La Piazzetta dello Sport presenta: Nominations 2018/19

Col fiatone ma ci sono, ora non resta che votare: ecco le 35 Nominations di quest’anno.

COME SI VOTA:

Il voto è segreto e si esprime via e-mail all’indirizzo luca.brindisino@gmail.com, via whazzup o tramite facebook ma sempre in forma privata.

– Ogni franchigia può votare una sola volta; è ammessa l’astensione per una o più nomination.

– Non verranno accettati voti poco chiari o poco intellegibili: si vota scrivendo nome del premio e nome del votato.

Non votate o commentate sotto questo post nel rispetto della segretezza dell’urna.

Si può votare entro e non oltre le ore 11 di lunedì 1 luglio 2019!

Buon divertimento!

 

PENNA D’ORO “TORGIO GIOSATTI”

Miglior contributo giornalistico della stagione.

Il riconoscimento a chi ha saputo arricchire di verve, informazione e fantasia la routine della Serie A Green.

1) Il Fattone Quotidiano (P. Memola) Esordisce con lo scoop in anteprima sulla cessione di Lautaro Martinez e non si ferma più: una new entry clamorosa. http://www.serieagreen.it/un-nuovo-fattone-quotidiano/

2) Il Gazzettino Domenghino (M. Simonetti) Immancabile presenza tra le rotative della Serieagreen, si supera con le card per l’All Star Game 2019. http://www.serieagreen.it/all-star-game-corato-2019/

3) Qui Londra (L. Maggiore) Impaginazione vintage e penna appuntita per il tabloid britannico a firma Filippo e Panaro, capaci di inventare di sana pianta addirittura un cruciverba ispirato alla Serieagreen. http://www.serieagreen.it/qui-londra-il-cruciverbone-della-serie-a-green-a-cura-di-filippo-e-panaro/ 

 

CURVA D’ORO

Miglior coreografia della stagione.

Tra campagne abbonamenti, coreografie,striscioni, volantini e manifesti,la Serie A Green si riempie facilmente di colori durante la stagione.Dai grafici di professione ai dilettanti allo sbaraglio,tutti si cimentano e in qualsiasi caso le risate non mancano: quali ti sono piaciute di più?

1) Abbiamo Ancora Fame (Wailers) Grandi investimenti societari nella stagione post-scudetto per aumentare la grandeur di una società che si conferma ai massimi livelli della Serieagreen. http://www.serieagreen.it/campagna-abbonamenti-18-19-a-c-boca-wailers/

2) C’mon Eagles (Eagles) Con poche parole e immagini suggestive, la dirigenza calabrese azzecca l’operazione di marketing strizzando l’occhio al mercato colombiano. http://www.serieagreen.it/campagna-abbonamenti-20182019-old-eagles-014/

3) Riaccendi La Passione (Star17) Rientro in pompa magna in Serieagreen per il Kitty’s In Coola: coadiuvato dall’esperto ufficio stampa anglo-giamaicano, Maggiore ha lanciato un vero e proprio tormentone da qui ai prossimi anni. http://www.serieagreen.it/resoconto-video-del-ritiro-balneare-kitty-sin-coola-star17-le-immagini-in-esclusiva/

 

MATUSA D’ORO

Miglior pensionamento della stagione.

Il miglior giocatore che a fine stagione appenderà le scarpe al chiodo o volerà verso campionati molto remunerativi ma fuori dai riflettori.

1) A. BARZAGLI (Curtale) Difensore dal petto enorme e lo sguardo buono, non ha nulla della lucida follia di Bonucci o della spigolosità di Chiellini, con cui per anni ha formato il temibile trio difensivo soprannominato “la BBC”. Campione del Mondo 2006, in questa sua ultima stagione ha accettato umilmente di fare la chioccia dello spogliatoio ed è giustamente stato acquistato dal Curtale ad aprile per potergli rendere i giusti onori.

2) D. DE ROSSI (Celtic)Il 30 ottobre 2001 al 71° di un inutile Roma-Anderlecht di Champions League entrava in campo, al posto di Ivan Tomic, tale Daniele De Rossi, un biondino con il numero 27. Non era un predestinato ma si è costruito il successo da bandiera della Roma e Campione del Mondo 2006 con umiltà e sacrificio, arrivando all’apice quando veniva accostato a Lampard e Gerrard sebbene l’etichetta di “Capitan Futuro” gli fosse rimasta appiccicata addosso nonostante l’età avanzata e una carriera quasi interamente vissuta all’ombra di Francesco Totti. Come il Capitano, anche lui lascia tra le lacrime dell’Olimpico, anche se non è detto che smetta di giocare.

