ALL STAR GAME CORATO 2019 – Le Pagelle

Il calcio fa miracoli
All Star Green, un successo inaspettato: divertimento puro e minutaggi miracolosi.
Celtic quasi ci rimette un ginocchio, Brindisino senior sugli scudi.
Sorprese Lorusso, Gallicchio e Corasaniti. Deludono Simonetti, Memola e Linciano.

Il campo ha parlato e ha detto inequivocabilmente che il format AllStarGreen® ha funzionato oltre ogni più rosea aspettativa. E la ragione è molto semplice e risiede nella massima: il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti. Nessuno di Noi avrebbe mai osato pensare anche solo ad un Cusci arruolabile e vigile anche solo per 5 minuti, giusto per citare la sorpresa più eclatante della kermesse. Peccato per il ko del buon Piero Barbaro a cui va tutta la nostra comprensione e i nostri complimenti per aver reagito da Signore qual’è alla smisurata foga sportiva di Sergi. E ancora la condivisione dello spogliatoio, le telecamere, gli sfottò, i fumi tossici della torcida Terlizzi sono solo alcuni degli ingredienti che certificano la futura candidatura di un bis dell’evento. Staremo a vedere intanto, in attesa del confezionamento video degli highlights, buona lettura con le immancabili pagelle di rito. E ricordate…“‘O pallon è a cchiù bella cos'”  


LE PAGELLE
WHITE TEAM (Nazionale Passioni)

F.MANGIA (6,5)
Avrebbe voluto essere la variabile impazzita degli appassionati in mezzo al campo, ma il richiamo dei pali l’ha rapito sin dai primi balzi. Fabrizio ha mostrato, semmai ce ne fosse bisogno, il dna felino alla Julio Cesar del Circo. Si cimenta almeno due volte in colpi di reni prodigiosi con la mano di richiamo, offrendo la consueta verve da opinion leader del reparto: memorabili le strigliate al malcapitato di turno – SPRUZZANTE

D.BRINDISINO (7)
Forse l’unica previsione tattica azzeccata della vigilia: lo immaginavamo pilastro destro della muraglia bianca con licenze di impostazione e inserimento e così è stato. Per distacco è Dario il man of the match All Star Green: la rete trema ancor al pensiero della punizione missile terra-aria. Eppure oltre l’eurogoal ad impressionare la giuria sono le provvidenziali chiusure e nondimeno l’ingegnosa combo giro palla con l’acerrimo fanta-rivale Barbaro – NON SOLO MERDA

P.BARBARO (6,5)
Pierino ha l’onore di fraternizzare con il “Gattuso dè noantri” e l’esito non poteva che essere scontato: ginocchio a forma di cocomero. Ben prima del misfatto, però, la gara del n°15 celtico aveva inscenato il perfetto sunto di sapienza tecnico-tattica a cui è mancato forse un pizzico di cinismo sotto porta. Alterna lanci millimetrici per la torre Tedone a scambi efficaci che permettono ai suoi di uscire dal pressing avversario con calma ed eleganza – EL PIBE ROTO

G.MAGGIORE (6)
Il calcio è bello perché ribalta i luoghi comuni: Miniman stupisce sopperendo alla scarsa condizione atletico-stellare con un invidiabile senso della posizione. Giocate essenziali e capacità di leggere le scalate difensive donando ai bianchi la compattezza necessaria per resistere al talento grezzo dei Fumanti – LUMACA EQUILIBRANTE

TARANTINO (6)
Da un top player come lui ci si aspetta sempre il quid risolutore che, a essere onesti, non si è mai visto. Nel primo quarto ‘Ngelino si è di fatto marcato da solo vagando senza meta, poi con il passare dei minuti (e dei consigli dei colleghi) si è costruito da solo la mattonella adatta ai suoi scatti, segnando di punta e servendo assist ai compagni. Degna di nota l’asse con lo sgusciante Lorusso, viceversa restano di tutt’altro spessore sportivo alcune lamentele su presunti fallacci subiti dal nemico Simonetti – SOGNO DI UN TUNNEL… (v.Simonetti)

M.TEDONE (5,5)
Il padrone di casa è al picco della curva autogasante. Ma allora cosa è andato storto? Molto probabilmente è mancata la coordinazione necessaria a tramutare in reti le non poche occasioni confezionate dai compagni. Ergo, tiri sbilenchi o diretti alle campagne adiacenti. Al N°18 va comunque dato atto dell’impegno profuso, vista e considerata l’asfissiante marcatura del gemellato napoletano durante il primo tempo – BLOCCO IN PARTENZA

