande stile dei nostri numeri 10 e 13, Pace e Lakragasso.

Torgio Giosatti

4 pensieri riguardo “Il Punto di Torgio Giosatti: speciale Otranto 2018

  • Stupendo..un applauso a torgio

  • Riprendo da Wapp:
    ‘grazie a tutti, dai cugini cani merda passando per i piccoli e meno piccoli fanciulli, dalla capitana all’organizzatore Oscar Luca Brindisino e ancora dai fumogeni Wailers alla furia Gallicchio sino al Memola fantozziano, le mille storie fumate di Vito, el Pablo Jos, il Sogni d’Oro Sergi, l’appanzato Delfino, un Curtale DestroPazzo e x finire…GRAZIE, COMPLIMENTI E TANTO RISPETTO alle Sante e Stupende Donne del Circo!!!’

    E come sempre chapeau a Torgio
    😀

  • Lupiae Calcio 1996

    Grazie a tutti ragazzi per essere venuti fin nel profondo Sud a trascorrere questo weekend insieme.
    Erano almeno cinque anni che sognavo di fare una cosa del genere, quando ancora bambini in giro manco ce n’erano. Ma è da molto più tempo che, pensando al futuro della Serieagreen, lo scenario che immaginavo era questo, con le pesti che tra non molto si infileranno pure nella consegna dei premi, sono certo. Come dicevo a più di qualcuno in privato nei periodi più caldi dell’organizzazione, quando tutto sembrava perduto e il pessimismo sulla festa finale condivisa circolava a piede libero, per me questo è stato lo scudetto più bello da quando giochiamo insieme. Magari non farà ranking, magari per raggiungerlo ho trascurato un po’ la squadra vera quest’inverno, ma non avrei mai potuto immaginare una festa migliore di com’è uscita questa grazie anche all’apporto di tutti voi. Ora che sappiamo che funziona e come funziona, sicuramente possiamo guardare ancora più in alto.

  • Ps: uh cacchio, non ho citato il circense per eccellenza Bart Bartolomucci!
    Forse perché la presenza e la caratura del marito di ‘tra moglie e marito’ non ha bisogno di presentazioni: in fondo sappiamo tutti che il vero motore dei biancolilla non è certo Moira, ma la mitica Raffaella!
    Applausi a scena aperta a voi…e un bacio fortissimo a Filippo Alberto Angela.
    😀

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