Torgio Giosatti intervista il MLM dei Wailers: Alessandro Calò

“Champions: Wailers, riproviamoci!”

Calò giura fedeltà a Tarantino:
“Mai con un’altra franchigia in Serie A Green. A meno che non sia la mia…”.

La stagione 2018/19 entrerà negli annali della Serie A Green anche (e forse soprattutto) per l’ingaggio di due rinforzi di qualità assoluta: il grande ritorno in pompa magna di Gigi Maggiore da una parte e l’approdo ufficiale di Alessandro Calò da Copertino in qualità di Media Legal Manager dei Wailers. Ma se del primo già si conosceva l’innata passione solo da riaccendere, quest’ultimo ha rappresentato la vera sorpresa del campionato, aiutando Angelo Tarantino a vincere i demoni dell’ascensore e delle polemiche, anche nei momenti più difficili come quello del Falso in Bilancio. Eppure Calò non era nuovo ai palcoscenici Green, visto che nel 2014 aveva supplito all’assenza di Marco Tedone con un’asta (a dire il vero poco memorabile) al Labbari. A distanza di cinque anni è diventato uno dei dirigenti più richiesti del campionato, ma lui giura fedeltà al suo presidente Angelo Tarantino, col quale conta di costruire un lungo ciclo di successi. Ma il MLM gialloblu ha anche risposto alla domanda che tutti gli appassionati di fantacalcio avrebbero voluto fargli: a quando una franchigia tutta sua? Questo e molto altro nella lunga chiacchierata concessa in esclusiva al Punto di Torgio Giosatti, il quale ha anche scavato nel passato fotografico social dell’intervistato…

Direttore, posso chiamarla così che MLM mi sembra uno scioglilingua?

Innanzitutto La ringrazio per l’intervista, un articolo sul mio lavoro svolto quest’anno mi riempie d’orgoglio, conoscere di persona il grande Torgio poi è emozionante: lei può chiamarmi come vuole, ci mancherebbe!

 

Una domanda subito a bruciapelo: com’è stato questo primo vero anno in Serieagreen?

Molto costruttivo e anche impegnativo: è senza dubbio il campionato più difficile d’Italia, ho imparato tanto. Inoltre ho conosciuto meglio tante belle persone e toccato con mano la mitica atmosfera della festa finale, un’emozione unica!

 

Parlo di primo vero anno in Serieagreen perché, come molti sapranno, nella stagione 2014/15 lei fu ingaggiato da Marco Tedone per svolgere l’asta iniziale come ds del Labbari. Al di là del risultato finale (il Labbari arrivò ultimo, dietro ai Wailers), come ricorda quell’esperienza?

Ricordo bene l’esperienza dell’asta di Serrano: un pranzo nuziale e un’accoglienza calorosa da parte di tutti, una bellissima giornata. Per quanto riguarda il Labbari ho cercato di prepararmi per bene, avevo diversi appunti con titolari e riserve ruolo per ruolo, ma ero ancora acerbo per un’asta di quella portata. I maligni diranno che sia stato un sabotaggio architettato ad arte, in effetti rappresentare quella franchigia è stato molto duro date le mie origini, ma la verità è che non ero adeguatamente preparato e anche la sfortuna si è messa in mezzo (infortunio di Mario Gomez e la stagione opaca di Denis). Però ho preso un oro con Babacar e ho fatto esordire un talento come Bernardeschi in SerieAGreen.

A mia discolpa quell’anno ho vinto ben due fantacalci, ma non certo di questo livello…

 

La scorsa estate, invece, Angelo Tarantino l’ha chiamata al capezzale di un Wailers campione in carica ma zeppo di problemi di natura societaria, burocratica e d’immagine. Che situazione ha trovato al suo arrivo e cosa è cambiato in un anno di lavoro?