3) S. PELLISSIER (Acab) Dopo gli addii al calcio di Di Natale e Palombi, quello dell’attaccante valdostano segna probabilmente la definitiva conclusione del ciclo dell’Acab delle bandiere. Marco Gallicchio sfoggia la sua maglietta numero 31 (che sarà ritirata dal Chievo) appena può e il toccante saluto del Bentegodi non ha fatto che testimoniare la bontà della carriera di questo bomber di provincia che a Verona ha toccato quota 500 presenze e 130 gol in 17 stagioni consecutive dal 2002 ad oggi.

 

 

RENATO OLIVE D’ORO

Miglior rotto ma incorrotto.

Colui che pur infortunato da stagione finita è stato comunque tenuto in squadra in quanto bandiera, plusvalenza o per il bene dello spogliatoio.

1) D. CONTI (Domingo) Marcello Simonetti ne ha fatta una bandiera, avendolo lanciato ai tempi d’oro dell’Atalanta. Purtroppo sin dal suo primo approdo in maglia Milan il fisico non gli ha dato tregua, ma la dirigenza partenopea ha resistito alla tentazione di svincolarlo ricavandone 12 presenze e 2 assist.

2) J. CUADRADO (Mojito) Un infortunio al menisco lo tiene fuori da dicembre ad aprile, ma Linciano decide ugualmente di tenerlo in rosa nonostante la titolarità fosse comunque tutt’altro che garantita. E invece, complice l’ennesimo scudetto natalizio della Juve, al rientro le gioca tutte da titolare (con 1 assist).

3) D. PEROTTI (Wailers) Un guaio dopo l’altro nella prima parte di stagione, Tarantino e Calò hanno deciso comunque di non privarsi della propria bandiera. Smaltiti tutti i problemi, l’argentino li ha risarciti chiudendo il campionato con 5 gol in 13 gare.

 

 

DANNY DICHIO DI LEGNO

Peggior cornuto, mazziato e cacciato di casa della stagione.

Il giocatore infortunato, magari preso già infortunato e atteso finchè la pazienza non ha retto più. E dunque poi svincolato durante la stagione.

1) G. BONAVENTURA (Delinquere) Domenico Sergi lo aveva fatto rientrare alla base strappandolo al Lupiae – che ne aveva fatta una bandiera – a suon di miliardi, 170 per la precisione. Ma il suo campionato finisce già a novembre per l’ennesimo crack al ginocchio. A Reggio però non riceve lo stesso trattamento di Lecce e finisce svincolato a gennaio per Krejci.

2) M. PJACA (Cusci) C’è poco da dire. Quando entra è inesistente, anche se prova sempre a farsi vedere. Ancora una stagione sfortunata, complici i problemi alla schiena nel girone d’andata e, soprattutto, della rottura – l’ennesima – del crociato. Silurato.

3) S. VRSALJKO (Labbari) Parecchi problemi fisici e pochissimo minutaggio per il croato, dal quale in molti si aspettavano certamente di più. Tra questi Marco Tedone, che dopo averlo pagato 71 all’asta se l’è visto rispedire a Madrid a metà stagione senza neanche ricavarne una precedenza. 

 

 

DANIELE FAGGIANO D’ORO

Miglior investimento della stagione.

Il giocatore acquistato durante le aste di riparazione e pagato poco poiché sfuggito agli occhi di tutti.

1) J. BOGA (Pigna) Arrivato l’estate scorsa per 3,5 milioni di euro dal Chelsea, nella prima parte di stagione non ha avuto molto spazio nello scacchiere di De Zerbi. Da quando ha iniziato a giocare, però, questo esterno molto rapido, tecnico e abilissimo nelle situazioni di 1 vs 1 ha trovato una continuità di voti positivi devastante, diventando un’arma in più per la conquista del podio da parte del Pigna, che per lui aveva investito a settembre la miseria di 7mld.

2) K. MALCUIT (Domingo) A settembre quello scambio a bocce ferme con Djimsiti a parametro zero (6mld) sembrava una stravaganza senza senso. Invece Simonetti pesca un altro jolly dal mazzo, ritrovandosi un terzino destro di squadra top con spiccata propensione offensiva, classico giocatore tutta-fascia che ama partecipare all’azione con inserimenti e sovrapposizioni. 

