Serie A Green
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Il Punto di Torgio Giosatti: Speciale Precampionato

Una settimana all'asta e ancora tanti dubbi…

Il Punto di Torgio

Dai casi Quagliarella (Celtic) e Rossi (Terlizzi) fino alle new entry societarie di Acab, Labbari e Pace. Tutto quello che c'è da sapere nel pre-asta 2014/15.

 

Quando mancano solo quattro giorni alla chiusura del mercato estivo, tutte le società della Serie A Green hanno già cominciato a studiare e a mettere nero su bianco le strategie per l'asta iniziale, dalla quale dipende un intero anno di gioie o sofferenze. Per evitare le cosiddette "turbative d'asta", in questa analisi ci limiteremo soltanto a prendere in considerazione calciatori che già militavano nel nostro campionato la scorsa stagione, tralasciando volti nuovi e neo acquisti, per i quali sicuramente si sprecherà l'inchiostro tra poche settimane, e soffermandoci su quelle che potrebbero essere le mosse dirigenziali anche alla luce dei bilanci continuativi.

 

Cominciamo dalle novità. Stefano Errico ha dato conferma della sua presenza all'asta di Serrano in vece di Marco Gallicchio, che in questi giorni provvederà a inviargli una descrizione dettagliata delle strategie di mercato dell'Hellas Acab. I primi nomi della lista sono sempre gli stessi: Francesco Totti, Angelo Palombo e Sergio Pellissier, il cui acquisto quest'anno significherebbe quasi sicuramente dover puntare su uno tra Paloschi e Maxi Lopez. Con tutta probabilità Errico non sarà solo: tra circa una settimana anche Claudio Sannino scioglierà la riserva sulla sua presenza e, eventualmente, Errico porterà con sé comunque un ulteriore ds. 

Situazione più complessa per l'Atletico Pace: la latitanza di Stefano Mario Patruno, che dura ormai dalla fine del campionato scorso, ha messo in allarme la dirigenza rossoblù composta, al momento, dal solo Eugenio Di Tondo. Memore del percorso tutto in salita affrontato nel 2013/14 e conclusosi comunque con un ottimo 4' posto, Di Tondo si è trovato dinanzi a un bivio: lasciare e ringraziare, oppure rilanciare la posta in gioco. Il manager salentino ha scelto la seconda ipotesi e ha subito contattato un mister di assoluto livello, il cui profilo risponde al nome di Mattia Serra. L'operazione è ancora tutta da mettere nero su bianco e potrebbe addirittura prevedere l'innesto di una terza figura in società che faccia da direttore sportivo specialmente per l'asta iniziale, laddove Serra avrebbe il compito di allenatore mentre a Di Tondo spetterebbe quello di Responsabile dell'Area Tecnica, mantenendo i rapporti con la proprietà e facendo valere il proprio anno e mezzo di esperienza in SerieAGreen qualora ci fosse bisogno di un'ultima parola decisiva. Il fatto che la società andriese abbia già prenotato un posto tenda all'ombra per 3 persone in quel di Serrano la dice lunga sullo stato più che avanzato delle trattative e su quanto questa franchigia si stia presentando affamata ai nastri di partenza della stagione 2014/15. Sulla base di questo incredibile scoop, possiamo già ipotizzare quali saranno le probabili strategie di mercato del Pace. Epurato al 99,9% Antonio Cassano, Di Tondo ha un sogno nel cassetto: comporre il tandem d'attacco dei sogni Muriel-Destro, ovvero il suo pupillo insieme a quello del patròn Stefano Mario.