Quando il presidente Tarantino mi ha chiamato sono bastati 2 minuti per accettare (ero in spiaggia ubriaco!). Devo ammettere che non pensavo di trovare un ambiente così movimentato e arrabbiato soprattutto a fronte di una prestigiosa e tanto attesa vittoria: le scorie di una stagione lunga e snervante si sono fatte sentire e il caso Astori è stata una brutta pagina dalla quale Angelo è uscito molto scosso. Il presidente mi aveva subito messo in guardia dal fidarmi della casta e auspicava un attacco frontale per sovvertirli. Io gli ho promesso che mi sarei battuto senza guardare in faccia nessuno provando però prima a dialogare e distendere gli animi.

La prima occasione di scontro l’abbiamo avuta quando il presidente Lorusso ha sbagliato la formazione non indicando capitano e vice: abbiamo alzato un bel polverone ma alla fine abbiamo avuto ragione.

Dopodiché abbiamo optato per una satira intenta a punzecchiare i vari protagonisti della casta generando più ilarità che denuncia e da quel momento il clima è cambiato, i Wailers non erano più il nemico ma un simpatico antagonista.

Nel momento del falso in bilancio nell’asta di riparazione invernale abbiamo accettato il verdettosenza la minima protesta assumendoci le nostre responsabilità.Per quanto riguarda il campo invece sono molto contento: la paura dell’ascensore non ci ha sfiorato minimamente anzi, abbiamo cullato per quasi tutta la stagione il sogno del back to back. Angelo ha fatto un’asta iniziale da incorniciare e non abbiamo mai avuto problemi di formazione, avremmo potuto anche rimanere con la stessa rosa senza fare scambi. Un piccolo rammarico per l’uscita dalla Champions nostro obiettivo dichiarato ma fa niente, ci riproveremo l’anno prossimo!

 

Il suo biglietto da visita doveva essere quello di un azzeccagarbugli deputato a dirimere dispute e litigi in vece del suo presidente. La realtà ci ha invece presentato un dirigente carico di vibrazioni positive contagiose non solo per l’ambiente Wailers ma per tutta la Serieagreen. Si aspettava di avere questo impatto sul campionato?
Non mi aspettavo di riscuotere così tanto successo e simpatia verso tutti i presidenti, sono molto contento e orgoglioso di questo risultato. Ovviamente il merito è anche loro, persone appassionate (che riaccendono spesso la passione!) con le quali ho passato un weekend stupendo a Tederly Hills!

 

Non solo simpatia e convivialità, ma anche una grande preparazione e competenza, che l’ha portata sin dal finale di stagione ad essere corteggiato da alcune prestigiose società come Domingo e Acab, alla ricerca di una figura professionale come la sua. Cosa si prova ad essere così richiesti sul mercato?

I presidenti dell’Acab e del Domingo sono dei grandi amici, li ringrazio per l’interesse e il corteggiamento, vuol dire che ho fatto un buon lavoro quest’anno. Ribadisco però che non potrei mai lasciare i Wailers, sono troppo legato a quei colori e al presidente per cambiare franchigia, soprattutto per il Domingo, ma stiamo scherzando?!

 

La sua fede nei Wailers e fedeltà verso Tarantino sono note, ma come detto presidenti quali Simonetti e Gallicchio (e probabilmente non solo loro) le farebbero ponti d’oro pur di averla nello staff. Ecco, se non fosse così legato ai colori gialloblu, che tipo di progetto tecnico (per non dire offerta) potrebbe stuzzicarla?

Ripeto, non ho mai pensato a nessun altro progetto tecnico con altre franchigie, voglio solo far crescere il brand Wailers.

 

Ma in un futuro più o meno lontano si vedrebbe seduto alla scrivania presidenziale di una società in Serieagreen? E se si, in quale paese isserebbe la sua bandiera, visto che grazie al suo operato può vantare un grande seguito di tifosi nel Salento ma anche nel brindisino e nel tarantino?

Ecco l’unica aspirazione superiore ai Wailers potrebbe essere quella di diventare il presidente di una mia franchigia. Non potendo fissare lo stadio nel paese delle mie origini, Copertino, la sede legale non potrebbe che essere nella splendida Ostuni ma con sede fiscale nella tossica Statte, per tenere lontani i controlli della guardia di finanza!

