La Piazzetta dello Sport presenta: Nominations 2020/21

Probabilmente le Nominations più equilibrate della storia

Si può votare fino alle 23.59 di giovedì 5 agosto.

Luis Alberto, Berardi, Chiesa, Hernandez, Ilicic, Lozano, Mkhytarian, Joao Pedro, Veretout: questi sono solo alcuni dei grandi esclusi dalle Nomination 2020/21.
Un’edizione, però, probabilmente tra le più equilibrate della storia della Serieagreen: pronostichiamo una scelta veramente difficile tra le tre candidature per ognuno dei Riconoscimenti.
Non resta dunque che scorrere le 37 Nomination (tra cui le novità del Vivaio: Causio d’Oro ed Ingrosso di Legno) spulciando tra le 111 candidature condite dal grande ritorno delle motivazioni: buona lettura e buon divertimento a tutti.

 

COME SI VOTA:

Il voto è segreto e si esprime via e-mail all’indirizzo luca.brindisino@gmail.com, via whazzup o tramite facebook ma sempre in forma privata.

– Ogni franchigia può votare una sola volta; è ammessa l’astensione per una o più nomination.

– Non verranno accettati voti poco chiari o poco intellegibili: si vota scrivendo nome del premio e nome del votato.

Non votate o commentate sotto questo post nel rispetto della segretezza dell’urna.

Si può votare entro e non oltre le ore 23.59 di giovedì 5 agosto 2021!

Buon divertimento!

 

 

CURVA D’ORO

Miglior coreografia della stagione.

Tra campagne abbonamenti, coreografie, striscioni, volantini e manifesti, la Serie A Green si riempie facilmente di colori durante la stagione. Dai grafici di professione ai dilettanti allo sbaraglio, tutti si cimentano e in qualsiasi caso le risate non mancano: quali ti sono piaciute di più?

1) Io Mi Abbono Al Buio (LUPIAE).Buoni, cattivi, belli, brutti, vecchi, giovani, simpatici, antipatici, nervosi, calmi, divertenti, silenziosi, esagitati e chi più ne ha più ne metta. Il Lupiae ha sfogato la grande nostalgia per gli stadi pieni in una campagna abbonamenti che rappresenta attraverso un collage di lupi tutti differenti tra loro l’enorme varietà umana dei tifosi che popolano e dipingono gli spalti. Campagna realizzata in anticipo su tutti con l’invito ai tifosi ad abbonarsi “al buio” prima ancora dell’asta iniziale, per testimoniare che la fede verdeazzurra si misura da 25 anni al di là dei proclami e dei risultati.
http://www.serieagreen.it/io-mi-abbono-al-buio/

2) Ovunque Insieme (WAILERS). I Boca Wailers sbarcano sui social network lanciando i profili ufficiali Instagram e Twitter volti a coinvolgere le altre franchigie e il mondo esterno. All’entusiasmo iniziale segue un progressivo e definitivo dietro front, complice un vecchio accordo tacito che sanciva l’unanime volontà di lasciare la Serieagreen fuori dal patinato ed edonista regno dei social. Un’intesa antecedente però l’ingresso di Tarantino nei Wailers e della quale dunque la dirigenza gialloblu non poteva essere a conoscenza: ecco perché la buona fede iniziale e l’eleganza con cui silenziosamente, senza proclami, ritirano l’iniziativa meritano comunque una menzione d’onore.
http://www.serieagreen.it/campagna-abbonamenti-20-21-ac-boca-wailers-ovunqueinsieme/

3) Paolo Ghiglione (STAR19).L’inizio di campionato posticipato causa Covid ritarda anche l’attesa campagna abbonamenti dei detentori di questo Oro. Il consueto video da Londra arriva quasi a ridosso del Natale come un dono sotto l’albero di tutti i presidenti, che lo scartano in privato e senza spoiler sganassandosi dalle risate. Nessun orpello, nessuna didascalia: solo immagini montate ad hoc su una hit ad hoc con effetti ad hoc. Stupore e allegria assicurati anche quest’anno, a scapito del povero Paolo Ghiglione che finisce per qualche mese “bullizzato” in un tormentone divenuto ovviamente coro degli ultras arancioviola.

http://www.serieagreen.it/campagna-abbonamenti-kitty-sin-coola-star19/

 

 

PENNA D’ORO “TORGIO GIOSATTI”

Miglior contributo giornalistico della stagione.

Il riconoscimento a chi ha saputo arricchire il campionato di verve, informazione e fantasia.

1) Il Chiappometro (CURTALE).Una novità assoluta che già tutti i fantacalci ci invidiano. Per decenni si è detto che la componente fortuna occupa la percentuale maggiore nella differenza tra una buona e una cattiva stagione: Dario Brindisino è riuscito ad oggettivarla, lasciando tutti a bocca aperta. Peccato non averla ultimata, ma è una rubrica destinata a diventare un cult.

2) Football Green (CUSCI).Il Gianni Boncompagni della Serieagreen stupisce ancora. C’è la sua mano dietro le quinte di tutti i format che abbiamo potuto ammirare sugli schermi in mondovisione: da Tutti in Carrozza a Sunday Green passando per Sfighe, il Chiappometro e i Raccomandati, la Serieagreen che si vede passa tutta da Football Green. E non è certamente un caso.

3) Tutti In Carrozza (STAR19).Da Londra con furore. Il fascino di un campionato, si sa, passa tutto dalla cronaca: senza di essa, il fantacalcio sarebbe solo dare la formazione il sabato e controllare i risultati il lunedì. Lui riesce ad appassionare tutti con una rubrica fissa dalla costanza straordinaria, coinvolgendo i presidenti di settimana in settimana e narrando la Serieagreen con competenza e spensieratezza.

 

 

FRANCO CAUSIO D’ORO

Il miglior giovane del vivaio della stagione

1) Giacomo Raspadori (Mojito).Le qualità di questo giovane attaccante del Sassuolo erano note già da un annetto, ma solo Stefano Linciano ha avuto il coraggio di puntare su di lui nonostante la quint’ultima chiamata del Draft. Esce alla distanza, com’è giusto che sia per un esordiente, ma poi si prende tutti gli onori delle cronache e, in alcuni casi, anche la fascia di capitano neroverde. Dopo gli Europei Under21, vive il sogno della Nazionale maggiore ma per lui il bello deve ancora venire.

2) Wilfred Singo (Terlizzi).Arrivati alla penultima chiamata del Draft i nomi rimasti erano davvero poco allettanti. Eppure Paolo Memola non indugia nemmeno un secondo a buttarsi su questo giovane ivoriano classe 2000 del Torino e fa bene. Il terzino africano soffia il posto a Vojvoda arando la fascia destra e collezionando più di qualche bonus: adesso è uno dei pezzi pregiati della rosa di Juric e parteciperà anche alle Olimpiadi con la sua Nazionale.

3) Emanuel Vignato (Star19).Partiva molto dietro nelle gerarchie del folto ed esperto reparto avanzato del Bologna, eppure ha saputo trovare i suoi spazi facendo bene anche da subentrato con qualche bonus vincente. Maggiore lo fa suo alla quinta chiamata del Draft dopo averlo ammirato in B col Chievo e in cambio ha una valida alternativa per l’attacco che lancia spesso e senza paura anche nell’undici iniziale. 

 

 

EGIDIO INGROSSO DI LEGNO

Il peggior giovane del vivaio della stagione

1) Daniel Maldini (Domingo).Il Domingo ha potuto tagliare il nastro della nuova regola del Vivaio pescando per primo dal Draft degli Under21. La scelta di Simonetti ricade sulla gloriosa dinastia Maldini, sperando che Daniel potesse ripetere i fasti di Cesare e Paolo. Per questa stagione però, solo 5 scampoli di presenze e nessun voto che lasciano i partenopei con le pive nel sacco e la sensazione di aver sprecato la ghiottissima opportunità della chiamata iniziale.

2) Vincenzo Millico (Acab).Era stato uno dei prospetti più interessanti della scorsa stagione, entrando anche nella nomination per il Graziano Pellè D’Oro. Trovandosi a metà del guado del Draft, l’Acab punta su di lui nonostante un affaticamento muscolare lo avesse già fermato in ritiro, ma appena una settimana dopo l’asta viene colpito dal Covid. Ristabilitosi dal virus, tempo altri sette giorni e subisce una distrazione alla gamba destra, prima del trasferimento in B a Frosinone (dove pure alzerà più volte bandiera bianca) senza che di fatto Gallicchio abbia mai potuto utilizzarlo.

3) Diallo Traorè (Pigna).Ce l’ho sempre avuto a Football Manager”, ovvero: quando la toppa è peggio del buco. Il sospetto che Walter Bucci non avesse per nulla studiato la nuova regola del Vivaio c’era e resta. La notizia del passaggio del giovane Diallo Traorè dall’Atalanta al Manchester Utd per 40mln a gennaio non solo era già ufficiale, ma sulle prime pagine di tutti i giornali visto che il ragazzo non aveva nemmeno un minuto in Serie A. Prenderlo come sesta chiamata del Draft sapendo di non poter contare su di lui per sei mesi e poi doverlo sostituire a zero o è stata una provocazione per sottolineare la propria contrarietà a questa nuova norma appena votata, oppure semplicemente una topica gigantesca della distrattissima dirigenza marchigiana. 

 

 

DANIELE FAGGIANO D’ORO

Miglior investimento della stagione.

Il giocatore acquistato durante le aste di riparazione e pagato poco poiché sfuggito agli occhi di tutti, anche a chi aveva le priorità..

1) Nahuel Molina (DELINQUERE).Arrivato in estate dal Boca Juniors a parametro zero come oggetto misterioso nell’Udinese, doveva essere la riserva di Stryger Larsen a destra. Una volta acquistato il danese dal Terlizzi, Domenico Sergi lo tessera di conseguenza alla riparazione autunnale per soli 3mld. Fino a febbraio si vede pochissimo, ma il Delinquere non lo molla e lui si prende la fascia destra esiliando Larsen a sinistra e fornendo prestazioni convincenti in entrambe le fasi (2 gol e 3 assist). Diventa titolare dell’Argentina in Copa America dove fa sfaceli: purtroppo per i calabresi non sarà plusvalenza.