LORUSSO (6,5)
Con ‘gli occhi del cuore’ Vituzzo meriterebbe un 10 con lode e applauso accademico. Per molti, compreso chi scrive, il forte dubbio sulla tenuta polmonare del cinghiale aleggiava come uno spettro terrificante. Poi accade quello che nessuno, davvero nessuno, nemmeno il gesuita del campo, avrebbe osato immaginare: d’un tratto e senza un motivo preciso Lorusso è Miccoli, no anzi Saviola, ma che dico, Tovalieri! Così dopo le ancestrali dichiarazioni dello stesso N°17 (“ho giocato nel Possidente”) tutto ha più senso. La parabola del campo narra di un tappo dal baricentro basso coordinatissimo, in grado di posizionare il corpo naturalmente a protezione palla sgusciando da gabbie di marcatori, i quali impotenti lasciano il passo al cinghialotto imbizzarrito che segna e fa segnare – CINGHIALI ALLA RISCOSSA

P.MEMOLA (4,5)
Senza ombra di dubbio il peggiore, non tanto in campo, piuttosto a causa del disinteressato folklore da kermesse. Entra in campo una e una sola volta, fornendo precisi appoggi e proiettandosi in avanti senza fortuna. Chiede immediatamente il cambio, appende le scarpette al chiodo e si spiaggia come un relitto a bordo campo. Foto, video, interviste o incitamento ai compagni? Macché, da quel momento infinite FaiUna e nubi tossiche disperse in campo manco fossimo alla Bombonera: altro che dodicesimo uomo… – DODICESIMO FUMO

 

BLACK TEAM (Nazionale Fumanti)

M.SIMONETTI (5,5)
Le perle da Oscar riprese dai potenti mezzi offerti da Skaif-Kal Tv non bastano a giustificare il 6. Contrariamente alle dicerie da bar sport, Simonetti è reduce da 3 settimane di stop dovute ad un ko simile a quello del Celtic. Ovviamente a quest’età fermarsi anche solo una settimana produce effetti devastanti che il campo non perdona: vagabondaggio, pensiero lento e azioni personali non sense sono solo alcune delle lacune evidenziate. Da buon capitano non smette di incitare i suoi anche quando non dovrebbe, ma ci mette praticamente un tempo a spostarsi in attacco. Troppo tardi, anche se i triangoli ad un tocco sull’asse Calò-Bartolomucci permettono al 7 domenghino di trovare il tempo per raddrizzare il punteggio. Due magie estemporanee: il tiro a giro a incrociare nell’angolino è roba da scuola calcio, mentre il tacco in caduta libera alla Crespo suggella il duello stravinto con Tarantino – …REALTA’ DI UN TACCO (v.Tarantino)

M.GALLICCHIO (6,5)
La stupenda prestazione del giallonero certifica la legge non scritta del calcio. Avrebbe dovuto vedere il campo al massimo per 5 minuti, tant’erano basse le quote pronto soccorso. Bazzecole, perché il coriaceo Gallix non tira mai indietro la gamba resistendo praticamente per tutta la partita. Paradossalmente Marco, come il buon vino, ad ogni giro di lancette aumenta il proprio volume di gioco rivelandosi l’ancora di salvezza per la caotica disposizione in campo dei Fumanti. Chapeau! – HIGHLANDER

D.SERGI (6)
Ci sarà un motivo se la reputazione pallonara rinocentrica di Domenico lo precede. A suo dire non giocava da due anni causa svariate ernie e a dire il vero gli addetti ai lavori non ne dicevano un gran bene. Mai sottovalutare la giugulare pompante di Kalabrese e l’anima da vero diavolo che si nasconde dietro l’apparente mite e civilizzato Sergi. Esempio? Risultato in bilico, a Simonetti fischiano un banale contrasto di gioco ai danni di Tarantino. Lievi proteste e attimi di mascolinità da stadio quando a muso duro Sergi decide di non concedere la distanza in barriera. Beh, ci vuole una bella spinta di capitan Simonetti per riportare il compagno in clima All Star. Poco dopo arriverà un tackle, il resto è storia – UN DIAVOLO PER CAPELLO

