Waltergate: l’inchiesta scoop sulla Pigna Picena FC

Che futuro ha la Pigna nel “fantacalcio più bello del mondo”?
La Piazzetta dello Sport presenta un’inchiesta esclusiva su Walter Bucci e lo scoop che potrebbe rilanciare la franchigia rosanero, attualmente travolta dalle polemiche.

Sono tempi tremendamente burrascosi quelli che aleggiano sulla Pigna Picena Football Club dall’inizio della stagione 2021/22. Il recente comunicato stampa redatto direttamente dal pugno del patron Walter Bucci ha fatto finalmente chiarezza sulle intenzioni della dirigenza marchigiana di non mollare la franchigia, fornendo anche spiegazioni specifiche sugli ultimi scambi di mercato. Ma se su questi ultimi c’è ben poco da aggiungere rispetto a quanto dichiarato dalla società rosanero – se non ribadire che ogni giudizio tecnico al fantacalcio è soggettivo e come tale non può dare adito a illazioni di alcun genere (concetto espresso già lo scorso anno nel merito dell’affaire Domingo-Terlizzi) – restano alcuni nodi da sciogliere circa l’effettivo coinvolgimento nel mondo della Serieagreen. In buona sostanza quello che ci si chiede è: che futuro ha la Pigna nel “fantacalcio più bello del mondo”? Abbiamo provato a rispondere ripercorrendo alcune delle tappe più significative della storia di questa squadra, con uno scoop finale assolutamente da non perdere.

Walter Bucci fa il suo ingresso in Serieagreen nel 2015 al posto del Pace di Stefano Mario Patruno (coadiuvato dall’allora ds Eugenio “Del Bosqov” Di Tondo) come 61° partecipante nella storia del famoso fantacalcio nazionale. Segnalato dal già ex MPG Luca Brindisino (fu lui a girare il celebre video in cui Alfredo Pedullà caldeggia gli acquisti lupiaensi di Doumbia e Podolski) e preceduto dalla fama di “Archivio” confermata negli anni grazie allo sterminato scibile esibito su tutti i fronti, presenta la sua franchigia marchigiana con uno sponsor di assoluto livello: La Gazzetta dello Sport, anche in omaggio ai colori sociali rosa-nero.

Come spesso accade il primo anno è di adattamento: il “giorno più lungo” nel casolare di Cisterna di Latina al cospetto di 15 vecchie volpi è un trauma inevitabile. Bucci risparmia fino ad arrivare all’attacco nettamente da chip leader, ma poi non fa un reparto all’altezza e come da pronostico retrocede.
Invitato già alla festa finale Serrano 2015, non presenzierà a causa di un battesimo e qualcuno, indispettito, si domanda: “Ma già gli stiamo sul c…?“.

La prima abrasione avviene all’inizio del campionato 2016/17. Il Pigna è coinvolto in un complesso affare a quattro che comprende, oltre ai piceni, anche Lupiae, Labbari e Cusci. Dopo settimane di convulse trattative, al momento della firma Bucci fa saltare il banco e gela tutti accordandosi sottobanco col Labbari e mandando su tutte le furie Luca Brindisino. La bufera mediatica che ne consegue fa scattare il primo di una lunga serie di silenzi stampa da parte del club di Folignano, conditi dall’abbandono della chat di Whatsapp. Ma è anche il pretesto che fa venire allo scoperto i veri investitori che si celano alle spalle di Walter Bucci: la holding multimiliardaria saudita Hammurabi Code, presieduta dallo sceicco Bourussuf.

Una volta venuti allo scoperto, a partire dal 2017/18 i sauditi piazzano sulle maglie rosanero proprio lo sponsor Hammurabi Code e promettono di migliorare il 7° posto appena raggiunto. Ci riescono salendo di una posizione e finanziando uno dei format mediatici più apprezzati del periodo: Tutti Alla Sbarra, dapprima solo su Whatsapp e poi, a grande richiesta, anche sul sito. Nel frattempo l’istrionico Bucci consuma i polpastrelli in chat infinite col collega Marcello Simonetti sul filone Juve-Napoli, dando vita al famigerato Derby di Whatsapp e facendosi notare come particolarmente sensibile al fascino femminile, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Renzo”, in omaggio al grande attore Montagnani il cui personaggio è però restato intrappolato nei meandri della più becera commedia sexy all’italiana.