2) Leonardo Pavoletti (FLIPPER).Protagonista della solita stagione a singhiozzo nel Cagliari dove contende minuti a Simeone, il Pigna lo lascia ad Aprile con una mossa sconsiderata per prendere Skov Olsen a 81. Un’occasione ghiottissima di mercato, eppure ci crede solo il Flipper, che senza nemmeno un rilancio lo prende direttamente a prezzo di costo (10mld) godendo del suo contributo di voti e bonus nel decisivo rush finale che porterà a Serrano il terzo scudetto.

3) Daniele Verde (DOMINGO).I noti problemi fisici che ne hanno fin qui condizionato tutta la carriera non lo hanno lasciato in pace nemmeno quest’anno. Anche per questo motivo lo Star19 decide di tagliarlo alla prima sessione di mercato disponibile per puntare l’usato sicuro Borja Majoral. A salvarlo dallo svincolo non poteva essere che Marcello Simonetti, che crede in questo napoletano verace e ci investe 8mld a febbraio, ricevendo in cambio da lì in poi un’ottima alternativa in attacco e qualche bonus spettacolare.

 

 

ANTONIO TESORO DI LEGNO

Peggior investimento della stagione.

Il giocatore acquistato durante le aste di riparazione e pagato troppo poiché ha deluso tutte le aspettative.

1) Mattia Destro (CURTALE).È rinato. Finalmente l’attaccante dei bei tempi. Ora può tornare a puntare alla Nazionale. Se ne sono dette di ogni dopo l’inizio choc, in senso buono, di Mattia Destro, che a suon di gol scenografici e decisivi si era preso la maglia da titolare del Genoa e le copertine dei giornali. Rimasto svincolato all’asta iniziale, diventa uno dei pezzi pregiati dell’asta di riparazione autunnale e il Curtale ci si fionda investendo ben 411mld. Trovato l’ingaggio, però, lui si accomoda sul posto fisso e comincia prima a non segnare più, poi manco a giocare, lasciando Dario Brindisino con un pugno di mosche in mano.

2) M’bala Nzola (MOJITO).È stato l’ultimo giocatore ad essere inserito nella lista estiva, quotato solo 5, contrattualizzato a zero dallo Spezia dopo il fallimento del Trapani. Nessuno lo prende in considerazione, forse pensando in un pronto ritorno in campo di Galabinov. Invece questo attaccante angolano diventa una delle maggiori sorprese positive del girone d’andata, mettendo a segno ben 9 gol, prima di infortunarsi a gennaio. Un imprevisto che ne abbassa di pochissimo la valutazione in Serie A Green, visto che il Mojito muove mari e monti per averlo, rinunciando a tirare Scamacca al Terlizzi. 800mld è stato il prezzo per portarlo a Lizzanello e goderselo solo per un paio di partite, prima che la sua confidenza col gol crollasse definitivamente.

3) Ignacio Pussetto (ACAB).Pronti via ed è subito la sorpresa dell’attacco dell’Udinese, dove tutti si aspettano Deloufeu e invece spunta questo redivivo argentino che non aveva lasciato grandi ricordi alle sue prime esperienze in Serie A. A dicembre è l’Acab ad accaparrarselo per 461mld per rinforzare l’attacco. Immediatamente gettato nella mischia infila subito un 7,5 pulito contro la Juventus, partita in cui però rimedia un infortunio al legamento crociato che ne decreta anzitempo la fine della stagione. Molta sfortuna, dunque, per Marco Gallicchio, che ha sperato invano di vederlo tornare in campo prima di svincolarlo a febbraio.

 

MATUSA D’ORO

Miglior pensionamento della stagione.

Il miglior giocatore che a fine stagione appenderà le scarpe al chiodo o volerà verso campionati molto remunerativi ma fuori dai riflettori.

1) Gianluigi Buffon (EAGLES).Come quando accettò i petrolfranchi del PSG, si ritrova per la seconda volta in questa nomination: accadde solo in un’altra occasione, al suo collega campione del mondo Luca Toni. A 43 anni suonati, però, l’ex portierone azzurro entra nuovamente di diritto nella categoria dei matusa dopo aver concluso la sua avventura alla Juventus e quindi nel fantacalcio, sperando di ripercorrere proprio le orme di Toni e ritrovarsi in futuro tra le resurrezioni del campionato con la maglia del Parma in Serie A. Considerata l’età, sarebbe veramente un miracolo sportivo, ma da Gigi Buffon è lecito aspettarsi di tutto.

2) Marco Parolo (WAILERS).Divenuto suo malgrado una delle icone del recente ciclo negativo della Nazionale italiana, non si può però dimenticare la carriera più che dignitosa di questo mediano che fu scoperto dal Domingo ai tempi del Cesena, quando imbroccò un esordio in Serie A da goleador. Poi Parma e Lazio, sempre col vizietto del gol (memorabile una tripletta al Pescara e al Lupiae) ma soprattutto tanti, tanti chilometri a centrocampo. Punto di riferimento nello spogliatoio, negli ultimi anni si è anche disimpegnato da difensore centrale all’occorrenza. Grazie ai Wailers che lo prendono come rincalzo dei rincalzi all’asta primaverile può godersi questo meritato tributo dopo 11 stagioni da protagonista al fantacalcio.  

3) Borja Valero (CELTIC).Classe, eleganza, personalità. La sua sfortuna è stata quella di capitare nella golden age del calcio spagnolo e in particolare del centrocampo iberico, dove solo avere davanti gente come Xavi o Iniesta gli ha impedito di prendersi più soddisfazioni anche in Nazionale. Si ritira a 36 anni dopo 9 stagioni al fantacalcio in cui ha fatto spesso le fortune dei suoi manager estraendo continuamente assist dal cilindro e ogni tanto pure qualche gol. Il Celtic&St.Pauli gli regala quest’ultima passerella in Serie A Green, affiancandogli tanti veterani di successo come Gervinho, Pandev o Palacio, che pure avrebbero nutrito l’ambizione di far parte di questa nomination.

 

 

DANNY DICHIO DI LEGNO

Peggior cornuto, mazziato e cacciato di casa della stagione.

Il giocatore infortunato, magari preso già infortunato e atteso finchè la pazienza non ha retto più. E dunque poi svincolato durante la stagione.

1) Iago Falque (CURTALE).Doveva essere la ciliegina sulla torta dell’attacco del Curtale, colui che avrebbe dovuto comporre il tridente con Dzeko e Barrow e per il quale sono stati anche acquistati due pesi morti come Roberto Insigne e Moncini a coprigli le spalle. Invece la sua si rivela una stagione tragicomica, con una rete e un assist fantacalcisticamente non sfruttati. Dario Brindisino lo aspetta fin che può, poi la pazienza finisce e lo rispedisce tra gli svincolati insieme ai compagni di merende beneventani.

2) Nikola Kalinic (CUSCI).Il fantasma del giocatore esploso alla Fiorentina e poi sparito tra Milan, Roma e Atletico Madrid. Ci si aspettava un pronto riscatto al Verona, dove partiva da stella e titolare indiscusso. Invece gli infortuni non possono essere un alibi per questo attaccante croato che il Cusci sperava potesse fare da spalla a Dybala e che invece si è trovato travolto dalla rivoluzione d’aprile rossoverde che ha coinvolto altri papabili candidati a questa nomination come Galabinov, Karamoh, la bandiera Linetty e i “rinforzi” Bonazzoli e Bourabia. Uno dei tanti tasselli negativi della stagione horror di Vito Lorusso.

3) Joshua Zirkzee (EAGLES).Quattro scadenti presenze per colui che era stato portato a Parma come limpido giovane talento del Bayern Monaco in procinto di esplodere. Jos Corasaniti ci casca, lascia la stellina Mihaila (tanto pubblicizzata ma fin lì in ombra) e se lo accaparra a febbraio spendendo la bellezza di 360mld proprio credendo che avrebbe sottratto minuti pesanti alla sua ex scommessa. E invece – mentre Mihaila comincia a segnare da svincolato – prima una lombalgia, poi il legamento collaterale mediale, fanno mordere le mani al manager calabrese costringendolo, alla sessione successiva, a tornare sui suoi passi con una minusvalenza – e una figuraccia – che si potevano tranquillamente evitare.

 

 

RENATO OLIVE D’ORO

Miglior rotto ma incorrotto.

Colui che pur infortunato da stagione finita è stato comunque tenuto in squadra in quanto bandiera, plusvalenza o per il bene dello spogliatoio.

1) Marco Benassi (STAR19).Non vede il campo da luglio 2020, non segna addirittura da gennaio 2020. Al Verona doveva essere la stagione del suo riscatto, ma riesce giusto ad andare in panchina una volta in tutto il campionato. Un vero desaparecido, che però merita di stare in questa nomination in quanto espressamente voluto e difeso dal manager Gigi Maggiore, che pur potendo non lo ha mai svincolato in tutte le sessioni di mercato. A questo punto, per coerenza, ci si attende una riconferma.

2) Gerard Deulofeu (CELTIC).Il suo campionato si conclude a metà febbraio solo con due assist e un gol, proprio nel momento in cui sembrava potesse ingranare con l’Udinese avendo finalmente trovato la continuità da titolare. Invece il ginocchio non gli dà tregua e si capisce ben presto che non rivedrà il campo. Il Celtic non riesce così a godersi quella che avrebbe potuto essere una bella sorpresa del suo attacco, ma ad Aprile sceglie di trattenerlo ugualmente.

3) Marko Rog (DOMINGO).La rottura del legamento crociato lo sottrae alle risorse del Domingo già da Natale e senza che fin lì avesse portato bonus. Marcello Simonetti avrebbe tranquillamente potuto sostituirlo sia nella sessione invernale sia in quella primaverile, ma annuncia subito che mai si sarebbe privato di questo giocatore croato da lui scoperto e fortemente rivoluto in rosa: una conferma che lo rende ancor di più bandiera azzurroblu.

 

 

VALERI BOJINOV DI LEGNO

Peggior giocatore andato “via col vento” a metà della stagione.

Il giocatore che, specialmente se in maniera inattesa, inguaia il proprio mister andandosene dalla Serie A in gennaio. Magari pagato pure tanto…

1) Alejandro Gomez (CUSCI).E dire che statistiche alla mano è comunque stato il miglior centrocampista della Serie A. Basterebbe solo questo a quantificare il danno tecnico subito dal Cusci, a cui si va ad aggiungere quello economico dei 300mld spesi a settembre per portarsi a casa non solo un top player, ma un vero e proprio pupillo di Vito Lorusso. Che a settembre era già MVP della Serie A ma che poi si è reso protagonista di un’incredibile scazzottata negli spogliatoi con mister Gasperini, che lo ha escluso fino all’addio di gennaio al Siviglia.