 

Considerando invece uno stato di emergenza, come ad esempio l’anno scorso con il quasi forfait della Pigna all’ultimo minuto, prenderebbe in considerazione l’ipotesi di prendere in mano una franchigia tutta sua da subito?

Ora come ora non mi ritengo sufficientemente pronto per sostenere un’asta da solo, ho ancora tanto da imparare su quel versante. Inoltre dovrei chiudere diversi progetti per dedicarmi pienamente alla SerieAGreen, tempo al tempo…

  

Chiudiamo tornando ai Wailers: nello scorso finale di stagione avete annunciato che non rinnoverete il contratto alla bandiera Immobile. Che Boca si dovranno aspettare, dunque, i tifosi gialloblu per la prossima stagione? Avete ancora abbastanza fame?

I Wailers non hanno detto che non rinnoveranno il contratto ad Immobile, il nostro capitano va in scadenza a settembre, stiamo facendo le nostre valutazioni, abbiamo incontrato diverse volte in questi mesi il suo agente e ci siamo confrontati. Per la prossima stagione l’obiettivo è sempre quello, vogliamo la Champions!

Per quanto riguarda il nostro nuovo slogan dovrete attendere ancora pochi giorni per scoprire la nuova campagna abbonamenti: replicare il successone dello scorso anno sarà difficilissimo ma confidiamo nei nostri tifosi.

TORGIO GIOSATTI

7 pensieri riguardo “Torgio Giosatti intervista il MLM dei Wailers: Alessandro Calò

  • 9 settembre 2019 in 20:46
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    bravi bravi, sempre bello leggere Torgio, e questa volta anche in formato sintetico (+-3′). Grande Calo’, che “new entry” signori! Un plauso al MLM piu’ bravo che c’e’. #abbiamoancorapassione

  • 9 settembre 2019 in 23:49
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    Clap clap a Torgio per la bella intervista, sono sempre graditissimi questi approfondimenti Green. Calò si è rivelato davvero un ottimo MLM (o quel che sia, ma soprattutto un grande arricchimento per tutta la Serie A Green. Permettetemi solo una precisazione, nonostante fossi proprio io al centro del caso capitano e vice non correttamente specificati, ironia della sorte il polverone fu alzato con tutti gli altri, meno che con il sottoscritto, anzi appena messo a conoscenza della svista, ho subito chiesto che venisse assegnata formazione sbagliata, questo per dire come non ci sia mai stata “acredine” tra me e Calò… Che sia questo l’anno buono? Meno 5 all’asta…

    Qui i dettagli della vicenda citata nell’intervista http://www.serieagreen.it/comunicato-ufficiale-a-c-boca-wailers/

  • 10 settembre 2019 in 11:05
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    Nonostante il corredo fotografico horror, è cosa buona e giusta trovare una franchigia a questo lemmelemme!

    Liberati dal male Tarantella, Ammmen!

    Uhuhuhu, bella Torgio, grande Calò!

  • 10 settembre 2019 in 11:10
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    Nb: ovviamente l’offerta di unirsi al Domingo fa parte dello spettacolo green; non è mai stata nostra reale intenzione fare uno sgarro di tale portata ad un collega, seppur autoconlamatosi rivale.

  • 10 settembre 2019 in 18:00
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    Senza dubbio il miglior acquisto dei Wailers, altro che Immobile!

  • 10 settembre 2019 in 18:16
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    Grazie ancora Torgio e grazie per il revival fotografico col presidente del mio cuore!
    Caro Vito lo so benissimo che hai subito messo le mani avanti in quella vicenda, sei stato solo lo sfortunato protagonista. Per quanto riguarda possibili spine all’asta lo scopriremo subito ai portieri!
    Grazie Simoncella della stima, ricambiata in toto, anche se ci fai schifo 🙂

  • 11 settembre 2019 in 08:58
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    Attacco al potere…

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