Spostandoci a Reggio Calabria, Domenico Sergi è tentato dal confermare la coppia gol Bergessio-Okaka, che adesso gioca insieme nella Sampdoria. Il vero colpaccio per i tifosi, però, sarebbe riuscire a trattenere il bosniaco Senad Lulic e farne così una bandiera della società neroamaranto. Perso Balotelli direzione Liverpool, Dario Brindisino ha tirato un mezzo sospiro di sollievo ma adesso si ritrova a dover ricostruire l'organico praticamente da zero. Difficile, infatti, rinunciare alle plusvalenze dei vari Castan, Callejon e Gervinho, ma non c'è attualmente paparazzo in grado di andare a scovare quali siano i nomi appuntati sul taccuino del manager pontino. Una cosa è certa: i tifosi arancioblu difficilmente accetteranno ridimensionamenti della rosa, per cui al posto di SuperMario alla Joice Arena si attendono di vedere almeno uno tra Tevez e Gomez. Che sia proprio un altro SuperMario il top player nel mirino del Curtale? Di certo Stefano Linciano, titolare del suo cartellino, non glielo lascerà per un piatto di lenticchie, dopo che l'anno scorso ha versato lacrime amare per tutto il campionato avendo speso per lui ben 491 mld. Il manager di Lizzanello non è assolutamente intenzionato a fare del panzer tedesco una minusvalenza e chiunque abbia puntato il fiorentino se la dovrà vedere con lui. Per il resto, praticamente certa la conferma della bandiera neroverde Antonio Candreva, così come l'addio di Marek Hamsik, che non ha mai trovato il feeling giusto con l'Asso di Picche.

Sempre in zona Champions, ci spostiamo a Napoli, dove Marcello Simonetti è atteso alla settima stagione di fila su alti livelli, per confermare a tutti di essere con merito l'unico manager a non essere mai retrocesso. Tanti gli interrogativi in Via Molo Pisacane per questo 2014/15, a cominciare dall'eterno incompreso Insigne, che gli appassionati tifosi dei Blues vorrebbero vedere ancora sgambettare all'Angelo Domenghini ma la cui titolarità alla corte di Benitez è ogni giorno più in discussione. Probabile che Simonetti provi a riconfermare ancora in blocco la difesa che tante soddisfazioni gli ha dato negli ultimi anni, ma i veri dubbi restano nel reparto avanzato: cosa fare, infatti, di Toni, Gabbiadini e Keita? Per quanto riguarda quest'ultimo, ai radar partenopei non è sfuggito l'acquisto di Djordjevic da parte della Lazio, un potenziale crack che però è stato individuato anche dagli scout dell'Akragas. Totò Alaimo ripartirà anche quest'anno dalle certezze Marchese e Cigarini, proverà senza dubbio a trattenere Herteaux, Pjanic e Berardi (ma senza fare follie) e come sempre ci stupirà con qualche under misconosciuto. Il sogno ad Agrigento, però, si chiama Simone Scuffet: il portierino dell'Udinese, l'anno scorso lasciato con Fair Play al Pace, continua a popolare le riflessioni notturne di Alaimo, che potrebbe decidere di affidargli la porta dell'Esseneto.

Nella Capitale, invece, tiene banco l'enigma Quagliarella, che quest'anno è riuscito addirittura a togliere spazio sui media all'eterna telenovela Totti: riuscirà il Pupone a giocare finalmente nella franchigia della sua città?. Ma torniamo a Quagliarella. Al Celtic ormai da parecchie stagioni, tanto da esserne diventato una bandiera, l'anno scorso Piero Barbaro lo portò in biancoverde per soli 42 mld. Ora che è passato al Torino, diventando così uno dei 10 attaccanti top della Serie A 2014/15, la tentazione di cederlo per ricavarne una super plusvalenza è quantomeno pari a quella di riconfermarlo per farne il totem del reparto avanzato. Sulla decisione finale peserà parecchio anche il parere del ds Stefano Santini, ma sono già in tanti i tifosi del Celtic che hanno scritto alla società chiedendo l'acquisto del Quaglia. Per il resto, la strategia dell'anno scorso che vide la riconferma di parecchi dei protagonisti dello scudetto 2012/13 dovrà gioco forza cambiare. Jorginho sembra aver preso i galloni di Vidal e potrebbe seguirne le orme, rivestendo ancora la casacca a strisce orizzontali biancoverdi. Terlizzi permettendo. Già perché Paolo Memola è tentato dall'ipotesi di riportare in Puglia l'oriundo, sempre in odore di Azzurro, che lui stesso ha scoperto, salvo poi doverlo sacrificare a gennaio in cambio di una punta. Il manager azzurrogranata punterà sicuramente a incassare la plusvalenza del portiere del Napoli, Rafael, e magari confermare quel Pereyra che, passato alla Juve di Allegri, potrebbe essere pagato poco all'inizio per poi esplodere cammin facendo. Ma anche in casa dei Leopardi del Tavoliere è il caso Giuseppe Rossi a occupare le prime pagine dei giornali. Pagato 461 mld l'anno scorso, ad oggi appare praticamente impossibile pareggiare quella cifra, considerando anche l'ennesimo mese di stop cui Pepito sta andando incontro. Paolo Memola è combattuto, ma in lui prende sempre più corpo l'ipotesi di riportarlo a Terlizzi, evitando così una corposa minusvalenza, ma solo come secondo attaccante: prenderlo come primo, infatti, potrebbe significare compromettere già da settembre l'intera stagione.