3) C. ROMERO (Curtale) Era arrivato in Liguria tra l’indifferenza generale, la stessa riservatagli dai manager della Serieagreen in estate. Il ventunenne argentino ci ha messo qualche giornata prima di meritarsi un posto da titolare e il Curtale lo prende in autunno a 36mld per completare il reparto. Una volta scalate le gerarchie del Grifone non ha più mollato il posto, dimostrando di poter stare tranquillamente a questi livelli ed attirando le attenzioni della Juve.

 

 

ANTONIO TESORO DI LEGNO

Peggior investimento della stagione.

Il giocatore acquistato durante le aste di riparazione e pagato troppo poiché ha deluso tutte le aspettative.

1) M. GABBIADINI (Eagles) A soli 28 anni, ci siamo già rassegnati a non aspettarci più niente da uno che verrà ricordato nella categoria degli attaccanti schiacciati dalla presenza di Higuain a Napoli. Molto tecnico, ma su un piede solo, con un gran tiro ma pochi modi per costruirsi una conclusione, pigro nei movimenti e non così reattivo in area di rigore, a Genova e Catanzaro mette in mostra tutti i suoi limiti alla non modica cifra di 787mld.

2) J. MARIO (Domingo) Arrivato da campione d’Europa per 45 milioni, il portoghese non ha mai convinto nella sua permanenza all’Inter, tanto da rimanere svincolato a settembre di quest’anno. Il primo momento di difficoltà di Nainggolan gli ha regalato qualche sparuta presenza proprio a cavallo dell’asta autunnale, quando la premiata ditta Simonetti-Alaimo stacca per lui un assegno da 600mld. Sprecati, si capisce, dal momento che non diventa nemmeno precedenza rifiutando a gennaio ogni possibile destinazione.

3) S. OKAKA (Amici) La parabola di questo ex azzurro continua. Dalla Champions a 17 anni alla serie B, dall’esplosione in maglia Samp all’esilio inglese, il suo ritorno in Italia non è stato scintillante. Bartolomucci, che doveva sostituire un signore chiamato Higuain, si ritrova a pagare per lui 690mld, ritrovandosi la punta (non titolarissima) di una squadra in lotta per la salvezza che sigla un gol da svincolato a gennaio, l’altro a marzo e due doppiette alla terzultima e alla penultima. Abbastanza per salvare l’Udinese, non Amici.

 

 

FRANCESCO MORIERO D’ORO

Miglior new entry italiana della stagione

Il miglior italiano all’esordio in Serie A e in SerieAGreen: non importa l’età, ciò che conta è che abbia stupito, magari mettendo anche in futura difficoltà il selezionatore della Nazionale…

1) C. CIANO (Domingo) I 7 gol realizzati quest’anno sono meno della metà rispetto a quanti ne ha siglati lo scorso in Serie B, eppure fantacalcisticamente è stato una garanzia. Nonostante giocasse col Frosinone, l’impressione che potesse segnare contro chiunque ci offre la quasi certezza che questo sia stato il primo ma non l’ultimo campionato in Serie A.

2) G. DI LORENZO (Flipper) Il crack difensivo per eccellenza: 5 gol e 3 assist per il terzino che fino a due anni fa giocava nel Matera (in Serie C) e che il Flipper si porta a Serrano per 50mld. La sua prima stagione nella massima serie si è chiusa con 30 presenze, 2 reti realizzate, la meritatissima convocazione in Nazionale e il passaggio in un top team come il Napoli.

3) L. PELLEGRINI (Acab) Reduce da un brutto infortunio al crociato, quest’anno Di Francesco lo lancia (anche in Champions) come riserva di Kolarov a 19 anni. Nella seconda parte di stagione con la maglia del Cagliari (e dell’Acab), si è distinto con buone prestazioni sia in fase di possesso sia difensivamente. Addirittura mezzala nell’Under20, la Roma pensa bene di privarsene e lui ovviamente finisce nelle spire della Juve.

 

 

SERGIO VIGNONI DI LEGNO

Come peggior “ogni lasciata è persa” della stagione.