R.BARTOLOMUCCI (6,5)
In realtà il grande Bart sarebbe quanto di meglio il Circo possa offrire in termini di puro spettacolo. Peccato che il trend legnoso da fantagioco resti attaccato alle gambe di Roberto anche in campo (storie di menisco). Sui piedi invece nulla da eccepire, pronti via e inizia il personale show dell’equilibrista biancolilla: rabone, soffici tocchi di prima, palombelle e controlli orientati degni della cadetteria. Hai detto niente? Segna di rapina chiudendo il triangolo magico Simonetti-Calò, ma pecca in altre occasioni di precisione. La nota dolente resta ancora una volta la cosiddetta ‘garra’ sudamericana (soprattutto in porta). Eppure Joga Bonito con il… – CIRCO MOIRA

S.LINCIANO (5)
Magari per le ottime recensioni della vigilia, o magari per il mitico N°14 che porta sulle spalle, ma da uno come Linciano ci si attendeva molto di più. Il pubblico e la critica non risparmiano dunque l’insipida prova fatta di sporadiche giocate che aumentano il rammarico, specialmente quando riesce a strappare sull’out destro con incedere alla Iniesta. Dispiace perché, a prima vista, ci è parso che lo stesso Stefano non si sia divertito al massimo delle sue enormi potenzialità. Laddove avrebbe potuto sbizzarrirsi nei panni di mister navigato: analisi e tattica alla Pep, per intenderci. Ma non tutto il male viene per nuocere: chissà, già dalla prossima edizione assisteremo a picchi alcoolici che solo Mojito saprà shakerare – ANALCOOLICO

L.BRINDISINO (S.V.)
Nel caso di Mr.Green la valutazione lascia il tempo che trova. A nostro avviso non avrebbe senso assegnare un malefico 4 causa ruggine o svariati gaffe elementari, esattamente come non renderebbe onore pompare un 8 di stima per lo sbattimento e il pur alto minutaggio. La realtà è che la partita del Lupiae ha risentito e non poco dell’attrezzatura fantozziana (scarpino sventrato!), ma al tempo stesso ha saputo tramandare per quei pochi minuti in campo la tradizione di un calcio zemancentrico che, a dispetto delle avversità, onora fino in fondo la competizione sportiva e lo spettacolo. Alcune sue letture e assist avrebbero fatto comodo ai suoi nel finale – IL RISULTATO E’ CASUALE, LA SCARPETTA NO

A.CALO’ (6,5, ma anche 10)
Il colpo del secolo targato SerieAGreen (altro che Cristiani!). Si prodiga nel gioco come in campo, è solo grazie a lui se esiste la prova tangibile del miracolo AllStarGreen. Si arrampica come una scimmia per piazzare la Cam dopo che Simonetti, stupidamente, gli affianca la pertica barese come supporto. Risultato ottimo viste le premesse. Parte dalla panchina senza battere ciglio e al suo ingresso i non-blacks assumono una parvenza di squadra. Corre, strappa, lotta e propizia rimonta e sorpasso con gol e assist fondamentali. Cosa vuoi di più dalla vita? – UNA FRANCHIGIA PER QUESTO SANTO

J.CORASANITI (6)
Il fiore all’occhiello inconsapevole dello scouting dei Fumanti porta il nome di Corasaniti. Entra in partita gradualmente, ma quando lo fa sprigiona tutto il suo repertorio old school. ‘Quadricipiti scolpiti su tronco raffazzonato’ è il titolo di un fumetto a lui dedicato che sa tanto di indimenticabile Giornalino per ragazzi. Jos è il prototipo del trequartista, seconda punta navigato di un calcio dimenticato: ci ha deliziato con tocchi di suola, conduzione palla precisa e irriverente (indifferentemente interno e esterno) a cui abbina spesso un uso del baricentro invidiabile per la sua mole. E’ mancato solo il fiato e qualche gol che pure non avrebbe guastato – QUANDO MENO TE L’ASPETTI

A cura di,
Nuigi Lecco

8 pensieri riguardo “ALL STAR GAME CORATO 2019 – Le Pagelle

  • 10 luglio 2019 in 00:16
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    Un sogno diventato realtà… l’anno prossimo si replica!

  • 10 luglio 2019 in 10:04
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    Rimettere gli scarpini a distanza di 5 anni e a meno di 36 ore da una colica renale mi ha fatto provare delle emozioni che avevo quasi dimenticato. Sono addirittura riuscito a correre, credevo che i cambi potessero darmi più respiro ma in realtà la mia partita è finita alla prima sostituzione, perché una volta uscito dal campo i muscoli hanno detto ciao, ancor prima delle scarpe.
    Sulle pagelle rispetto i voti di Necco (Paolò potevi fare na mezza foto però…), a parte l’eccessiva modestia nei confronti di Simonetti. Ecco, diciamo che probabilmente il voto si riferisce a Simonetti versione mister, che a dispetto dei numerosi preavvisi ha fatto la formazione come se fossimo nel 2009… Da segnare come miglioramenti per l’anno prossimo!

