Serie A Green
RADUNI GREEN: FESTE ASTE

VAGLIO 2026: IL RESOCONTO UFFICIALE

Ci sono tradizioni che il tempo non può scalfire, riti pagani che si rinnovano anno dopo anno per ricordarci chi siamo e da dove veniamo. La festa finale della Serie A Green a Vaglio (PZ) è esattamente questo: un fermo immagine collettivo, una bolla temporale sospesa tra la gloria del campo e il delirio extra-calcistico…

Anche quest’anno Vaglio è volato via come un batter d’ali di farfalla. Un’edizione selvaggia, vissuta pericolosamente tra acari sulle trapunte, docce interrotte (o direttamente mancate) per la cronica carenza di pressione dell’acqua, un gattino annaffiato che miagolerà (e il mio cuore che fa dudududadada) e l’ormai mistica attesa che le luci solari si accendano quando il buio arriva sul più bello. Nonostante la Lucania si confermi location d’eccezione — un paradiso di quiete, relax, fresco e privacy dove staccare la spina dalla quotidianità per tornare alla spensieratezza dei vent’anni — l’asta di Corato 2026 pare cascare a fagiuolo per consentire a Casetta dei Prati di rifarsi un minimo il look in vista della festa 2027.

🗓️ VENERDÌ. Pirati, Trionfi Internazionali e Playlist Moleste

L’arrivo è come al solito alla spicciolata: apre il Cusci, seguono a ruota Porvino e il Pontechiasso (indizi social…) con Achille de Boxerottis al seguito, Flipper, Celtic, Delinquere e poi via via tutti gli altri: Amici e Terlizzi, il duo Old Eagles finalmente riunito Rik & Jos e quello immancabile dei Wailers, Calòpesce & Ditarantino.
Il weekend comincia sotto il segno della magnanimità di Vito Lorusso. Da ottimo padrone di casa, il Presidente rossoverde offre a tutti l’opportunità di vedere sul grande schermo Sinner-Djokovic, poi prende forse troppo alla lettera il consiglio “sarà meglio prenotare al Flying Ship” e, senza badare a spese, affitta l’intero pub pirata per la Serie A Green. Capisci che è Festa Finale a tutti gli effetti quando leggi sul navigatore “4 minuti” ma non capisci come hai fatto a perderti. Poi, tra fiumi di birra e cibo dei filibustieri, al ritorno c’è chi accusa i primi imbarazzi intestinali (citofonare Jos Corasaniti), ma nulla frena l’entusiasmo.

Il rientro alla Casina dei Prati è da brividi: ad accogliere l’arrivo del Campione, Gigi Maggiore, parte We are the Champions a palla in una selva infinita di abbracci. Il Presidente griko-londinese festeggia una vittoria attesa 24 anni concedendo (il giorno dopo) a Torgio Giosatti un’intervista esclusiva, “unplugged” (senza telecamere né microfoni), riservata solo ai presenti.

La quiete della notte, però, viene interrotta. Angelo Tarantino (Presidente dei Wailers) scambia Vaglio per Ibiza, portando all’esteremo il concetto del “tornare a vent’anni” con discutibili playlist raggaton e gangsta rap sparate a tutto volume addirittura dallo stereo della macchina. Non contento, ripulisce tutti a poker stampando una clamorosa scala reale. Mentre Bartolomucci cede allo stress per i timpani e si accascia sul divano, Corasaniti, Memola e Porvino resistono con un più mite revival a Uno, interrotto solo da una sortita interna del Presidente del Terlizzi che appoggia casualmente una pesante borsa termica su un ragno delle dimensioni di un palmo che aveva osato varcare la soglia di casa. Il grido di battaglia è sempre lo stesso: “Accìd’l“.

Nel frattempo, giungono sul telefono le foto di un Gallicchio visibilmente alterato dall’alcol che preannuncia pesanti ritardi sulla tabella di marcia per il giorno dopo: “Ce lo facciamo un cazzo di panino??“.

Nota di colore per Alessandro Verdesca, teso come una corda di violino già dal venerdì: il Presidente del Pontechiasso consuma a ripetizione Icos all’aroma di mangusta del Vietnam in decomposizione avanzata. Un tanfo mefitico che allontana qualsiasi essere vivente nel raggio di metri (tafani inclusi, per la gioia di Memola). Verdesca custodisce un pesante segreto di mercato… e qualcuno (indovinate chi?) rischia di spoilerarlo da un momento all’altro.

🗓️ SABATO MATTINA. Spending Review e Racchette

Il sabato mattina si apre con i morsi della fame. L’assenza del Curtale (che si becca gli elogi per aver provato la sortita dell’ultimo minuto, con tanto di aerei prenotati) si fa sentire: il Flipper, compagno di spesa del Cusci, impone una rigida spending review. Si spende meno, è vero, ma la colazione è scarsa. Il Terlizzi non ci sta, fissa il cornetto di cartone e leggenda narra che decida di affondarlo direttamente nel barattolo della Nutella, prima di dedicarsi alla sua task annuale: svuotare completamente il Vasetto della Felicità. Qualcuno teme per la quantità di birra (alla fine 50 litri saranno sufficienti), manca anche del companatico con cui spezzare lo stomaco, ma arriva Gallicchio e nessuno ci pensa più: parte l’Annalisa show.