Anche il Cusci Team avrà le sue gatte da pelare. Praticamente sicura la cessione di Iturbe al miglior offerente, resta in bilico pure Higuain per il quale si attende di sapere su quali prezzi si assesteranno i top player 2014/15. Gli allibratori, però, danno il Pipita ancora in rossoverde all'80%. L'intenzione di Vito Lorusso, poi, è quella di riportare in Basilicata l'idolo dei tifosi Mariano Izco, insieme ad altre due colonne portanti della squadra come Basta e Nainggolan, che quest'anno giocheranno sulle sponde opposte del Tevere. Ma attenzione anche a Ekdal, che Zeman tiene in altissima considerazione e che potrebbe finalmente trovare la sua definitiva consacrazione. Sempre a proposito del Boemo, si frega le mani anche Marco Tedone, che col nuovo ds Alessandro Calò sta già approntando le strategie per l'asta iniziale. Liberatosi della zavorra Gilardino (andato in Cina, una vera persecuzione per questa franchigia dopo l'affaire Diamanti), il barese può esultare anche per il ritorno in A (a Parma) della bandiera Ciccio Lodi, per lo "svincolo" del vessillo di casa Cassano, ma soprattutto del ritrovato feeling tra l'attaccante Sau e il suo mentore, appunto Zeman. La punta sarda, che i biancorossi pagarono l'anno scorso ben 239 mld, quest'anno potrebbe valere addirittura di più e su di lui hanno già messo gli occhi squadre come Domingo e Lupiae: una vera boccata d'ossigeno per le casse dei Galletti, al momento le più aride di tutta la SerieAGreen.

Anche il Flipper, padrone di casa all'asta iniziale, proverà a ripartire dalle colonne Handanovic e Marchisio, mentre il Lupiae è alle prese con i dilemmi Ibarbo e Mertens: due plusvalenze sicure che Luca Brindisino è tentato però di riconfermare. Così come l'idolo della curva Cuadrado, mentre la vera palla al piede verdazzurra si chiama Rolando Bianchi: anche quest'anno l'ariete ha trovato un ingaggio in Serie A (Atalanta) e i tifosi leccesi rischiano ancora una volta di ritrovarselo in casa, pena una brutta minusvalenza.

Mentre Roberto Bartolomucci attende ansioso di conoscere il futuro di Alessio Cerci, il suo staff programma già la ripartenza sempre targata viola, con Rodriguez e Ilicic. Se Konko dovesse raggiungere Matri al Genoa, entrambi potrebbero essere riconfermati, ma stavolta alla presenza di Pinilla, per non rischiare di dover fare un altro campionato spuntato come quello scorso. Per il cileno, i biancolilla troveranno la concorrenza dei Wailers, che ricominceranno dai pilastri di sempre Marchetti e Denis per cercare di riscattare una delle peggiori stagioni in assoluto della franchigia gialloblù.

Chi ha messo un punto e a capo sull'ultimo posto rimediato l'anno scorso è Jos Corasaniti. Il cambio di franchigia, dal Kitty's In Coola di Calimera ai nuovi Old Eagles di Catanzaro, rappresenta una linfa vitale per le motivazioni del manager calabrese, che proverà a fare tabula rasa del disastro compiutosi pochi mesi fa. L'unico superstite di quello che fu l'ultimo Star16 potrebbe essere Adem Ljajic: difficile, infatti, che qualcuno pareggi i 216 mld spesi da Corasaniti per aggiudicarselo.

 

Torgio Giosatti

Un pensiero su “Il Punto di Torgio Giosatti: Speciale Precampionato

  • Cusci Team

    Bellissima analisi del sempre attento Torgio, magari non tutti gli acquisti andranno proprio così, ma troppo facile parlare dopo, invece il buon Giosatti, senza paura, prova ad anticipare quel che sarà. 

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