Il fatto che i rossoverdi abbiano concluso il campionato con la slot dell’argentino riempita da Zanellato è solo il punto esclamativo su una vicenda dai contorni decisamente surreali.

2) Arkadiusz Milik (MOJITO).Due anni fa sembrava aver finalmente superato i numerosi problemi fisici (anche gravi) che hanno minato la sua carriera in Italia. Poi di nuovo acciacchi, il mancato prolungamento col Napoli e una serie di trasferimenti non accettati lo hanno portato al muro contro muro con De Laurentiis, che lo ha lasciato marcire in tribuna in attesa del mercato. Al momento dell’asta degli attaccanti Milik è tra Sanchez e Morata, ma è già notte fonda e l’unico a offrire è Stefano Linciano, aggiudicandoselo a prezzo di costo (23mld e minus memorabile per il sonnecchiante Cusci) e occupando la terza slot nella speranza di farne il jolly del girone di ritorno. L’autunno passa e Milik viene accostato praticamente a tutte le squadre della Serie A, ma alla fine va a Marsiglia lasciando il Mojito con l’amaro in bocca e una precedenza che utilizzerà per l’insoddisfacente ritorno di El Sharaawy alla Roma.

3) Patrick Cutrone (EAGLES).Un attaccante che rappresenta al meglio tutte le difficoltà del nostro sistema calcistico. Etichettato prestissimo come “nuovo Inzaghi”, non gli è stata concessa la possibilità di sbagliare bruciandolo al primo errore. E così, prestito dopo prestito, valigia dopo valigia, a 23 anni gioca ancora nella Nazionale Under21, un controsenso tutto italiano. In estate il Wolverhampton lo presta per due anni alla Fiorentina e gli Eagles lo prendono a soli 23mld per affiancarlo a Kouamè, credendo nell’ennesimo rilancio che non avviene. A gennaio viene rispedito al mittente con un anno e mezzo d’anticipo: giocherà altri 23’ in Premier, poi 101’ al Valencia ancora in prestito. Caduto in disgrazia, ora potrebbe addirittura ripartire dalla Serie B (Parma?), ma nel frattempo a Catanzaro lo ricorderanno come tassello principe di un attacco composto da lui (poi sostituito con Kokorin…), Kouame, Osimhen, Petagna e Mihaila che probabilmente è quello con meno minutaggio nella storia della Serieagreen.

 

 

ANDREA ESPOSITO D’ORO

La miglior convocazione inattesa della stagione

Ogni anno la Nazionale riserva delle piacevoli sorprese. Che sia un esordio assoluto o un ritorno in grande stile, tutto fa brodo quando si tratta di Azzurro.

1) Manuel Locatelli (LABBARI).Vince la concorrenza “interna” di Bastoni e si accaparra questa nomination anche grazie agli exploit di Euro2020. Dopo un’ottima stagione nel Sassuolo e nel Labbari, parte con gli Azzurri vestendo il ruolo di riserva, ma complici anche gli infortuni di Sensi e Pellegrini e le non perfette condizioni di Verratti viene mandato in campo sfoderando partite di altissimo livello, condite anche da gol importantissimi.

2) Matteo Pessina (MOJITO).Tra i tanti giocatori del Mojito che potevano meritarsi questa nomination (Toloi, Ferrari, Calabria, Raspadori) non si poteva che premiare questo centrocampista scuola Milan che, dopo la grande stagione a Verona, nell’Atalanta ha raccolto l’eredità di Gomez e poi si è messo in luce con grandi prestazioni ad Euro2020, una competizione a cui nemmeno avrebbe dovuto partecipare non fosse stato per l’infortunio di Sensi. Pagato solo 6mld, era già stato tra i nominati per il Mimmo Cataldo d’Oro 2020: Linciano lo conferma da settembre e ora è una certezza anche in Nazionale.

3) Leonardo Spinazzola (FLIPPER). La Nazionale l’aveva ritrovata già nel 2019 col Lupiae, ma è in questa stagione che si è visto il vero Spinazzola protagonista anche in azzurro. Un classico ritorno in grande stile: le sue sgroppate sulla sinistra in maglia amaranto-oro non sono passate inosservate tanto da farlo diventare il titolare indiscusso di Mancini. Ad Euro2020, poi, sale in cattedra divenendo uno dei migliori giocatori in assoluto della competizione fino all’ennesimo crack nei Quarti di Finale contro il Belgio che gli tarpa le ali.

 

 

SERGIO VIGNONI DI LEGNO

Come peggior “ogni lasciata è persa” della stagione.

A volte si svincolano giocatori credendoli inutili e invece poi esplodono e, spesso, qualcun altro se li gode… Il riconoscimento va, appunto, al giocatore acquistato al posto di quello poi esploso…

1) Sam Lammers (DOMINGO).Aveva illuso tutti a inizio stagione con un golazo, tanto da essere inserito nell’ormai celebre maxi scambio poi annullato tra Domingo e Terlizzi. Sparito dai radar, Paolo Memola lo svincola e Simonetti vi si fionda all’istante lasciando andare l’esperto Sansone. Ma mentre l’olandese resterà latitante mancando anche la convocazione a Euro2020, Sansone comincerà subito a fare bonus importanti e per i partenopei sarà impossibile riprenderlo.

2) Ilija Nestorovski (LUPIAE).Slot stregata per il Lupiae, che a inizio stagione l’aveva assegnata ad uno dei tanti giovani in rosa, lo spezzino Piccoli. Per lui solo scampoli di gara e allora in autunno Luca Brindisino fa all in su Inglese del Mojito, la cui convalescenza è certa ma evidentemente non per la dirigenza verdeazzurra. Nonostante l’investimento kamikaze i salentini non lo svincolano subito, attendendo l’Asta Primaverile. Qui arriva Nestorovski, che però dopo l’esordio con assist si rompe e finisce la stagione, saltando anche lo storico Euro2020 con la sua Nazionale.

3) Andreas Skov Olsen (PIGNA).Walter Bucci ha provato a dare una svolta al suo pessimo campionato cedendo due tra i cinque elementi deludenti del suo reparto offensivo. Il primo a fare le valigie, destinazione Calimera, è stato Simeone e lo svincolo di Pavoletti è sembrato poter essere una naturale conseguenza di questa operazione. Una conseguenza, però, troppo affrettata. Perché il prescelto Skov Olsen non trova i minuti in campo sperati che invece toccano proprio a Pavoletti, capace in maglia Flipper di diventare uno dei protagonisti dello scudetto. La domanda è d’obbligo: se proprio andava ceduto, non era meglio provare a monetizzarlo nel mercato interno?

 

 

LUIGI GARZYA DI LEGNO

Peggior capitano della stagione

Un riconoscimento sia a chi ha affossato la propria squadra a base di insufficienze con la fascia al braccio, ma anche a chi non ha saputo trainarla e rappresentarla come solo il capitano può fare.

1) Zlatan Ibrahimovic (AMICI).Doveva essere un trascinatore e lo è stato, ma verso il basso. Questa l’amara considerazione che tutti fanno in quel di Cisterna di Latina dopo che nelle già scarse presenze del bomber svedese di quest’anno ci sono stati ben 7 malus da capitano e due sufficienze stiracchiate sempre con la fascia al braccio, a fronte di soli 6 bonus portati grazie al suo carisma. Una débacle che è costata cara ad Amici di Moira Orfei.

2) Ciro Immobile (DELINQUERE).603mld pagati all’Asta Estiva, uno in più di Ronaldo. Le aspettative su di lui erano altissime in casa Delinquere, che invece ha vissuto una stagione molto travagliata conclusa con la retrocessione e l’ultimo posto in Europa Green. Complici purtroppo le ben 6 insufficienze da capitano del suo bomber, capace anche di sbagliare 4 rigori su 8 calciati.

3) Cristiano Ronaldo (ACAB).Non poteva mancare lui nella nomination in cui cadono un po’ tutti gli dei del fantacalcio. A fronte dei 602mld di cartellino, rispetto agli ovvi bonus fanno molta più notizia – risultando spesso anche decisive in negativo sul risultato – le ben 8 insufficienze da capitano e le 3 fasce nulle: decisamente troppo per un super top player che doveva far fare il salto di qualità a Juventus ed Acab.

 

 

ALESSANDRO CONTICCHIO D’ORO

Miglior capitano della stagione

Il contrario del peggio capitano di cui sopra.

1) Rodrigo De Paul (CURTALE).L’argentino quest’anno è stata una sentenza. Si è caricato sulle spalle la stagione complicata del Curtale portandolo alla salvezza a suon di gol e, soprattutto, di bonus capitano: addirittura 21 per lui, che adesso ha raddoppiato il suo valore e sogna, anche grazie alla Nazionale, palcoscenici più importanti.

2) Lorenzo Insigne (FLIPPER).In un’apparente fase di declino, dopo tanti anni al Lupiae trova nuova linfa respirando l’aria di Serrano. Flipper lo acquista per 242mld e lui glieli restituisce quasi tutti collezionando 223,5 punti nella sua miglior stagione fantacalcistica in assoluto, condita da ben 13 bonus capitano.

3) Romelu Lukaku (Wailers).Quando paghi 620mld un giocatore vuoi che sia una garanzia su tutti i fronti e lui lo è stato, anche da capitano. Con la fascia al braccio va al bonus ben 17 volte grazie a una media realizzativa monstre che gli ha fatto vincere per distacco anche la Classifica Marcatori.

 

 

GRAZIANO PELLE’ D’ORO

“Segnatevi questo nome” della stagione

Quante volte si prende un giocatore che proviene dalla Primavera, magari spesso manco convocato, giusto come ‘riempimento’? Spesso, direte voi. Meno spesso, però, capita che questi ‘riempimenti’ esplodano. Ma quando succede, anche se da gennaio o solo nel finale di stagione, è giusto sottolinearlo. E segnare i nomi sul taccuino.

1) Diogo Dalot (AMICI).In prestito al Milan dal Manchester United, questo giovane terzino portoghese classe ’99 si è ritagliato il suo spazio pur avendo di fronte un titolare indiscutibile come Calabria. Le sue 21 presenze con 1 gol, 1 assist e la media del 6 sono state una bella sorpresa per Roberto Bartolomucci, che dopo averlo pagato 17mld a settembre ora spera in una riconferma rossonera. Nel frattempo se lo è potuto godere agli Europei Under21 e persino in campo a Euro2020, dove ha ben sostituito Cancelo positivo al Covid.