  • 10 luglio 2019 in 10:28
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    Un esperimento riuscito alla grande! Le aspettative sono state ribaltate, è stato calcio vero fino alla fine (vedi Sergi). Necco troppo smielato con me e troppo severo con Simoncella, le sorprese più grandi dopo le dichiarazioni dei giorni precedenti senza dubbio il Miccoli di Possidente e la roccia Gallix che mi ha subito fatto tornare in mente la sua tenacia nelle partite romane. Qualche problema con le riprese, cercherò di fare meglio l’anno prossimo!

  • 10 luglio 2019 in 12:21
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    X Luca: non mister, Simonetti era il capitano dei neri, Mangia quello dei bianchi, mentre gli allenatori erano i cugini merda (con Linciano probabile secondo di Luca tra le fila dei neri).

    Necco si riferiva alla prestazione del campo cmq, poi ad un Simonetti che doveva limitarsi a fare solo il capitano, nn addentrandosi in scelte tattiche iniziali che non gli competevano.
    Ad ogni modo sarebbe servito un vero mister ai neri.

  • 10 luglio 2019 in 12:41
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    Beh allora a maggior ragione mi candido a mister/team manager per l’anno prossimo!

  • 10 luglio 2019 in 13:20
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    LE CONTRO-PAGELLE DI TORGIO GIOSATTI

    black

    MANGIA 7: avrà perso i guanti ma non certo lo smalto tra i pali. Salva 4 o 5 occasioni che a porte invertite sarebbero state sicuramente gol riuscendo comunque a non farsi male.

    D.BRINDISINO 8: inizia in pantofole visto che L.Brindisino e Corasaniti non lo impensieriscono mai (anche se il cugino pronti via e gli stava per stampare on face un destro a giro fuori di poco), ma quando salgono prima Bartolomucci e poi Simonetti deve far ricorso a tutta la sua esperienza di capitano richiamando all’ordine i vari Maggiore e Barbaro dalle loro sortite offensive. Furbo sulla punizione: sapendo di non avere di fronte un portiere, chiude gli occhi e sgancia una sassata.

    BARBARO 7: si limita al compitino ma è più che sufficiente nei ranghi di questo All Star Green. Inizialmente si concentra sull’impostazione, poi quando capisce che il suo sinistro può far male si sgancia più spesso con alterne fortune. Cerca e trova un dribbling da Serie A su Sergi che irretito lo manda ko.

    MAGGIORE 6: sa di essere tra quelli con i maggiori limiti tecnici in campo, ma non per questo arretra di un millimetro, anzi, si piazza sulla fascia difensiva sinistra ed erige un muro che quando non ferma, quantomeno rallenta le proiezioni avversarie. Tatticamente prezioso.

    TARANTINO 8,5: con due gol, due assist e il fallo per la punizione di Brindisino, entra in tutte e 5 le marcature della sua squadra. Giocatore dalla difficile collocazione tattica, inizialmente si perde in mezzo al campo soffrendo la marcatura a uomo. Quando la smette di dribblarsi da solo e gioca con la squadra è devastante: pur senza particolari scatti felini o giocate brillanti, risulta ugualmente decisivo.

    TEDONE 5,5: meriterebbe 6,5 per l’impegno ma 4,5 per l’efficacia. Il Kennet Andersson della truppa comincia bene in avanti, mettendo in apprensione l’intera difesa avversaria. Le palle lunghe sono tutte sue, i compagni lo cercano e lui si fa trovare, anticipa, protegge ma poi incredibilmente spreca. Esce per Lorusso e senza di lui la squadra gira più fluidamente: non lo faranno più rientrare.

    LORUSSO 7,5: la vera sorpresa del match. Nove atipico, appena entrato nessuno riesce a fermare i suoi passi brevi ma veloci, la sua protezione di palla cinghialesca e la sua visione di gioco attenta. Fortunatamente per gli avversari viene servito meno di quanto potrebbe, ma quando ha la palla tra i piedi riesce sempre a creare pericoli.