A volte si svincolano giocatori credendoli inutili e invece poi esplodono e, spesso, qualcun altro se li gode… Il riconoscimento va, appunto, al giocatore acquistato al posto di quello poi esploso…

1) C. CAPUANO (Amici) Uno di quei giocatori il cui destino fantacalcistico è quello di cambiare innumerevoli casacche ogni anno. Stavolta finisce con quella di Amici, che per prenderlo ha svincolato Ter Avest (poi ingaggiato dal Delinquere), che a sua volta aveva tesserato per 89mld in cambio di Pasqual che fin lì aveva giocato poco. Il terzino dell’Empoli, poi, finirà a parametro zero al Lupiae dove sarà titolare segnando anche una rete prima di essere monetizzato all’Acab, tra i rimpianti dei tifosi biancolilla.

2) A. IACOBUCCI (Lupiae) Dopo il flop da 166mld di Marchetti, il Lupiae prende Bardi sperando soffi il posto al caro Sportiello. Quando al Genoa arriva Jandrei, non ha precedenze per coprire Radu e prende Nicolas pensando di poter arrivare a Musso degli Eagles, per i quali raccatta anche Rosati. Quando si ritrova con Sportiello in mano, prende Iacobucci come suo secondo, ma sarà proprio Bardi a giocare le ultime partite in Serie A del Frosinone.

3) A. MATRI (Curtale) Un vecchio leone che ormai non ruggisce più. Uno dei suoi rari graffi lo mette a segno poco prima dell’asta invernale, convincendo il Curtale a tesserarlo svincolando Lapadula, fin lì desaparecido al Genoa. Il finale di campionato, però, sorride all’italo-peruviano che sgomita nell’attacco rossoblu ricavando 8 preziose presenze e 1 gol che avrebbero fatto certamente comodo a Dario Brindisino.

 

 

DAVIDE SESA D’ORO

Miglior new entry straniera della stagione

Il miglior straniero all’esordio in Serie A e in SerieAGreen.

1) L. PAQUETÀ (Curtale) A gennaio arriva al Milan per un sacco di soldi (35 milioni) e altrettanti (411mld) ne spende il Curtale per accaparrarselo, dopo che in una manciata di partite aveva già dimostrato di essere un giocatore vero con grandi potenzialità dall’alto dei suoi soli 21 anni.

2) K. PIATEK (Eagles) Da Cracovia con furore. Arrivato ad agosto come riserva di Lapadula per 4,5mln di noccioline, il 23enne si è subito imposto come un protagonista alla sua prima stagione in Serie A, con un investimento di soli 173mld.

3) C. RONALDO (Pigna) Il digiuno di gol nelle prime tre giornate aveva spaventato tanti, ma non Walter Bucci, visto che la Serieagreen partiva proprio alla 4° di campionato. Da lì in poi solo successi e una conferma: è un fenomeno.

 

 

GAUCHO TOFFOLI DI LEGNO

Peggior meteora della stagione

Più che meteora, il meteorite che colpisce in testa il malcapitato manager che lo ha acquistato: il campione che poteva essere, ma non è stato.

1) A. LA GUMINA (Star17) La sua prima, negativa, stagione in Serie A finisce già a marzo. Pagato ben 9 milioni dall’Empoli in estate, doveva essere il “nuovo Immobile” e Maggiore lo scova a 70mld scandagliando i fondali dell’Adriatico. Appena 2 gol in 22 presenze, in Toscana fa rimpiangere Donnarumma, mentre in Grecìa Salentina ad aprile lascia il posto all’altra meteora Leris.

2) R. OLSEN (Wailers) La terrificante media di 4,39 fa ancora più specie se pensiamo si tratti del portiere della Roma, pagato in estate dai Wailers 155mld. Il compito di far dimenticare ai romanisti l’annata straordinaria di Alisson gli riesce fino a un certo punto, ma ai primi errori capitola mentalmente fino alla panchina fissa con l’arrivo di Ranieri. Pare sia già ai saluti.

3) L. STULAC (Terlizzi) Si presentava ai nastri di partenza del campionato come uno dei potenziali assi in ascesa dopo un ottimo campionato di B col Venezia. Nonostante i 24 anni, però, lo sloveno è presto sparito dai radar dopo l’inizio da titolare, scalzato dal non irreprensibile Scozzarella che lo ha costretto a guardare i compagni praticamente sempre dalla panchina. Lo rivedremo in A?

 

LUIGI GARZYA DI LEGNO

Peggior capitano della stagione

Un riconoscimento sia a chi ha affossato la propria squadra a base di insufficienze con la fascia al braccio, ma anche a chi non ha saputo trainarla e rappresentarla come solo il capitano può fare.