2) Ivan Ilic (WAILERS).Avete letto bene, non si tratta di Josip Ilicic bensì di un centrocampista serbo classe 2000 giunto in prestito al Verona dal Manchester City. Ben 29 partite giocate (di cui 19 da titolare) con 2 gol e la media del 6,11 ne hanno reso un faro della squadra di Juric e dei Wailers che lo hanno tesserato per soli 11mld. Nato come ala sinistra, si è via via accentrato potendo ora ricoprire tutti i ruoli della mediana grazie alla sua imponente stazza fisica e a un’ottima tecnica individuale. Capace di dettare i tempi del gioco, si è anche distinto per un’eccellente fase di interdizione con una particolare pulizia degli interventi che non gli ha procurato nemmeno un malus in tutto il campionato.

3) Nicolò Rovella (LUPIAE).È stata una delle scommesse vincenti del Lupiae 2020/21. Preso come nono riempimento a 1 misero miliardo, vede subito il campo nel Genoa grazie alla grande personalità con cui prende per mano il gioco nella zona nevralgica del campo, incaricandosi spesso anche delle punizioni. Classe 2001, buona tecnica di base, elegante nei movimenti, bravo a svolgere sia la fase offensiva che difensiva, Rovella è un centrocampista che può ricoprire diversi ruoli nella linea mediana. Considerato uno dei migliori prospetti italiani, fa parte ovviamente dell’Under21 di Nicolato e sin da gennaio la Juventus non se l’è fatto sfuggire pagando per lui 18 milioni più eventuali 20 di bonus.

 

 

LORENZO STOVINI D’ORO

Miglior stakanovista della stagione

Questo riconoscimento premia il giocatore che ha fruttato più presenze possibili alla sua squadra. Possibilmente con una media alta…

1) Musa Barrow (CURTALE).Nell’attacco troppo spesso orfano del carisma di Dzeko, è stato lui a tirare la carretta per tutte le partite stagionali con 38 gettoni, 8 gol e 6,68 di media voto con una spesa di 212mld. Una presenza in campo fondamentale per il Bologna e per il Curtale basata sulla capacità di dialogare con la squadra svariando per tutta la metà campo offensiva e sul farsi trovare pronto sotto rete al momento giusto.

2) Lautaro Martinez (LABBARI).È stata una pedina fondamentale per l’Inter e per il Labbari, tanto da giocare tutte e 38 le partite con 7,86 di media voto, 17 gol e 5 assist. Un giovane attaccante che di anno in anno continua a crescere sulla strada che lo porterà ad essere un top player, tanto che Tedone non lesina per portarlo a Bari (434mld). Lui restituisce tutto con gli interessi rappresentando lo stakanovista, leader e trascinatore in campo dei biancorossi pugliesi.

3) Nwanko Simy (WAILERS).Alla sua quinta stagione al Crotone, la terza in Serie A, per il nigeriano era arrivata l’ora di mostrare tutte le sue qualità. A sorprendere non è il fatto che ci sia riuscito, quanto il fatto di averlo fatto nella peggiore stagione della squadra calabrese da quando c’è lui. I Wailers replicano l’operazione Diabaté ma stavolta dall’inizio per 73mld. Ne ricavano 38 presenze e 20 gol con 7,7 di media voto, alzatasi in maniera strepitosa nell’ultima parte di campionato.

 

 

DELIO ROSSI D’ORO

Miglior resurrezione della stagione

Questo premio va a chi, considerato bollito, oppure messo fuori rosa o in lista per il trasferimento, riemerge dal periodo buio per regalare soddisfazioni ai manager che, seppur con la tentazione di cederlo, hanno saputo insistere e puntare su di lui.

1) Christian Eriksen (EAGLES).Dopo il mezzo flop dell’anno scorso, anche all’inizio di questa stagione sembrava irrimediabilmente fuori dal progetto tecnico dell’Inter di Conte. I 62mld che Corasaniti spende all’asta iniziale per tesserarlo paiono a metà strada tra uno spreco e un vezzo da collezionista di figurine. Invece piano piano il danese comincia a trovare minuti e bonus decisivi, prendendo per mano la squadra nei momenti complicati e certificando al mondo la sua classe che lo porterà anche agli (sfortunati) Europei.

2) Matteo Politano (DELINQUERE).Listato centrocampista, era una delle occasioni dell’asta iniziale. Lo scetticismo sul suo gioco fumoso e poco consistente, però, consentono al Delinquere di tesserarlo per soli 50mld: un affare che porterà in Calabria 37 presenze, 9 gol, 3 assist e un bel 7,01 di media. Tantissimo per un giocatore che era stato bollato come sopravvalutato e che invece culla fino alla fine il sogno di una convocazione agli Europei.

3) Roberto Soriano (ACAB).Dopo una stagione fatta quasi esclusivamente di bassi, torna a mostrare il suo talento in campo tanto da far levare diversi scudi in favore di una sua convocazione a Euro2020 che, però, non arriverà. Trequartista, rifinitore, seconda punta ma anche regista, mezzala e polmone del centrocampo del Bologna e dell’Acab: 37 presenze condite da 9 gol, 4 assist e 7,05 di media ne fanno uno dei migliori centrocampisti del campionato, giustificando ampiamente i 139mld azzardati da Gallicchio per portarlo a Novoli.

 

 

DAVOR VUGRINEC D’ORO

Miglior esplosione della stagione

Il giocatore che più di tutti ha moltiplicato il proprio valore di mercato grazie a prestazioni di livello che lo metteranno nel mirino di grandi club.

1) Ruslan Malinovski (MOJITO).Già l’anno scorso in maglia Flipper aveva fatto intravedere di cosa fosse capace, ma si capiva che per lui fosse un’annata di acclimatamento al calcio italiano. Anche quest’anno parte col freno a mano ma poi sprigiona tutta la sua classe con 8 gol, 11 assist e 7,39 di media voto in 36 gare. Prende le redini del Mojito trascinandolo a un passo dallo scudetto: a Lizzanello sono tutti impazziti per lui, tanto da soprannominare l’intera squadra 2020/21 Mojitovski.

2) Dusan Vlahovic (ACAB).Arrivato due anni fa dal Partizan, dopo una prima stagione da apprendistato in panchina e una seconda da subentrante,si è finalmente guadagnato un posto da titolare fisso nei viola a suon di gol e giocate decisive. Marco Gallicchio lo prende quasi per sbaglio nella “notte più lunga” pagandolo 76mld e nella prima parte di campionato pare doversene pentire. E invece si ritrova accanto a Ronaldo una bocca da fuoco implacabile che ora tutte le big d’Europa si pentono di non aver preso quando costava la metà della metà.

3) Mattia Zaccagni (TERLIZZI).Dopo anni a sgomitare per trovare spazio tra prestiti e stagioni con pochi minuti, finalmenteè diventato uno dei principali protagonisti della Serie A. Già nella scorsa stagione si era fatto notare soprattutto per il suo ruolo di assistman, ma quest’anno ha trovato anche maggiore efficienza sotto porta, nonostante in teoria Barak e Benassi avrebbero dovuto scalzarlo. In 32 presenze, infatti, il trequartista scaligero ha raccolto 5 gol, 7 assiste tanti bonus capitano per il Terlizzi che se lo è aggiudicato per 70mld.

 

 

DANIELE CACIA DI LEGNO

Peggior implosione della stagione

Il giocatore che era atteso alla conferma o al riscatto e che invece si è accartocciato su sé stesso, finendo per dimezzare il proprio valore di mercato.

1) Federico Bernardeschi (PIGNA). Se la batte fino alla fine con Tonali ma alla fine “rischia la giocata” e si aggiudica la nomination. Colui che poteva essere l’astro nascente della nuova generazione azzurra si è involuto talmente tanto da non imbroccare nemmeno più i fondamentali nei pochi scampoli di partita che gli sono concessi. Walter Bucci lo prende dallo Star19 sperando in una resurrezione che non arriva, al contrario di tante magre figure che però lo porteranno ugualmente ad Euro2020.

2) Jeremie Boga (DOMINGO). I soli 4 gol, 1 assist e oltre 10 partite saltate fanno capire perché Marcello Simonetti ha fatto di tutto fino all’ultimo secondo di mercato per disfarsene. Nell’estate scorsa si parlava di lui come principale obiettivo del Chelsea ed altri squadroni, vista l’annata da top player disputata. E i 260mld dovuti scucire dal Domingo per acquistarlo ne sono la naturale conseguenza. Rimasto al Sassuolo, la dimensione di provincia sembra andargli stretta e, quando gioca, lo fa controvoglia, dimezzando di fatto il suo valore.

3) Josè Callejon (TERLIZZI).Uno degli acquisti che dovevano far fare il salto di qualità alla Fiorentina, è un pallino di Paolo Memola che lo acquista per 170mld sperando nei suoi rinnovati bonus da centrocampista. Nei viola, però, trova una dimensione tattica che praticamente lo esclude dal gioco: quando vede il campo, lo fa fuori ruolo e spesso avulso dal contesto di squadra. Non riesce a incidere mai con un solo assist e nessun gol nelle sue misere 20 presenze, di cui solo 6 da titolare.

 

 

 

DAVIDE SESA D’ORO

Miglior new entry straniera della stagione

Il miglior straniero all’esordio in Serie A e in SerieAGreen.

1) Achraf Hakimi (EAGLES).Insieme al suo compagno negli Eagles, Osimhen, è stata una delle migliori new entry straniere del campionato. Ma a differenza del nigeriano, lui è rimasto totalmente integro per tutta la stagione, disputando 37 partite e mettendo a referto ben 8 gol e 7 assist, meglio di tanti attaccanti. Fa bene Corasaniti a prenderlo per 122mld, visto che questo esterno marocchino spadroneggia sulla fascia come pochi e saluta, dopo solo un anno, la Serie A accasandosi per 60 milioni tra le superstar del PSG.

2) Aleksey Miranchuk (DOMINGO).Chiamato a ripercorrere le orme atalantine del suo predecessore Malinovski, questo trequartista moscovita si presenta in Italia in stampelle, poi si becca il Covid per un mese e soffre l’adattamento a un calcio e una lingua che non conosce. Alla fine, però, è bravo a far valere il suo enorme potenziale in campo disputando 25 presenze con 4 gol e 1 assist e dando l’impressione – certificata da un buon Europeo con la Russia – che sia solo l’antipasto. I 103mld spesi quest’anno dal Domingo per farlo suo probabilmente non basteranno più.