A Folignano come in tutte le Marche c’è euforia e lo strapotere economico di Bourussuf unitamente alle competenze ormai acclarate di Walter Bucci consentono di sognare il definitivo salto di qualità. Vengono fondati Pigna Club di tifosi in Arabia Saudita come in Toscana fino alla Francia, dove Bucci va a risiedere.
Le distanze complicano le cose specialmente per quanto riguarda l’asta iniziale, alla quale il manager piceno sa di non poter partecipare ma stenta a trovare un delegato. Prima dell’estate incontra in gran segreto il patron del Lakragasso Totò Alaimo nella sperduta provincia romana per proporgli una fusione delle franchigie, ma il business non va a buon fine.
La Serieagreen a 15 sarebbe una farsa, ma questo non sembra preoccupare molto Bourussuf e soci che, probabilmente a causa dell’inesperienza in competizioni di questo livello, sottovalutano quanto sia necessario (oltre che galateo imprescindibile nella mentalità serieagreen) preoccuparsi in prima persona della ricerca di un ds per non mandare a monte il divertimento di tutti. E a pochi giorni dal mercato estivo, la partecipazione del Pigna resta in dubbio. Tra l’indignazione generale, con un messaggio Luca Brindisino e Vito Lorusso scongiurano il peggio: “Sentiamo StefanoMario“. Qualche telefonata di corteggiamento e il buon vecchio numero 10 della Serieagreen accetta di farsi carico di questa pesante delega, presentandosi a Cisterna da autentico outsider nell’anno in cui approda in Italia CR7, Cristiano Ronaldo.

In troppi sottovalutano gli otto anni di Serieagreen alle spalle dell’andriese che, a fine asta, non solo porta in rosanero CR7 ma allestisce una squadra di tutto rispetto che infatti, alla fine della stagione 2018/19, centra un clamoroso terzo posto, con Ronaldo capocannoniere in coabitazione con Quagliarella del Labbari e Walter Bucci su di giri al matrimonio del Cusci che si improvvisa novello Umberto Smaila con giochetti e doppi sensi alla Colpo Grosso.
Da qui in poi, però, la ruota della Pigna comincia a girare. Walter Bucci è provato dai nuovi impegni accademici e professionali nonchè dalla vita nomade a cui è costretto e Bourussuf è sempre più lontano dalle sorti della squadra. Hammurabi Code non è più lo sponsor ufficiale e lascia spazio alla catena multinazionale Kebaburger, sempre di proprietà della holding saudita. Ma il segnale di disarmo arriva, i rubinetti si chiudono, la piazza è preoccupata e Bucci è visibilmente nervoso: le schermaglie in chat con Flipper, Labbari, Mojito e soprattutto Domingo sono all’ordine del giorno.

Nel 2019/20 la riconferma di Cristiano Ronaldo allo stesso abnorme prezzo dell’anno precedente (701 mld) diventa una mossa di marketing quasi obbligatoria ma senza i petroldollari è un bagno di sangue.
La Hammurabi Code è costretta a finanziare un nuovo progetto editoriale chiamato “La Vie En Rose”, affidandone la direzione al giornalista Mariano Sconcertato col compito di dissipare i malumori dell’ambiente. Strategia che inizialmente funziona ma che si brucia ben presto come un fuoco di paglia. Senza fondi nè risorse, Sconcertato si ritrova intrappolato in quella che si rivela essere una vera e propria scatola cinese e, dopo soli cinque appuntamenti, La Vie En Rose chiuderà baracca e burattini lasciando i supporters rosanero nello sgomento. Abbandonato a sé stesso, Walter Bucci concluderà la stagione salvando la squadra e portandola fino alla finale di Champions Green (di cui Ronaldo sarà capocannoniere) persa con un tracollo memorabile: 6-1 contro il Flipper al San Carrassi di Bari.

Il 2020/21 è l’anno della pandemia e della leggendaria asta su Skype. Nonostante il prezzo di 100mld più basso rispetto agli anni precedenti e pur avendo a disposizione la liquidità necessaria, Walter Bucci lascia andare Cristiano Ronaldo all’Acab, avviando un processo di smobilitazione forse tuttora in atto. La rinuncia a priori del vivaio con l’acquisto di Diallo Traorè già del Man Utd lascia il campo a una duplice interpretazione: un gesto provocatorio per manifestare la propria contrarietà alla nuova regola o semplice quanto irriguardoso menefreghismo nei confronti dell’evoluzione del gioco? Le spiegazioni date da Bucci non convincono (“L’ho sempre preso a Football Manager“), anzi, sembrano messe lì apposta per attirare nuove polemiche e cucirsi addosso una sorta di personaggio alla Marchese del Grillo, che si preoccupa solo di sé stesso senza curarsi delle ripercussioni delle proprie azioni sugli altri: “io so’ io, e voi…“. Con diverse scelte di mercato opinabili che indeboliscono ulteriormente la squadra la retrocessione è inevitabile. Bucci stacca i telefoni e parte in crociera dimenticandosi di votare le Nominations, ma il peggio deve ancora venire.