1) E. DZEKO (Cusci) Gran parte delle insufficienze da capitano le ha prese con la maglia dell’Acab, ma nei mesi col Cusci non è neanche riuscito a raggiungere la doppia cifra di reti: decisamente troppo poco. Simbolo della stagione fallimentare dei lucani in cui è mancata la leadership anche di altri giocatori top come Alex Sandro, Pjanic o Callejon.

2) M. ICARDI (Flipper) Il prototipo di quello che non dovrebbe essere un capitano. Poteva essere uno dei migliori affari della stagione, ma la conclude con un rigore sbagliato dopo essere stato diverse settimane addirittura fuori rosa per essersi rifiutato di scendere in campo dopo che gli era stata tolta la fascia. Il trionfo del Flipper è frutto del collettivo, non certo del carisma di gente come lui o Dybala.

3) K. GERVINHO (Star17) Arriva in un complesso scambio col Lupiae per fare il top player e trascinatore delle chiocciole grìke, lui che invece è veloce come una scheggia. Suo malgrado diventa capro espiatorio di una stagione in cui Maggiore sbaglia 12 volte il capitano ottenendo un saldo negativo di -1,5 punti. Solo Eagles e Acab hanno fatto peggio, ciononostante non sono retrocesse.

 

 

ALESSANDRO CONTICCHIO D’ORO

Miglior capitano della stagione

Il contrario del peggior capitano di cui sopra.

1) F. CAPUTO (Mojito) Se il Mojito ha azzeccato 18 volte il capitano con 18 punti di bonus totali il merito è anche suo, che con la fascia al braccio insufficienze non ne ha prese mai (8 volte +1,5, 1 volta nullo) disputando un campionato a dir poco commovente.

2) D. MERTENS (Domingo) All’inizio sembrava indietro nelle gerarchie di Ancelotti. Il belga è invece riuscito a farsi trovare pronto segnando 16 gol – uno in meno di Milik – conditi da 9 assist e sfornando prestazioni da capitano vero per il suo Domingo, che azzecca il bonus carisma per 18 volte.

3) C. RONALDO (Pigna) Il campione portoghese è stato, ovviamente, il capitano fisso in 23 gare su 30 del Pigna e in ben 17 occasioni ha portato il bonus, risultando insufficiente solo in 2 casi. Nessuno in Serieagreen come lui quest’anno: per il Pigna ben 28,5 punti di bonus capitano in totale.

 

 

GRAZIANO PELLE’ D’ORO

“Segnatevi questo nome” della stagione

Quante volte si prende un giocatore che proviene dalla Primavera, magari spesso manco convocato, giusto come ‘riempimento’? Spesso, direte voi. Meno spesso, però, capita che questi ‘riempimenti’ esplodano. Ma quando succede, anche se da gennaio o solo nel finale di stagione, è giusto sottolinearlo. E segnare i nomi sul taccuino.

1) I. BENNACER (Cusci) Se Dragovski è stato preso più per necessità, su questo algerino Vito Lorusso ci aveva puntato 20mld fin dall’estate. Piroette, protezioni palla in mezzo ad avversari molto più prestanti, dribbling in zone rischiosissime di campo, passaggi di mezz’esterno: questo 21enne porta sul campo la sfrontatezza unica e inimitabile dei giocatori nordafricani, che si sublima nel rapporto privilegiato col pallone. Ne sentiremo parlare.
2) M. DEMIRAL (Curtale) Alzi la mano chi lo conosceva prima del suo arrivo a Sassuolo lo scorso gennaio. Il centrale turco ha conquistato tutti nel giro di pochissimi mesi: solido ed efficace in entrambe le aree di rigore si è guadagnato immediatamente il posto di titolare tra i neroverdi ed anche una spasmodica attenzione da parte delle big. Il Curtale lo ha acquistato ad aprile strappandolo alla concorrenza con 65mld ma ricevendo in cambio una media-voto da top player del reparto arretrato.
3) I. RADU (Lupiae) Partito inizialmente come riserva del ben più esperto Marchetti, il giovane rumeno ha assaporato la titolarità alla sesta giornata per non mollarla più. Con il passare delle giornate è aumentata la sua sicurezza tra i pali e di conseguenza il livello delle sue prestazioni, diventando una colonna del Lupiae, dove era approdato in estate per 1mld. Questa stagione rappresenta per lui un punto di partenza, confermata da un ottimo Europeo Under21.