3) Eldor Shomurodov (TERLIZZI).Il bottino di 8 gol e 1 assist in 31 presenze alla sua prima stagione in Italia non era certo scontato per questo attaccante uzbeko che il Genoa e il Terlizzi acquistano tra mille perplessità. L’investimento di Paolo Memola è esiguo, solo 27mld, e questo rende ancor più valorosa la scommessa fatta su un calciatore che, pur partendo spesso dalla panchina, si è guadagnato la fiducia dei suoi mister mettendo a tacere tutti coloro che, prima ancora di vederlo giocare, lo avevano già bollato come sicura meteora.

 


FRANCESCO MORIERO D’ORO

Miglior new entry italiana della stagione

Il miglior italiano all’esordio in Serie A e in SerieAGreen: non importa l’età, ciò che conta è che abbia stupito, magari mettendo anche in futura difficoltà il selezionatore della Nazionale…

1) Matteo Lovato (LUPIAE).Il Lupiae ci punta forte scegliendolo come giovane del Vivaio e trova in lui un’ottima risorsa aggiuntiva per il pacchetto difensivo. Inizia il campionato da titolare in grande spolvero nel Verona di Juric, guadagnandosi copertine e l’interesse concreto di Juventus, Napoli, Milan, Lazio e Atalanta. Difensore completo e con tanti margini di miglioramento, in questa stagione il suo valore è decuplicato anche grazie alla titolarità indiscussa nell’Under21 di Nicolato.

2) Giulio Maggiore (STAR19).Uno spezzino nello Spezia, un Maggiore alla corte di Maggiore. Con quel cognome, la sua destinazione non poteva che essere lo Star19, ma quella che doveva essere solo un’operazione romantica si è rivelata una scelta di grande lungimiranza visto che questo centrocampista ha portato a Calimera bonus e presenze. Anche lui convocato in Under21 nonostante i 23 anni, la sua prima stagione in Serie A lo ha lanciato anche tra i nomi pregiati del calciomercato.

3) Tommaso Pobega (CUSCI).Nonostante i 6 gol fatti al suo esordio nel massimo campionato, non è riuscito ad essere d’aiuto al Cusci, visto che quando segna è praticamente sempre in panchina o in tribuna. Eppure questo nazionale Under21 adesso pare addirittura rientrare nei piani del Milan di Pioli, che lo ha ripreso dal prestito dallo Spezia. La quantità e la qualità che garantisce a centrocampo, infatti, lo rendono uno dei prospetti più interessanti per il futuro azzurro.

 

 

CHI L’HA VISTO DI LEGNO

Per il giocatore “fantasma” della stagione.

Questo premio è la versione ancor più sfigata, se possibile, della maggiore delusione. Perché se quest’ultima è frutto di prestazioni opache e caterve di insufficienze, il “Chi l’ha visto?” viene usualmente assegnato a chi, contro tutti i pronostici, il campo proprio non l’ha visto. A volte perché in ospedale, palestra o infermeria. A volte perché in discoteca…

1) Aleksandar Kolarov (LABBARI).La miseria di 7 presenze con una media a dir poco imbarazzante di 5.38 per colui che l’anno scorso aveva disputato un’eccellente stagione col Lupiae. Costretto a prenderlo nel pacchetto Bastoni, Marco Tedone butta via 54mld all’Asta iniziale credendo di avere in tasca un top player foriero anche di bonus. Pia illusione per un giocatore che ha invece serenamente imboccato il viale del tramonto.

2) Stefano Sensi (AMICI).La patacca nera della sfortuna non sembra volerglisi staccare di dosso e Amici di Moira Orfei è sembrata giustappunto la squadra perfetta per lui. In sole 4 partite da titolare disputate è riuscito pure a guadagnarsi un’espulsione e un’ammonizione. Non abbastanza per evitargli la nomination dei desaparecidos, anche in considerazione del fatto che ha dimezzato anche i suoi introiti per la Nazionale.

3) Nicolò Zaniolo (TERLIZZI).Stagione a dir poco travagliata per il gioiello della Roma e della Nazionale italiana, che non riesce a vedere il campo nemmeno una volta e neppure dalla panchina. In molti, specialmente a Terlizzi, si auguravano una pronta ripresa anche in ottica azzurra, per quel ruolo da falso nove che poteva essere la vera ciliegina sulla torta di una selezione senza bomber di alto livello. Visti i precedenti, però, lui non ha fretta di accelerare i tempi di recupero e a Paolo Memola non resta che seguirlo su Instagram.

 

 

 

MIMMO CATALDO D’ORO

Miglior intuizione della stagione

La migliore intuizione è sempre quella che nasce dal nulla. L’anonimo pagato 1 in estate, il panchinaro fisso che poi ruba il posto o il gregario che imbrocca la stagione d’alto livello, per la felicità del fantallenatore che l’ha scelto.

1) Gaston Brugman (CELTIC).Quando il Celtic lo prende a 7mld all’asta iniziale, in pochi immaginavano potesse dare un rendimento così costante. Le sue doti tecniche erano note, così come la sua fragilità e una certa indolenza tattica. Quest’anno, però, nel ruolo di regista è una delle pochissime cose che hanno funzionato nel disastrato Parma e la coppia Barbaro-Santini può ancora dire di averci visto lungo, raccomandandolo anche caldamente per le nomination.

2) Gonzalo Villar (LUPIAE).Dopo un primo anno quasi sempre in panchina, in questa stagione ha avuto la sua chance e ha saputo mostrare tutto il suo talento. Luca Brindisino scova questo 23enne iberico alla fine della lista dei centrocampisti, tesserandolo per un infimo miliardo. In cambio si ritrova ben presto un titolare della Roma, che della sua capacità di lavorare palloni proprio non può fare a meno. Alla sua prima esperienza all’estero e in un club importante (prima del passaggio in Italia giocava in seconda divisione spagnola), si mette in luce anche nell’Europeo Under21 con la maglia numero 10 della sua Nazionale, confermandosi uno dei prospetti più interessanti del continente.

3) Gabriele Zappa (Terlizzi).A inizio anno sembrava dover essere chiuso da Faragò, Pisacane e Pinna. Partita dopo partita, invece, questo 21enne – già convocato e schierato da Nicolato con gli azzurrini – e proveniente dal Pescara in B che Paolo Memola si aggiudica a 7mld scala le gerarchie e si prende il posto da titolare mostrando grande dinamismo e personalità. A gennaio, infatti, saranno Faragò, Pisacane e Pinna a fare le valigie, mentre lui non mollerà più la fascia destra del Cagliari e quella del Terlizzi.

 

 

ERNESTO CHEVANTON D’ORO

Miglior rivelazione della stagione

La migliore rivelazione fa da contraltare alla meteora, ossia si tratta o del giocatore più o meno sconosciuto al primo anno di Serie A (Green) oppure del classico sottovalutato di lusso che non solo imbrocca la stagione, ma si rivela essere calciatore di spessore a lungo termine.

1) Gleison Bremer (FLIPPER).Il 24enne brasiliano è stato senza dubbio uno dei migliori difensori della stagione. Acquistato per 36mld dal Flipper, nonostante il Toro faticasse a fare punti lui era sempre l’ultimo a mollare. Con il cambio in panchina (da Giampaolo a Nicola) è rimasto la colonna principale della difesa granata e di quella grigioceleste. Oltre all’eccezionale senso della posizione e tempistica dell’intervento, quest’anno si è fatto notare per i suoi gol, ben 5, con una media voto del 6,53.

2) Weston Mckennie (DELINQUERE).Questo 22enne americano era alla sua prima stagione in Italia, dove arrivava alla Juve come oggetto misterioso. Domenico Sergi fa l’affare low-cost all’asta iniziale prendendolo a 25mld, ma viene più che ripagato vista anche la sua titolarità nello scacchiere di Pirlo. Un rendimento buono e costante (6,58 di media) condito da 5 gol e 2 assist a dir poco inaspettati, che lo attestano come una delle certezze da cui ripartiranno sicuramente i bianconeri di Allegri nonché una quasi sicura plusvalenza per il Delinquere.

3) Junior Messias (WAILERS).Un cognome che in estate suscitava più blasfemie che interesse fantacalcistico. Una storia strappalacrime che lo vedeva calciatore per hobby dopo aver staccato dal lavoro di fattorino di frigoriferi. Arrivato a 20 anni in Italia, la lunga gavetta e i tanti sacrifici lo hanno portato a guadagnarsi la Serie A a suon di gol. L’esordio col Crotone porta una media del 7,01, 36 presenze, 9 gol e 3 assist ai Wailers che lo prendono a 17 mld come quinto attaccante all’asta iniziale. Ora se lo contendono Torino e Fiorentina e difficilmente Tarantino e Calò resisteranno alla tentazione di far cassa.

 

 

CARLO OSTI D’ORO

Miglior occasione della stagione

Nel calcio come nel fantacalcio, molto spesso saper “fare i matrimoni coi fichi secchi” distingue un buon manager da un ottimo manager. In ogni asta iniziale c’è quel momento in cui gli altri sono distratti e si può fare un buon affare: meno lo si paga e meglio è.

1) Federico Di Marco (STAR19).Probabilmente la stagione dell’esplosione definitiva. Pagato solo 16mld, in 31 match giocati Di Marco ha realizzato 4 gol e 5 assist: numeri importanti, considerando che ha saputo anche reinventarsi come terzo di difesa. Tornato ancora una volta all’Inter dopo svariati anni di prestiti, la prossima potrebbe essere l’annata della consacrazione in nerazzurro. Intanto, però, lo Star19 ne ha fatto un punto fermo del suo 2020/21 sbugiardando chi lo sconsigliava a causa dei frequenti infortuni.

2) Emmanuel Gyasi (ACAB).Tanta esperienza nelle categorie inferiori prima di arrivare, a 26 anni, a esordire in Serie A. Marco Gallicchio lo prende come quarto attaccante a 11mld sperando che la crescita avuta da quest’ala ghanese prima con Marino e poi con Italiano non si arresti nel massimo campionato. E i numeri gli danno ragione: 37 presenze, 4 gol, 6 assist e una media di 6,38: un’occasione di mercato tutt’altro che scontata se si pensa che lo Spezia a inizio stagione era tra le più serie candidate alla retrocessione.