Sin dal termine della stagione la presenza all’asta iniziale 2021/22 di Walter Bucci (nel frattempo diventato una star di Twitch) è in dubbio per cause di forza maggiore e non preventivamente pronosticabili. Buon senso suggerirebbe allora di mettersi subito alla ricerca di un ds ma, proprio come tre anni prima, il patron marchigiano sembra non curarsene. I tifosi non sanno con chi prendersela e numerosi presidenti cercano di dargli una mano sondando diversi profili che, per un motivo o per un altro, rinunceranno. Al venir meno di ogni candidato, però, la risposta da Folignano è sempre la stessa: “Fa niente, grazie lo stesso“. Un atteggiamento che consolida la percezione di una mancata assunzione di responsabilità da parte della dirigenza marchigiana e che, conseguentemente, si traduce in una mancanza di rispetto verso tutti gli altri partecipanti, appesi a un filo invisibile che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro. Bucci dà nettamente l’impressione di non rendersi conto – o addirittura non curarsi – che dal suo impegno dipende l’intera sopravvivenza del torneo a 16 e lascia agli altri l’incombenza di salvare le chiappe a lui e a tutta la baracca. Cosa che avviene in extremis, a pochissimi giorni dall’asta iniziale (spostata da Cisterna a Lecce proprio per carenza di delegati nel territorio laziale), grazie all’intervento risolutorio del presidente del Mojito Stefano Linciano, che arruola il giornalista Massimiliano Lorenzo Fuser. Il ds pro tempore del Pigna attende invano indicazioni societarie sulle mosse di mercato da intraprendere, che però non arriveranno mai. Così come le più elementari istruzioni su un regolamento complesso costruito in due decenni di gioco.

Fuser svolge l’asta al meglio delle possibilità per un esordiente assoluto ma dalla Hammurabi Code non arriva nessun feedback. Walter Bucci, grato ma insoddisfatto, decide allora di smontare pezzo grosso dopo pezzo grosso la squadra, senza badare all’effettivo valore economico dei fantamiliardi che gli vengono elargiti a compenso di scambi secondo la critica troppo sbilanciati verso gli interlocutori, Acab e Domingo.
Le polemiche e tutto il resto sono storia recente: Bucci che per l’ennesima volta abbandona la chat di Whatsapp, la dimenticanza del capitano all’ultima giornata dovuta a problemi tecnici dell’ultimo minuto (ma con una settimana avuta a disposizione per metterlo), l’accorato comunicato stampa in cui bacchetta i cosiddetti “haters” e chiede un confronto, ribadendo la volontà di restare al timone della franchigia.
È a questo punto che subentrano i retroscena, lo scoop. Fonti certe assicurano che dall’Arabia Saudita lo sceicco Bourussuf non abbia per niente gradito l’atteggiamento dimesso e negligente della dirigenza e abbia concesso a Bucci un ultimatum: la Hammurabi Code non sembra più intenzionata a finanziare il goffo sollazzo del presidente del Pigna all’interno di un campionato così blasonato e sotto gli occhi di tifosi da tutto il mondo; così, o Walter Bucci sarà in grado di portare nell’immediato, ovvero al prossimo viaggio in Oriente, uno sponsor nuovo di zecca che assicuri liquidità e al tempo stesso garantisca sulla serietà dell’approccio del club alla Serieagreen, oppure il destino della franchigia sarà segnato.

Ma qui la ruota sembra girare un’altra volta. Per sferrare un colpo all’acerrima concorrenza della nota e omonima azienda cartiera Fabriano, paese in provincia di Ancona, il competitor principale sul mercato ha pensato di investire proprio nel territorio rivale: quello ascolano. E venuto a sapere della possibilità di sponsorizzare una franchigia di Serieagreen che porta proprio il nome del brand, non si è fatto sfuggire l’occasione. Le Cartiere Paolo Pigna Spa, meglio conosciute semplicemente come Pigna, dunque, hanno inviato un pre-contratto alla sede della Pigna Picena FC, oltre a una serie di omaggi in astucci, pastelli, blocchi e quaderni incitando il patron Bucci a terminare proprio sulla loro carta la stesura del suo primo romanzo, nel cassetto ormai da qualche anno.