 

 

DELIO ROSSI D’ORO

Miglior resurrezione della stagione

Questo premio va a chi, considerato bollito, oppure messo fuori rosa o in lista per il trasferimento, riemerge dal periodo buio per regalare soddisfazioni ai manager che, seppur con la tentazione di cederlo, hanno saputo insistere e puntare su di lui.

1) K. GERVINHO (Star17) Una stagione di primissimo livello impreziosita da 11 reti e 3 assist. L’ivoriano è tornato a risplendere come ai vecchi tempi, quando con le maglie di Lille, Arsenal e Roma faceva impallidire le difese avversarie con le sue ripartenze micidiali e con i guizzi letali in area di rigore.

2) P. LIROLA (Lupiae) Ha 21 anni e un’accelerazione pazzesca. Terzino moderno, completo e polivalente, dopo la scorsa annata negativa al Flipper viene fuori dall’infortunio e risorge in tutto il suo splendore con la maglia del Lupiae, risultando uno dei difensori più decisivi con i suoi 6 assist e 2 gol.

3) A. PETAGNA (Delinquere) Era arrivato per 62mld a Reggio Calabria con la fama dell’attaccante che ha scarso feeling con la porta. Con 16 gol all’attivo, invece, lo spallino firma la sua migliore stagione in carriera: quella della resurrezione.

 

 

DAVOR VUGRINEC D’ORO

Miglior esplosione della stagione

Il giocatore che più di tutti ha moltiplicato il proprio valore di mercato grazie a prestazioni di livello che lo metteranno nel mirino di grandi club.

1) J. ANDERSEN (Cusci) Approdato a Genova nella scorsa sessione estiva dal Twente e già provato nelle ultime partite dello scorso campionato da Giampaolo, in questo suo primo anno da titolare il suo valore è passato da 2 ai 50 milioni richiesti da Ferrero per cederlo. Ottima sensibilità tecnica nell’impostazione da dietro, predilige il gioco corto e basso ma fa del suo fisico di 192 cm un imponente punto di forza. Il Cusci lo prende a 23mld ma potrebbe non ricavarne una plusvalenza.

2) R. DE PAUL (Acab) In tanti si aspettavano un rendimento da top player del reparto, ma il fantasista argentino è andato decisamente oltre ad ogni più rosea previsione caricandosi Acab e Udinese sulle spalle e portandole alla salvezza a furia di gol ed assist. Secondo marcatore tra i centrocampisti alle spalle del solo Ilicic, il numero 10 giallonero ha fornito anche 7 assist, terminando l’annata con una fantamedia decisamente positiva (6,81) nonostante i 3 rigori falliti.

3) S. SENSI (Amici) Qualità, personalità e cervello: con un po’ di (colpevole?) ritardo, a 24 anni finalmente esplode questo regista arrivando anche in Nazionale. Dribblato lo scomodo paragone di “nuovo Pirlo”, quest’anno ha imparato anche a incassare i colpi sopperendo ai suoi 168 cm con la lotta, l’aggressività e l’anticipo in mezzo al campo. Poi, quando è chiamato ad impostare il gioco, le sue qualità vengono fuori con prepotenza: lucidità nel passaggio, precisione, capacità di giocare di prima intenzione e anche un buon destro dalla distanza.

 

 

DANIELE CACIA DI LEGNO

Peggior implosione della stagione

Il giocatore che era atteso alla conferma o al riscatto e che invece si è accartocciato su sé stesso, finendo per dimezzare il proprio valore di mercato.

1) S. MILINKOVIC-SAVIC (Mojito) Assoluto protagonista l’anno scorso con 12 reti, le sirene estive hanno forse destabilizzato il serbo che non è mai riuscito a fare la differenza in campionato (solo 5 gol). Depresso e demotivato dalla stagione anonima della Lazio, ora il suo valore è drasticamente sceso e anche i 221mld spesi dal Mojito a settembre paiono un’enormità.

2) G. SIMEONE (Lupiae) Dopo le 14 reti dell’anno scorso, lo Star17 spende per lui 420mld ma capisce ben presto che è il caso di disfarsene per evitare una minus. Si fa sotto il Lupiae, ma dopo un inizio incoraggiante e complice l’arrivo a Firenze di Muriel, l’argentino conferma di essere incappato in un tunnel senza uscita di digiuni e insufficienze a raffica.