3) Adam Ounas (LUPIAE).A Napoli aveva fatto vedere solo sprazzi delle sue potenzialità, così passa al Cagliari di Di Francesco sperando di ottenere più gettoni da titolare. Il Lupiae ci punta 25 degli ultimi miliardi rimasti in cassa per gli attaccanti, ma l’algerino in Sardegna è troppo spesso chiuso dalla concorrenza. Pur coinvolto in tante trattative di mercato interno, resta a Lecce e quando a gennaio si trasferisce al Crotone, Luca Brindisino può godersi i frutti della sua semina: 4 gol, 4 assist e una media voto di 7,05, con l’indimenticabile serata di Coppa che lo erige ad eroe della stagione verdeazzurra.

 

 

GAUCHO TOFFOLI DI LEGNO

Peggior meteora della stagione

Più che meteora, il meteorite che colpisce in testa il malcapitato manager che lo ha acquistato: il campione che poteva essere, ma non è stato.

1) Viktor Kovalenko (AMICI).Trequartista ucraino dal talento troppo spesso inespresso, quando a gennaio arriva a parametro zero all’Atalanta in tanti pensano possa ripercorrere le orme del connazionale Malinovski. Giovinezza, classe ed esperienza europea sembrano essere carte più che in regola per sfondare. E invece totalizza solo 3 minuti in campo, vanificando i 99mld spesi da Amici nel mercato invernale con la speranza, rimasta vana, di dare una svolta al proprio campionato.

2) Mario Mandzukic (MOJITO). L’ennesimo forte attaccante su cui si abbatte la maledizione della maglia numero 9 del Milan. Arrivato a gennaio come vice di lusso o addirittura partner di Ibrahimovic, il Mojito lo mette al centro del proprio mercato di riparazione andando a spendere ben 303mld per accaparrarselo senza priorità. La sua, però, sarà un’inutile comparsata: una sola partita da titolare, la miseria di 207 minuti totali e nessun gol fatto lo hanno reso un pesante meteorite per i neroverdi, che speravano in lui (e in El Sharaawy) per mettere in cascina quei pochi golletti mancanti per trasformare una stagione da secondo posto in una trionfale.

3) Vedat Muriqi (TERLIZZI).Una pippa da 18 milioni: in allenamento è marcato in pantofole”. Sebbene Radu abbia rigettato per vie legali queste presunte affermazioni attribuite a Simone Inzaghi, la fantasia non è sembrata essere troppo lontana dalla realtà, al punto che il nuovo allenatore Sarri è dovuto intervenire di persona per frenare le offese dei tifosi verso l’attaccante kosovaro durante un allenamento. Un gigante che doveva essere più che il nuovo Caicedo e che invece gioca solo 7 partite da titolare segnando un insignificante gol, a fronte dei 69mld spesi per lui dal Terlizzi all’asta iniziale.

 

 

CARLO REGALIA DI LEGNO

Maggiore delusione della stagione

Grandi nomi, grandi firme e spesso anche grandi pacchi. Gente navigata, palloni gonfiati ma infine inconcludenti sono i principali candidati a questo premio.

1) Edin Dzeko (CURTALE). L’attaccante bosniaco, pagato 355mld, ha messo a segno solo 7 reti in 27 partite di campionato in quella che è stata la sua peggior stagione dal punto di vista realizzativo in Italia, a cui va aggiunto anche il litigio con Fonseca e la conseguente perdita della fascia di capitano che ha influito in negativo non solo sulla sua stagione ma anche su quella della Roma e del Curtale che, in quanto a delusioni, da Criscito a Ramsey non si è fatto mancare niente.

2) Dries Mertens (LUPIAE).Il Lupiae cercava un bomber, ha trovato un giocatore ad intermittenza, pagato 369mld, mentre l’ex Insigne faceva sfaceli in quel di Serrano. Con Hateboer, e Verdi, una delle più cocenti delusioni della stagione dei verdeazzurri, visto che la dirigenza puntava su di lui, Pulgar e Nainggolan in qualità di fuoriclasse usciti fuori dalla cantera salentina in grado di trascinare i tanti giovani in rosa. Il belga, invece, è stato perseguitato dagli infortuni, riuscendo a dare il suo contributo (9 gol e 7 assist in 29 presenze) praticamente solo nel finale di stagione.

3) Franck Ribery (PIGNA).Non poteva che essere lui il miglior rappresentante del fallimento pressoché totale del reparto d’attacco del Pigna 2020/21. Il grande campione francese, insieme ai vari Pedro e Orsolini (senza dimenticare Simeone e Pavoletti poi ceduti per Caprari e Skov Olsen), si è reso protagonista di una stagione anonima, con soli 2 gol e 6 assist all’attivo in 29 presenze. Troppo poco per colui che doveva trascinare la Fiorentina e la franchigia marchigiana verso traguardi gloriosi e che invece con ambo le maglie si è ritrovato a dover lottare per non retrocedere. Nel caso dei rosanero, senza riuscirci.

 

 

ROBERTO RIZZO D’ORO

Miglior giovane della stagione

Ci sono giovani che a inizio campionato partono con il posto da titolare, ma non tutti hanno il coraggio di scommetterci, temendo scottature. Questo premio va al giovane che si è saputo affermare sia in Serie A che in Serie A Green.

1) Mikkel Damsgaard (EAGLES).Alla sua prima esperienza all’estero, il 21enne danese ha saputo integrarsi subito bene nel campionato italiano. Nato trequartista, in 32 presenze con la Sampdoria ha giocato in diversi ruoli (da centrocampista centrale a mezz’ala, da seconda punta ad esterno sinistro), rivelandosi un giocatore versatile e dai margini di miglioramento altissimi. Un jolly capace di essere decisivo anche dalla panchina che Jos Corasaniti si assicura a 21mld: consacra la sua stagione con un Europeo sfavillante, ora è sul taccuino dei maggiori club del continente.

2) Gianluca Scamacca (TERLIZZI).All’asta iniziale era rimasto svincolato: neppure Walter Bucci ha voluto puntare su di lui nonostante la discreta stagione in B nella sua Ascoli. L’inizio di campionato sfavillante, però, lo rende subito il principale obiettivo del mercato di riparazione autunnale. Forte di testa ma dotato anche di un tiro secco e preciso, Paolo Memola fa in pratica all in aggiudicandosi per 900mld colui che probabilmente sarà il prossimo attaccante della Nazionale Italiana, viste anche le buone prestazioni all’Europeo Under21 con gli azzurrini di Nicolato.

3) Dusan Vlahovic (ACAB).Nonostante i soli 21 anni, da tempo gli addetti ai lavori si attendevano la sua esplosione, arrivata finalmente quest’anno. A godersi i 21 gol e 2 assist in 37 presenze nella Fiorentina non è il suo scopritore Marcello Simonetti, bensì Marco Gallicchio, che pur usandolo inizialmente col contagocce ne fa uno dei perni dell’organico nerogiallo. Forte fisicamente, in grado di far salire la squadra dando anche profondità alla manovra offensiva, ora il serbo è su tutti i taccuini dei maggiori club europei, ma sembra essere pronto a caricarsi nuovamente tutto il peso dell’attacco viola e della franchigia che per lui spenderà l’anno prossimo ben più dei 76mld investiti dall’Acab.

 

 

PEPPINO PAVONE DI LEGNO

Peggior affare della stagione

Riconoscimento a chi ha toppato il mercato interno, prendendo fischi per fiaschi e indebolendo clamorosamente la propria compagine a vantaggio di qualcun altro.

1) Roberto Inglese (LUPIAE).Per accaparrarselo dopo il pressoché immediato infortunio di Mertens, il Lupiae mette sul piatto del Mojito già in autunno ben 388mld, sperando in un suo rilancio dopo la solita serie di guai fisici che lo stavano mettendo ai margini del Parma. Invece si è rivelato un clamoroso flop: colui che sulla carta poteva essere un rinforzo prezioso, è sembrato aver perso certezze, sicurezza, forse anche un po’ la voglia di giocare a calcio dopo tanta sfortuna. Di sicuro ha perso il posto in campo, che vede solo 6 volte da titolare senza mai buttarla dentro.

2) Bosko Sutalo (DOMINGO).Suo malgrado si ritrova a rappresentare il chiacchieratissimo scambio messo a punto dal Domingo col Terlizzi a inizio stagione, che comprendeva i vari Chiellini, Zaniolo, Lammers, Shomurodov, Djuricic, Boga e Lozano, più 1017mld che sarebbero serviti ai partenopei per arrivare allo svincolato Scamacca. Una trattativa che ha fatto storcere il naso a tutta la Serieagreen per l’evidente sbilanciamento verso i pugliesi e che ha portato al clamoroso dietro front dopo pochi giorni. Un pessimo affare che passerà alla storia del fantacalcio e che in molti si augurano non avere emulazioni.

3) Nicolò Zaniolo (TERLIZZI).Coinvolto anche lui in quello che si può a ben diritto considerare l’affare di mercato più discusso dell’anno, in grado di sollevare un vespaio di polemiche che nemmeno una simpatica diretta televisiva è riuscita a spegnere. Il Terlizzi lo aveva ingaggiato per pochi spicci già dall’asta iniziale e, sperando in una miracolosa rinascita, non lo ha mai mollato. O quasi: Paolo Memola commette l’ingenuità di inserirlo nella trattativa col suo talent scout Marcello Simonetti, salvo poi mandare tutto a monte e riprenderselo fino alla fine dell’anno. Ma dicendo addio a quella che sarebbe stata una sicura plusvalenza.

 

 

GINO DIMITRI D’ORO

Miglior affare della stagione

Il riconoscimento a chi ha saputo far fruttare al meglio il mercato interno, traendo il massimo da uno scambio oppure da un turbinio di affari interni per poi far suo al top player all’asta riparazione.

1) Francesco Acerbi (DELINQUERE). Domenico Sergi aveva bisogno di puntellare un reparto arretrato in grande sofferenza. Dopo un’estenuante trattativa col Labbari, decide di sacrificare un altro laziale – Lazzari – per arrivare al difensore della Nazionale, che oltre a regalargli una titolarità certa in una squadra di buon livello come quella biancoceleste, gli rimpingua anche le casse con i tanti miliardi susseguenti il trionfale Europeo dell’Italia.