Pungolato nell’orgoglio e fomentato dall’impresa anti-dorica, l’ascolano si è preso qualche giorno per riflettere ma dalle Marche sono sicuri: il matrimonio si farà. Bucci ha infatti già prenotato l’aereo che lo porterà in Arabia Saudita, contratti alla mano, per consegnare a Bourussuf le garanzie pretese e avviarsi verso una nuova era fantacalcistica per i colori rosanero. Da parte sua lo sceicco probabilmente farà a Bucci le stesse domande che stampa e addetti ai lavori gli hanno rivolto in questi giorni.
Assodato che la Serieagreen sia un fantacalcio tremendamente serio, se la sente Walter Bucci di portare avanti il progetto con altrettanta serietà o pretenderà che siano tutti gli altri ad adeguarsi al suo stile “come viene viene”?
È consapevole il Bucci di essere 1/16 del meccanismo di un ingranaggio, con eguali diritti e doveri rispetto ai colleghi, e che dalla sua assunzione di responsabilità nelle fasi più delicate (come l’asta iniziale) nonchè dalla sua partecipazione attiva dipendono le vicende dell’intero campionato?
E qualora l’impegno si rivelasse troppo gravoso, è cosciente del fatto che assumere un ds a tempo indeterminato non costituisca una diminutio?
O che, in estrema ratio, anche un ritiro preventivamente annunciato (come fu per Maggiore o Patruno) non scalfirebbe minimamente i rapporti di amicizia creatisi con gli anni anzi, rappresenterebbe quella forma di rispetto verso tutta la difficile organizzazione del circo che è pericolosamente venuta a mancare? In quest’ultimo caso, sarebbe un peccato lasciarsi con strascichi di polemiche anziché con una standing ovation.


D’altronde, come suol dirsi, “once you green, ever green”: una volta entrati a far parte dalla famiglia Serieagreen, lo si resta per sempre anche senza presiederne una società, ottenendo il free pass per tutte le feste finali, le reunion di mercato e non, la possibilità di delega e di partecipazione sul sito e, last but not least, una corsia preferenziale per rientrarvi in caso di abbandono di altre franchigie.
Ma questa non sembra essere al momento l’ipotesi più accreditata. La maglia rosanero 2021/22, attualmente orfana di sponsor, potrebbe a breve vestirsi di uno dei brand simbolo del Made in Italy nel mondo, togliendo in un sol colpo tutte le castagne dal fuoco a Walter Bucci. Starà a lui, dunque, recuperare non solo l’entusiasmo, ma anche l’approccio collegiale per dare la giusta importanza a quello che resta pur sempre un gioco (di ruolo), ma che di fatto rappresenta un magico mondo parallelo dove una ventina di persone si rifugiano da anni per dimenticare i veri problemi della quotidianità, farsi due risate e interpretare personaggi più o meno discutibili esacerbando le peculiarità del proprio carattere con la serenità di sapere di essere, appunto, in una famiglia che ti può rimproverare, anche aspramente, forse anche giudicare (sbagliando), ma che sarà sempre pronta ad aprire le braccia e accogliere.
Perchè oggi a te, domani a me, siamo tutti sulla stessa, meravigliosa barca.

 

Torgio Giosatti

4 pensieri riguardo “Waltergate: l’inchiesta scoop sulla Pigna Picena FC

  • 6 ottobre 2021 in 00:18
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    Madoooooooo che pezzone allucinatamente intenso e provvidenziale!

    Inutile anche applaudire, ora la sfera rotola verso il numero 2 terzino della banda Green: Walter ‘Wooby’ Bucci la metterà dentro?

    Tutti tuned con la bava alla bocca, bocca non Bokka!

  • 6 ottobre 2021 in 07:34
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    Severo ma giusto!! #grazievito

  • 6 ottobre 2021 in 10:24
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    L’epopea del Pigna… tutto d’un fiato… neanche a puntate!!! Applausometro alle stelle!

  • 7 ottobre 2021 in 16:44
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    Tutto bellissimo ma le conclusioni sono troppo ambigue e lasciano spiragli che nella realtà il comunicato del Presidente non evidenziano. Non ci sono aperture a cessioni della franchigia ma solo a un eventuale rafforzamento societario, già al vaglio e allo studio.
    Però il pezzo è bello!

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