3) S. VERDI (Domingo) Bandiera del Domingo, arrivato finalmente al Napoli ha però deluso. La concorrenza in campo, unita a un infortunio tra ottobre e dicembre e un rendimento altalenante, classificano inevitabilmente la sua annata come insoddisfacente. Dopo averlo pagato 25 milioni al Bologna, De Laurentiis è praticamente certo di ricavarne una minusvalenza. Sarà così anche per i 91mld di Simonetti?

 

 

LORENZO STOVINI D’ORO

Miglior stakanovista della stagione

Questo riconoscimento premia il giocatore che ha fruttato più presenze possibili alla sua squadra. Possibilmente con una media alta…

1) F. CAPUTO (Mojito) All’alba delle 32 primavere, quando ti appresti a mettere piede in quella chiamata “terza età calcistica”, fare 16 gol in Serie A disputando in maniera eccellente tutti i 3654 minuti – recuperi compresi – della stagione senza mai essere sostituito è un doppio traguardo, frutto di dedizione e allenamento maniacale. 

2) A. CRAGNO (Celtic) Titolare indiscusso a partire dal 2017, nelle ultime due annate tra i pali del Cagliari ha dimostrato di meritare alla grande la massima categoria, grazie a una continuità di rendimento con pochi eguali che gli ha portato in dono la Nazionale maggiore. Un 2018-19 spettacolare con 38 presenze su 38 in cambio degli 85mld spesi per lui dal Celtic.

3) L. SKORUPSKI (Pigna) È stata la vera sorpresa del campionato del Bologna. Arrivato in estate a soli 72mld, Bucci si è ritrovato in casa una saracinesca su cui ha potuto sempre contare: è sceso in campo in tutte le 38 partite di Serie A, giocando tutti i minuti della sua squadra: 56 reti incassate e ben 10 ‘clean sheet’.

 

 

 

CHI L’HA VISTO DI LEGNO

Per il giocatore “fantasma” della stagione.

Questo premio è la versione ancor più sfigata, se possibile, della maggiore delusione. Perché se quest’ultima è frutto di prestazioni opache e caterve di insufficienze, il “Chi l’ha visto?” viene usualmente assegnato a chi, contro tutti i pronostici, il campo proprio non l’ha visto. A volte perché in ospedale, palestra o infermeria. A volte perché in discoteca…

1) M. CALDARA (Eagles) La sua cessione in estate ha scatenato grande indignazione tra i tifosi della Juventus. Ad avere un bel da fare, invece, sono stati i medici del Milan, dato che nell’infermeria di Milanello è stata una presenza fissa: 0 presenze, zero, in stagione.

2) S. KHEDIRA (Celtic) Che il fisico non lo sorreggesse più come una volta si era capito. Ciononostante era lecito aspettarsi da lui molto di più che le sparute 10 presenze collezionate in campionato, visto che Barbaro e Santini se lo erano aggiudicato in estate alla importante cifra di 100mld.

3) C. THEREAU (Pigna) L’attaccante francese, arrivato in Sardegna dalla Fiorentina a gennaio, non ha vissuto un’esperienza positiva in maglia rossoblù. Appena 5 presenze, praticamente sempre per spezzoni di gara, senza reti e senza convincere nessuno, tantomeno Bucci che ci aveva puntato 110mld e una precedenza a febbraio.

 

 

 

MIMMO CATALDO D’ORO

Miglior intuizione della stagione

La migliore intuizione è sempre quella che nasce dal nulla. L’anonimo pagato 1 in estate, il panchinaro fisso che poi ruba il posto o il gregario che imbrocca la stagione d’alto livello, per la felicità del fantallenatore che l’ha scelto.

1) O. AINA (Eagles) Pagato solo 16mld a settembre, è stata una delle sorprese positive della stagione con le sue 30 presenze totali. Mazzarri è riuscito a plasmarlo come esterno basso completo, tanto da garantirgli un posto da titolare nell’attuale Coppa d’Africa con la sua Nigeria dopo la mancata convocazione ai Mondiali di Russia 2018. Ottimo recuperatore di palloni, fa dell’esplosività la sua arma migliore, essendo dunque un avversario complicato da affrontare negli uno contro uno in entrambe le fasi, attraverso un mix eccellente di atletismo, tecnica e costanza.