2) Manuel Lazzari (LABBARI).Privarsi di Acerbi non era facile, ma Marco Tedone lo fa con grande cognizione di causa, sapendo di dover sostituire un giocatore da bonus come Kurtic (ceduto al Flipper) e contando sull’apporto difensivo di altri top player fantacalcistici come Bastoni e Manolas. L’operazione win-win col Delinquere gli riesce, visto che alla fine dei giochi la media voto di Lazzari sarà superiore a quella di Kurtic ed anche la classifica stagionale gli dà ragione.

3) Martinez Quarta (CUSCI).Una delle pochissime note liete del disastroso Cusci 2020/21. Vito Lorusso punta su di lui privandosi addirittura della bandiera Ansaldi in uno scambio in cui riceve anche 50mld dal Delinquere. Preso inizialmente solo per coprire Pezzella, questo arcigno ma al contempo elegante difensore argentino diventa titolare inamovibile della Fiorentina da fine gennaio ed ora, dopo la vittoria della Copa America con la Nazionale albiceleste, pare definitivamente in rampa di lancio e già nel mirino di diverse big.

 

 

GUIDO ANGELOZZI DI LEGNO

Peggior acquisto della stagione

Il flop più pesante, quello che ha inciso in negativo sugli equilibri sportivi ed economici della squadra.

1) Francesco Caputo (TERLIZZI).L’anno scorso si è reso protagonista di una stagione incredibile, in grado di spalancargli perfino le porte della Nazionale a quasi 33 anni. Paolo Memola non resta insensibile al fascino di questa favola e decide di provare il più classico dei profeti in patria portandolo a Terlizzi con un assegno clamoroso da 534mld. La ciambella, però, non esce col buco: una stagione falcidiata dagli infortuni ne ha pregiudicato presenze e rendimento, trasformandolo in un normalissimo giocatore da doppia cifra. Non certo quello che si aspettava la piazza azzurrogranata dal suo bomber principe.

2) Paulo Dybala (CUSCI).Una si, una no, una si, una no. Da sei stagioni a questa parte il rendimento della Joya va così, come su un’altalena: facile col senno di poi affermare che c’era da aspettarselo. Con 20 presenze e 4 reti i 400mld spesi dal Cusci per accaparrarselo come primo attaccante appaiono più che uno sperpero. Un personaggio costantemente in cerca d’autore, spesso in infermeria e troppo lontano dalla porta le rare volte in cui vede il campo con continuità. Inaffidabile anche come capitano, rischia persino di diventare una minusvalenza.

3) Zlatan Ibrahimovic (AMICI).Un classico acquisto boomerang da 505mld. Più croce che delizia con 12 assenze dal campo, 1 espulsione e 3 rigori sbagliati in appena 16 gare. Più interessato al palcoscenico di Sanremo che a quello della Serie A, oltre agli infortuni a raffica denota un’inconsueta statistica di gol sbagliati che fanno mettere le mani nei capelli a Roberto Bartolomucci e a tutti i tifosi biancolilla. La versione sbiadita del campione che tutti hanno imparato a conoscere, ma che forse adesso deve realmente cominciare a fare i conti con la carta d’identità.

 

PANTALEO CORVINO D’ORO

Miglior acquisto della stagione

Il giocatore che fa la differenza, che ti fa vincere le partite anche da solo se necessario, l’incubo di ogni avversario.

1) Robin Gosens (EAGLES).I principali analisti e professoroni del fantacalcio in estate sconsigliavano di prenderlo: dopo una stagione ‘19/’20 clamorosa è impossibile che si ripeta, dicevano. Jos Corasaniti si tappa le orecchie e, con un investimento da 121mld, lo riconferma in rosa. E lui smentisce tutti, facendo addirittura meglio e consacrandosi come uno dei protagonisti dell’Europeo 2020. Classificato come difensore, è praticamente un attaccante esterno, capace di sfornare 11 gol e 6 assist facendo letteralmente la differenza con una media voto di 7,28.

2) Frank Kessie (FLIPPER).Eredita da Ibrahimovic il ruolo di leader tecnico del Milan, che trascina in Champions League anche grazie a una straordinaria freddezza dal dischetto. Soprannominato dai compagni “il Presidente”, Fabrizio Mangia lo tessera per soli 89mld e si ritrova in rosa un giocatore decisivo, fondamentale, capace anche da solo di tirare la carretta nei momenti più difficili. La sua esplosione pare dunque definitiva grazie ai 13 gol fatti, 4 assist e 7,36 di media voto: probabilmente uno dei migliori centrocampisti in Europa.

3) Luis Muriel (MOJITO).Annata pazzesca per il colombiano, in grado di incidere sempre tanto da titolare quanto da subentrante. Finalmente integro, a 30 anni non ha problemi di ruolo e trasforma in oro ogni pallone che tocca mandando in visibilio il pubblico dell’Asso di Picche di Lizzanello. Il Mojito lo fa suo a 292 mld, lo rende il top player della squadra e non sbaglia: 22 reti, 9 assist e 8,92 di media voto hanno incorniciato la sua miglior stagione in carriera.

 

 

ZDENEK ZEMAN D’ORO

Premio Fair Play al manager più sportivo della stagione

E’ probabilmente il riconoscimento più ambito in Serie A Green. A contenderselo di solito i manager che, durante la stagione, hanno saputo dare sfoggio ed esempio di correttezza, serietà e spirito sportivo, sia dal punto di vista formale che informale.

1) Roberto Bartolomucci (AMICI).Dopo l’infausta ma storica prima asta online su Skype, Roberto Bartolomucci è tornato a offrire ospitalità ai presidenti della Serieagreen in quel di Cisterna per la festa-asta iniziale 2021/22, nonostante un recente trasloco. Un appuntamento ormai fisso ma mai da dare per scontato: e già questo basterebbe per la nomination. Il manager laziale, però, ci mette il punto esclamativo facendo buon viso a cattivo gioco all’ennesima stagione da dimenticare, dando grande esempio di sportività e attaccamento allo spirito green.

2) Marco Gallicchio (ACAB).La doppia paternità gli raddoppia anche l’entusiasmo. Al grido di “Ritmo! Ritmo!”accende l’ilarità e la goliardia del gruppo con la stessa facilità con cui infiamma fumogeni, miccette e scintille in terrazzo di nascosto (dice lui…) dalla famiglia. Il “Derby della Bistecca” col Curtale è ormai diventato leggenda: non si capisce da quanto tempo sia in palio questa cena e chi dovrà, un giorno, pagarla. L’uscita dalla lotta scudetto non lo placa più di tanto e alle 7 di mattina dell’ultima giornata è lì a mettere la formazione per non falsare la lotta salvezza: passione ed esaltazione sempre, al di là del risultato.

3) Gigi Maggiore (STAR19).Detentore da due anni consecutivi della Lampioka Fair Play e ormai habitué di questa nomination, tuttavia trova sempre e comunque un modo nuovo per legittimare la sua presenza. Averci raccontato per tutto l’anno la cronaca settimanale del campionato mettendoci la faccia in qualsiasi situazione personale e lavorativa pur di non mancare l’appuntamento è qualcosa che va ben oltre la mera gratificazione giornalistica. La sua costante presenza allegra e scanzonata nel gruppo è fondamentale anche nei momenti più difficili del secondo lockdown. Dulcis in fundo, si accolla perfino l’onere di aggiornare il Regolamento ufficiale mettendo mano (e testa) a tutte le norme votate ma non ancora non revisionate e relativi commenti e segnalazioni con ordine e pazienza fuori dal comune (nonostante l’imminente arrivo di Pantaleo).

 

 

PANCHINA DI LEGNO

Peggior allenatore della stagione

Il riconoscimento che va al mister che non è stato capace di gestire al meglio la propria rosa, sbagliando moduli, capitani, formazioni in generale.

1) Marco Gallicchio (ACAB). La rosa che gli era stata allestita dalla dirigenza giallonera era da scudetto, ma neanche quest’anno – e con un Cristiano Ronaldo nella faretra – Marco Gallicchio è riuscito a portare il primo storico tricolore a Novoli. La squadra è sembrata vivere di alti e bassi, preda della gestione confusionaria dello spogliatoio da parte del manager salentino, che nello schierare la formazione non ha saputo bilanciare l’ingombrante presenza di CR7 – mai veramente ambientatosi al Pellissier-Di Natale – col resto del gruppo. Giocatori come Mkhytarian, Soriano o lo stesso Vlahovic, a turno hanno sofferto la centralità di Ronaldo nel progetto di gioco. E lo stesso portoghese, non abituato a vedere minata la sua leadership, ha troppo spesso deluso. Risultato: il sogno scudetto svanisce così come era nato e in coppa finisce esiliato negli anonimi Playout di Europa Green.

2) Vito Lorusso (CUSCI).Il detentore della Panchina d’Oro incappa nel contrappasso e si trova inevitabilmente invischiato in questa nomination dopo una stagione da incubo. Mai in controllo della sua rosa, sbaglia tutto lo sbagliabile praticamente ogni weekend, lasciando bonus su bonus in panchina e talvolta addirittura in tribuna. Non è un caso che la sua squadra sia costantemente citata tra i Flop della settimana, con ben 14 menzioni negative tra punteggio e giocatori. Per trovare qualcuno che abbia fatto peggio del magro bottino di 14 punti messi insieme dal Cusci bisogna addirittura risalire alla stagione 2007/08, coi 12 punti del Modiasparà di Magurano. Dai record positivi a quelli negativi è stato una attimo per il manager lucano, che ricorderà a lungo quest’annata stregata della cui matassa non è stato mai in grado di trovare il bandolo.

3) Luigi Antonio Maggiore (STAR19).Aveva in mano una macchina da corsa che però ha sempre ingolfato sul più bello. Il progetto tecnico illustrato alla dirigenza per l’asta iniziale era ben preciso: puntare sul 4-2-4. Ed è stato accontentato. Ma quando si è reso conto che così facendo lasciava puntualmente gol e bonus in panchina, non ha saputo correggere il tiro con un piano B. In altre parole, il suo fondamentalismo tattico non ha pagato, anzi: ha sicuramente inibito la società dall’imbastire trattative per cedere pezzi pregiati ma costantemente in esubero al fine di rinforzarsi in qualità e quantità dove serviva. Un intestardirsi che lo ha estromesso troppo presto dalla lotta al titolo prima e addirittura dalla zona Champions poi, relegandolo dulcis in fundo all’ultimo e umiliante posto nello Scalone.

 

 

PANCHINA D’ORO

Miglior allenatoredella stagione

La scelta giusta alla giornata giusta, la consegna in orario, non si distrae facilmente e sa anche contraddire i media.

