L’Akragasso vola in basso

Inauguriamo con il presente il primo di una serie di articoli del nuovo magazin biancazzurro cercheremo d’essere più brevi e poco fastidiosi.

laredazione

 

Villaseta – “Prendiamo atto della scarsità di risultati, facciamocene una ragione e ripartiamo. Un mese e più di serie A Green se n’è andato e l’Akragas conferma quanto visto gli anni passati…”. Parola di uno sconsolato Alaimo che a margine di una conferenza sugli effetti benefici dell’uva insolia in periodi di depressione… parla di una sterilità di cui s’era già visto a sufficienza la scorsa stagione.
L’akragas segna poco e questo si sa. Fa parte della sua tradizione puntare su un solo attaccante di spessore e infarcire la compagine di giovani promesse e gregari. Sia in coppa che in campionato certo non s’è fatto peggio degli anni passati, ma come si suole dire, ogni anno bisognerebbe migliorare e qui pare invece che si batta sempre sullo stesso tasto: inizio incerto, scarsa attenzione per le competizioni di coppa e macelli in sede di mercato. Quest’anno si è per altro voluto rivoluzionare di tutto punto la compagine azzerando un gruppo che pure qualche soddisfazione l’aveva data… il terzo posto di qualche anno fa, i premi per l’ottimo mercato, l’ingaggio di uno dei migliori, Pazzini, e miglior portiere in rosa.. è vero mancano Pandev e il “Tir” non è stato possibile confermarlo, ma siono giunti a Villaseta nomi del calibro di Giovinco, Gomez e Astori, Morleo e le grandi “vecchie” glorie come Miccoli e Antonioli, bomber Moscardelli e Javier Zanetti.. il giusto mix per il campionato della rimonta dopo un adeludente annata.
E dire che tutto era cominciato con la promettente vittoria nel precampionato contro i pluricampioni del Lupiae. 4 goal, tutti gli attaccanti a segno e quel genio di Giovinco ad ispirare il fronte avanzato e chiudere il match segnando il poker. Il tutto aspettando Miccoli, fuori per gli strascichi dell’infortunio dell’anno scorso. Il salentino va ricordato, veniva dal tour de force col Flipper per poi perdere all’ultimo minuto lo scudetto.. Con ogni probabilità è stato anche questo a spingere il mini-Romario a cercar gloria in Sicilia. Fatto è che dopo il doppio incontro con il Labbari, sconfitta in campionato e pareggio in coppa, le ottime prestazioni di Givinco prima e il disvelamento delle grandi doti di Ljajic – nonostante il rigore sbagliato consegni la vittoria al Pace alla terza di campionato – sembravano prospettare un trend che invece col passare del tempo ha declinato verso la debacle dell’ultima di coppa contro lo Star13 di Gigi Maggiore. Mai prestazione fu più scialba e irritante. Certo alla compagine si possono riconoscere attenuanti di ogni sorta, le assenze importanti di Giovinco e Miccoli, prestazioni altalenanti con ragazzini come Ljajic o comunque esordienti come Gomez, Eder e Kone. Ma il peggio come sempre in questi casi non tarda ad arrivare. Non solo sconfitta e Champion a rischio, ma contro lo Star13 s’è giocato in dieci e senza l’ombra di una giocata decente, con gli Hooligani in rivolta e la bocciatura da parte dell’allenatore del tridente. La messa in discussione di Acquafresca chiude il circolo vizioso di un Akragas in forte imbarazzo.
Subito rivelatosi anello debole della campagna acquisti estiva, ennesimo ragazzino in una rosa con troppi giovani, a detta di qualche addetto ai lavori, Robert Acquafresca classe ’87, era approdato a Villaseta in cerca di maggior gloria rispetto a quanto visto l’anno passato; ma un ambiente reso esigente, forse, dalle pesanti assenze e qualche incomprensione di troppo con la curva hanno subito messo troppa pressione su un ragazzo che ai bei tempi in Sardegna aveva incantato i più anche se gli ultimi due anni avrebbero dovuto portare, evidentemente, a più miti consigli le gerarchie biancazzurre. E ora? ci si chiede nelle cantine sociali nei dintorni di Ribera? intanto l’insolia pare riuscire a tamponare l’amaro scenario di Serie A Green

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