    MEMOLA 4,5: dopo la comparsata ci si aspetterebbe non dico un reportage, ma almeno qualche foto. Invece è solo fumo.

    white

    SIMONETTI 8,5: comincia in sordina. D’altronde, col suo talento e la sua forma fisica, può accendersi quando gli pare. Peccato che decida di piazzarsi in difesa a uomo su Tarantino: sotto 3-1, Luca Brindisino lo caccia letteralmente via dal reparto arretrato e lui prende la palla, si invola in porta e la infila imparabilmente alle spalle di Mangia. Viaggia a fiammate e dialoga meno di quanto potrebbe con Calò e Bartolomucci, ma vederlo sfrecciare in mezzo al campo a 35 anni è una vera goduria.

    GALLICCHIO 7: comincia a piangere due mesi prima della partita e devono chiamarlo in 14 per convincerlo a giocare. Poi entra in campo e ha il ferro al posto delle gambe: vince tutti i contrasti e in alcuni casi riesce addirittura a impostare, dando una certa sicurezza alla squadra nel momento della rimonta.

    SERGI 6,5: mezzo voto in meno per l’entrataccia finale su Barbaro. Per il resto, gioca la sua solita, egregia, partita di lotta sventando parecchie azioni pericolose. Agonismo puro ma anche generosità: un giocatore che tutti preferirebbero avere nella propria squadra piuttosto che contro.

    BARTOLOMUCCI 7,5: non inganni il voto alto, perché da Bart ci si aspetta molto di più. Inizialmente costretto a mettere le pezze in uno schieramento tattico decisamente rivedibile, si muove molto ma molto meglio quando fa da riferimento avanzato alle proiezioni di Simonetti e Calò, coi quali dialoga una meraviglia mandando per circa un quarto d’ora letteralmente per tetti tutta la difesa avversaria.

    LINCIANO 5: paga la lunga inattività alla quale si aggiunge una certa svogliatezza quando cominciano a non uscirgli i colpi che vorrebbe. Schierato in mezzo al campo, non ha più lo smalto per governare il gioco. Quando invece si applica in copertura sono dolori per gli avversari, ma purtroppo lo scopre quando non ha più fiato da spendere.

    L.BRINDISINO 5: sono passati i bei tempi in cui giocava numero 9. Senza passo né confidenza con la palla, tira una sola volta e poi si limita ad alcune sponde di prima per toccare meno possibile il pallone. Sulle prime gli riesce, poi diventa prevedibile e impreciso: in pratica un uomo in meno, fino a quando non va a mettersi di forza ultimo di difesa, prima di uscire per evidenti limiti strutturali.

    CALÒ 8: uno dei top player della squadra, parte inspiegabilmente dalla panchina, poi a un certo punto finisce addirittura in porta. Per quel poco che riesce a stare in campo, fa la differenza: un destro secco nel sette è il suo biglietto da visita, poi tanta corsa, sostanza e qualità al servizio di una squadra che forse avrebbe dovuto metterlo maggiormente al centro del progetto tecnico.

    CORASANITI 7: un diesel. Parte a rilento e tutti pensano che non ne abbia. Poi però la palla gli va sulla suola, un dribbling, uno spunto, un po’ di fiducia ed ecco che il fiato ritorna come per magia. Si destreggia sia sull’esterno che a centro area, sacrificandosi anche in difesa all’occorrenza.

  • 10 luglio 2019 in 13:37
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    Torgio nn per niente, ma al rientro in campo è capitan Simonetti a chiedere gentilmente alla truppa di mettersi davanti a fare il Pippo della situazione!!!

    Se Luca avesse ricordato il pezzo congiunto della vigilia di Pellicani e Necco avrebbe raccolta onori e oneri del mister navigato, anziché andare in ansia per la scarpetta di fantozzi!!!
    Uhauahauahua!

    Prossima tappa…Decathloooon!

    Daje!

  • 12 luglio 2019 in 11:16
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    pagelle stupende,,,,contro pagelle ancora di più…
    giocherei a calcio con voi anche con mille ernie..
    vorrei chiedere ancora scusa però al funambolo Barbaro..che con un dribbling da 10 e lode mi fa accomodare per terra portandosi a casa un quadricipite ancora in versamento. Ti assicuro che non è stato per agonismo (notare l’assenza completa di falli come calci all’avversario, spinte e altre cose deprorevoli per tutta la partita ) ma per scoordinamento…era più di un anno che non giocavo e non sono più così coordinato..ti chiedo scusa ancora.
    detto questo…un plauso ai fenomeni che abbiamo nel circo che riescono sempre al alzare il livello di queste sfide, ma anche un grazie a tutti per essere scesi in campo…ho rivissuto i momenti di vecchi tornei a roma con in campo Gallicchio, Calò e tutti gli altri..spettacolo

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