1) Luca Brindisino (LUPIAE). Dall’autogestione fino alla reggenza Canà, il Lupiae deve fare i conti dalla prima all’ultima giornata con l’inclemenza del Chiappometro che ne taglia gambe e ambizioni. La spina dorsale Hateboer-Veretout-Mertens non è mai praticamente stata schierata al completo e i salentini si sono appigliati all’ottima cerniera difensiva milanese Kjaer-Skrinar e alle sfuriate sardo-brasiliane di Joao Pedro. Ciononostante la squadra ha tenuto fede al motto “il Lupiae non muore mai” lottando sempre fino al 95° e trovando risorse inesplorate tanto nei giovani quanto nei veterani. Per nulla aiutato dal mercato, alla fine conquista una meritata salvezza all’ultima giornata con le unghie e con i denti nonché la prima Green Cup in bacheca nella storica finale vinta contro i cugini del Curtale (con tanto di sbocciata in cortile).

2) Jos Corasaniti (EAGLES). Quarto posto in campionato e prima Champions Green battendo in finale la corazzata Flipper e vanificando i sogni di Double di Fabrizio Mangia. Il manager calabrese quest’anno sembra aver finalmente imparato le severe lezioni che il campionato gli ha impartito in passato, gestendo egregiamente la tanta qualità della sua rosa anche negli elementi meno pubblicizzati come la bandiera Milenkovic, Nandez, Jankto o il cavallo di ritorno Hernani. Subito a suo agio con la nuova regola del cambio modulo, riesce sempre a trovare la quadra anche sperimentando tattiche inedite e riuscendo a sopperire all’inefficienza di un reparto d’attacco con pochissimi voti a disposizione.

3) Fabrizio Mangia (FLIPPER). Solo lui sa quanta gavetta ha fatto per arrivare a questi livelli. Per anni in Serieagreen ha fatto la squadra materasso: chi vince esulta, chi perde impara. E lui ha imparato, ha vinto ma anche visto vincere, scalando progressivamente le gerarchie del campionato (e del Ranking) fino a diventare, oggi, l’unico manager della Serieagreen ad aver vinto 3 Scudetti (e 2 Champions) nell’Era Moderna. Il tutto con una gestione della rosa impeccabile: ha beccato tutto quello che si poteva beccare, dai gol di Bremer alla doppietta di Zaza, dai bonus di Zappacosta a quelli di Spinazzola, addirittura gli exploit di Vulic e Mandragora. E con un Chiappometro praticamente a saldo zero significa che è tutta farina del suo sacco.

 

 

SCRIVANIA D’ORO

Miglior presidente della stagione

Questo premio va a chi ha messo in piedi la rosa più competitiva, sapendo gestire bene l’equilibrio acquisti-cessioni, dall’inizio alla fine, negli scambi interni come negli esterni.

1) Stefano Linciano (MOJITO). Senza ombra di dubbio il Re del Mercato 2020/21. Attento a non svenarsi all’asta iniziale (il più pagato è Muriel: 292mld), parte e arriva da chip leader pur facendo una marea di transazioni ma riuscendo a mantenere sempre il saldo positivo per l’equilibrio della squadra e le casse neroverdi, anche quando la scelta tecnica si rivela meno azzeccata del previsto. Pagare Nzola 800mld, ad esempio, sarebbe stata una mazzata per chiunque. Lui, invece, che gran parte di quei soldi li aveva ricavati dalle astute cessioni di Silva e Inglese, se ne fa una ragione e riparte. Rifila Bonazzoli al Flipper per 200mld e prende il meglio (sempre sulla carta) anche all’asta invernale. Secondo in Campionato, terzo in Champions (memorabile il 7-2 ai Wailers nella finalina), chip leader con oltre 1000mld a fine stagione, senza contare la caterva di denari finitigli nelle tasche grazie a una meravigliosa collezione di figurine azzurre: gestione societaria maniacale ma di vertice, sempre in attesa della meritata ciliegina sulla torta.

2) Fabrizio Mangia (FLIPPER).Entra nella storia della Serieagreen vincendo lo scudetto numero 3, il secondo negli ultimi tre anni, e sfiorando anche la Champions. E lo fa senza avere in rosa neppure un giocatore da 300mld (il più costoso è Berardi: 289mld) e spendendo massimo 209mld (per Karsdorp) nel mercato di riparazione. Un’impresa favolosa il cui merito va ascritto alle grandi capacità manageriali del presidente grigioceleste, che opera una sapiente gestione di plus e minus in estate e poi non ha paura di cedere o investire, vedendo premiato il suo dinamismo commerciale nei risultati come nel bilancio continuativo (755mld). Mangia, infatti, allestisce un collettivo senza prime donne ma con pochi punti fermi dal posto assicurato come Handanovic, Spinazzola, Kessie o Insigne. Oltre al gioco delle coppie ormai marchio di fabbrica serranese, all’asta si assicura un pool di rigoristi coi quali affronta senza paura – e spesso battendole – anche squadre sulla carta più forti e impartendo anche quest’anno una severa lezione di fantacalcio a tutti.

3) Angelo Tarantino e Alessandro Calò (WAILERS).Canovaccio che vince non si cambia. E per poco non concede il bis. Tarantino e Calò danno coerentemente seguito alla strategia d’asta che li ha portati in pochi anni ai vertici della Serieagreen, spendendo niente tra portieri e difesa, puntando un solo top player in mezzo (Chalanoglu, 258mld) e facendo all in sulla riconferma di Lukaku. Tra i tanti acquisti azzeccati (vedi rinascita di Candreva o esplosione di Ilic) a fare la differenza sono stati gli attaccanti del Crotone, Simy e Messias. Nonostante la pessima annata dei calabresi, infatti, i due si sono distinti con prestazioni fantacalcisticamente monstre che hanno contribuito a portare a Copertino una Supercoppa, una semifinale di Champions, il terzo gradino del podio in campionato e, ça va sans dire, la Classifica Marcatori, con conseguente opportunità di concorrere per il Trofeo Green e la Coppa InterconGreenentale 2021/22. Una coppia affiatatissima che ormai ha smesso di stupire, occupando stabilmente un posto nel gotha della Serieagreen.

 

 

 

SCRIVANIA DI LEGNO

Peggior presidente della stagione

Ci sono annate in cui si sbaglia tutto, si compra a troppo e si rivende a poco, si investe male e si ripara peggio.

La scrivania di legno è forse il premio che nessuno vorrebbe ricevere.

1) Roberto Bartolomucci (AMICI).Ci risiamo. Con questa sono ben cinque le retrocessioni consecutive per la franchigia che è pur sempre ancora sul podio del Ranking Green. Una stagione addirittura peggiore di quella che gli costò l’ultimo posto nel 2016/17, inaugurando un trend negativo da cui i pontini non si sono più ripresi. Completamente dipendenti da Ibrahimovic, quando lo svedese ha smesso di fare il superuomo (presto, in verità) i biancolilla si sono letteralmente persi nel nulla, non trovando nell’organico allestito da Bartolomucci nessuno in grado di prendere per mano la squadra. Un crollo certificato dal mercato di riparazione invernale, dove i 720mld spesi per Musacchio, Strootman, Kovalenko e Torregrossa non hanno minimamente spostato gli equilibri di un campionato che lo ha ancora una volta visto recitare il ruolo dello sparring partner anche di società molto meno blasonate.

2) Walter Bucci (PIGNA).La stagione del post-CR7 (che pure, budget alla mano, si poteva tranquillamente confermare all’asta iniziale evitando una clamorosa minusvalenza di 99mld!) è stata un fiasco totale per i rosanero. Le troppe partite sotto la soglia dei 60 punti hanno rispecchiato l’inadeguatezza di una rosa di cui l’annata choc di Sirigu e l’asfissia totale del reparto avanzato sono stati i principali anelli deboli. Il manager marchigiano ci ha messo ampiamente del suo, trovandosi a un certo punto addirittura senza portiere e non dando mai l’impressione di voler chiaramente imprimere una svolta attraverso il mercato. Un 2020/21 sotto standard e senza giustificazioni, iniziato dal principio con maligni presagi per la scelta di Diallo nel Vivaio che lo ha subito messo in cattiva luce su tutte le pagine dei giornali.

3) Vito Lorusso (CUSCI).Se gli avessero chiesto di immaginare la stagione più brutta possibile, forse non sarebbe stato capace di osare così tanto. Dopo che l’anno scorso a suon di record aveva vinto lo “scudetto morale” della Serieagreen, l’effetto ascensore era più che prevedibile. Ma qui si è andati oltre, e l’ascensore del Cusci si è da subito trasformata in una trivella impazzita che ha scavato e scavato fino agli abissi più profondi del fantacalcio. Ai 700mld spesi per gli acquisti nefasti di Dybala e Gomez, si vanno ad aggiungere i 241 del disgraziato trio juventino Alex Sandro, Rabiot e Bentancur, più i 135 per la coppia di portieri Montipò-Skorupski con un rapporto qualità-prezzo davvero troppo scadente. Unico largamente sotto i 2000 punti nella classifica generale (1905,5), la sfortuna è un alibi che regge fino a un certo punto, perché Lorusso ha più volte avuto la possibilità di disfarsi dei suoi pacchi, stravolgere la rosa e tentare il tutto per tutto, ma non ha avuto l’intraprendenza di buttarsi. Nemmeno per rimpinguare un bilancio continuativo deficitario in vista di tempi migliori.

 

 

 

3 pensieri riguardo “La Piazzetta dello Sport presenta: Nominations 2020/21

  • 28 luglio 2021 in 17:24
    Permalink

    letto una volta, troppo poco per commentare.
    da rileggere, magari sotto effetto dopa, per lasciarmi andare al flusso dei pensieri

  • 7 agosto 2021 in 10:51
    Permalink

    Mi sa che st’effetto dopa è durato troppo Domè….

    Grazie a tutti coloro che hanno votato, ma anche a coloro che si sono legittimamente o smemoratamente astenuti.

    Sarebbe bello consegnare i diplomi nel preserata di venerdì 3 settembre, magari con una diretta streaming per chi non potesse essere presente.
    Ma su questo passo la palla ai più esperti.

  • 9 agosto 2021 in 08:50
    Permalink

    Rettifica.
    Gli astenuti sono 3 e non 4.
    L’ultima votazione è arrivata il 7 agosto: non in data utile per essere conteggiata tra i votanti (due giorni di ritardo) ma tale da poter essere considerata “scheda nulla” e non astensione.

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