La mattinata è dedicata allo sport, con alterne fortune:

  • 🎾 Padel: Domenico Sergi ha atteso questo weekend una vita intera. Complice l’assenza di Dario Brindisino, ha finalmente la sua grande chance in campo con Calò, Barbaro e Lorusso. Opportunità, pare, sprecata malamente con una prestazione definita “deficitaria”.
  • 🏓 Ping Pong: Grande spolvero per la coppia Barbaro-Verdesca in una serie di amichevoli ad altissima intensità.
  • 🎯 Freccette: Clamorosa vittoria da underdog totale di Fabrizio Mangia (tenendo conto che Barbaro fa un altro sport e non viene nemmeno considerato in classifica).
  • 🪑 Sedia: ancora un trionfo indiscusso per il campione in carica Rik Donato.

🥩 SABATO POMERIGGIO. La Maratona: Brace e Cerimoniale con sorpresa

Nel primo pomeriggio scatta l’ora X: parte la maratona della grigliata continuativa. Vito Lorusso, con una maglietta che è tutto un programma, scansiona mentalmente la carne portata da Alessandro Calò per pianificare tempi e cotture. C’è un problema: Torgio è andato a fare un riposino e va svegliato a tutti i costi. Angelo Tarantino si improvvisa capo ultrà, organizzando cori molesti sotto la sua finestra per disturbarne il sonno e riesce nell’intento.

Alle 16:30 in punto si apre il primo fusto di Paulaner: comincia il Cerimoniale. Tra una salsiccia e un fegatino, un diaframma e una bombetta, scorre la consegna dei premi:

  • Si comincia alla grande con due riconoscimenti honoris causa: la Curva d’Oro a Bart e la Penna d’Oro a Befano Stizzotto.
  • Incetta di diplomi per Domenico Sergi e il suo Federico Dimarco, vero e proprio mattatore del Cerimoniale.
  • Grande soddisfazione in casa Wailers per aver evitato il Ventura di Legno con Orsolini, ma soprattutto per il trionfo di Alessandro Calò nello Zeman d’Oro, arrivato dopo un testa a testa sul filo di lana con Jos Corasaniti in un duello dominato dal fair play.
  • Il picco di goliardia si raggiunge con la videochiamata a Dario Brindisino per la consegna a distanza della Scrivania di Legno.

Forte delusione per le assenze di Tedone, Simonetti, Linciano e soprattutto Walter Bucci. Verso il Presidente del Pigna partono cori di contestazione piuttosto espliciti (“Devi vendere!”), in un’estate caldissima dove gli haters sono passati ai fatti, lasciando l’auto presidenziale rosanero appoggiata su quattro mattoni a Campo di Marte.

Proprio sul finale del Cerimoniale la bomba di mercato: Cantaleo Porvino, dopo aver ringraziato Bucci, annuncia il suo addio al Pigna per accasarsi al servizio di Verdesca al Pontechiasso. La news manda letteralmente su tutte le furie Angelo Tarantino, che corre in bagno a pensare. Al suo ritorno, il presidente gialloblu viaggia a velocità 2x, mentre il resto del mondo attorno a lui si muove al massimo a 0,5.

La vera sorpresa, però, arriva prima del tramonto: dopo anni e anni di assenza, Vito Lorusso ha ripristinato il sito Serieagreen.it. Una notizia che fa esplodere di gioia i presenti e che ha meritato un brindisi ad hoc: finalmente ritroveremo la possibilità di scrivere, leggere e commentare articoli, consultare la Hall of Fame dei Premi e Riconoscimenti o semplicemente scaricare con facilità i file excel dei master e dei tabellini delle scorse stagioni. Un tesoro inestimabile che andrà, da oggi in poi, custodito con altrettanta cura.

🌙 SABATO NOTTE: Il Crollo dei Giganti

La sera replica il copione della precedente, ma a ruoli invertiti. Mentre da lontano Domingo manda una foto con una sigaretta (ricevendo come pronta risposta il dito medio del Flipper), Paolo Memola ricarica l’ennesimo “faiuna”.

Un pezzo da novanta però cede: Vito Lorusso, tramortito dai fumi della brace e dalla fatica, crolla pesantemente sul divano della Casina, occupando esattamente lo stesso posto che la notte prima aveva battezzato Bartolomucci.

E poi, inevitabile, arriva la domenica mattina. Il giorno dei saluti, degli abbracci stretti e di quella sottile commozione che stringe lo stomaco quando realizzi che un weekend del genere dura sempre troppo poco. La Casina dei Prati si svuota pian piano, seguendo traiettorie e destini diversi. C’è chi sfida il sonno e parte alle prime luci dell’alba con gli occhi e la bocca ancora impastati, chi invece decide di allungare l’andazzo trattenendosi per una lauta colazione, chi sceglie la via dell’avventura sospeso su un ponte tibetano e chi, sulla strada del rientro, decide di concedersi un’ultima pizza a Napoli, feudo domenghino.

Cala il sipario su Vaglio 2026: la Serie A Green ha scritto un’altra pagina di storia, verso Corato 2026.

Torgio Giosatti

Guarda e scarica qui tutte le immagini e i video di Vaglio 2026!

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