2) F. SANTANDER (Curtale) Arrivato in Italia (dalla Danimarca) tra lo scetticismo generale, è stato capace di farsi strada come un machete guadagnandosi settimana dopo settimana i galloni della titolarità nel Bologna ma soprattutto nel boccheggiante attacco del Curtale. Dario Brindisino aveva riposto molte speranze in lui, comprandolo come terza punta per 27 dei soli 43mld che gli erano rimasti. Per quanto grezzo e maggiormente interessato dall’efficacia delle sue azioni che non dall’estetica, El Ropero (“l’armadio”) ha lasciato il segno nella stagione degli arancioblu.

3) N. ZANIOLO (Domingo) Con una mossa decisamente inaspettata, Di Francesco lo ha fatto esordire in Champions League al Bernabeu contro il Real Madrid. Qualche settimana prima, in maniera ancora più scioccante, Mancini lo aveva convocato in Nazionale senza nemmeno una presenza in Serie A. Ma il primo a vederci lungo è stato, come spesso accade, Marcello Simonetti, che all’asta iniziale lo prende come nono centrocampista a 1mld.

 

 

 

VALERI BOJINOV DI LEGNO

Peggior giocatore andato “via col vento” a metà della stagione.

Il giocatore che, specialmente se in maniera inattesa, inguaia il proprio mister andandosene dalla Serie A in gennaio. Magari pagato pure tanto…

1) K.P. BOATENG (Terlizzi) All’asta di settembre Memola era convinto di aver fatto il colpo: un centrocampista che gioca al centro dell’attacco di De Zerbi come falso nove. 190mld: boom. E così è stato fino a gennaio: 4 gol e 2 assist in 13 partite prima di salutare la Serie A per andare, tra lo sbigottimento dei tifosi del Terlizzi, a Barcellona.

2) M. HAMSIK (Labbari) Deludente nella prima parte di stagione nel nuovo ruolo ritagliatogli da Ancelotti, è poi volato in Cina a mercato invernale chiuso lasciando a mani vuote e con una precedenza quasi inutile Marco Tedone, che in estate se l’era aggiudicato come top player per 149mld.

3) M. ZAJC (Amici) Partito come gioiello dell’Empoli e dell’Acab (pagato 130mld), Amici fiuta l’affare e lo prende insieme a Cutrone per Badelj e Di Francesco. Ma da lì in poi lo sloveno prima retrocede a riserva con l’arrivo sulla panchina empolese del più sparagnino Iachini, poi viene addirittura ceduto a gennaio al Fenerbahçe gettando nello sconforto i tifosi biancolilla già stramazzati dopo l’addio di Higuain.

 

 

 

ANDREA ESPOSITO D’ORO

La miglior convocazione inattesa della stagione

Ogni anno la Nazionale riserva delle piacevoli sorprese. Che sia un esordio assoluto o un ritorno in grande stile, tutto fa brodo quando si tratta di Azzurro.

1) G. DI LORENZO (Flipper) Chi aveva seguito la serie B nella scorsa stagione ne aveva già intuito le potenzialità, ma in pochissimi si sarebbero aspettati un suo così grande impatto nel nostro massimo campionato. Anche se ha già 25 anni, per la cronica assenza di terzini nella Nazionale rappresenta una boccata d’ossigeno.

2) M. KEAN (Mojito) Probabilmente non avevamo un giocatore con questo potenziale mainstream dai tempi del primo Balotelli. E come Balo ha i numeri del predestinato. È stato il primo 2000 a tagliare diversi traguardi: esordio in Champions League, gol in Serie A, gol in Under 21 ma soprattutto esordio in Nazionale e gol alla prima da titolare in azzurro.

3) N. ZANIOLO (Domingo) Anche la convocazione di Gianluca Mancini avrebbe meritato questa nomination, ma il giovane toscano quest’anno è un asso piglia tutto che non lascia le briciole nemmeno ai compagni di squadra. Il CT lo chiama che nemmeno ha esordito in A (in carriera da professionista aveva solo 7 partite in B con l’Entella nel 2016/17): da lì in poi l’azzurro non lo molla più.

 

 

CARLO OSTI D’ORO

Miglior occasione della stagione

Nel calcio come nel fantacalcio,molto spesso saper “fare i matrimoni coi fichi secchi”distingue un buon manager da un ottimo manager.In ogni asta iniziale c’è quel momento in cui gli altri sono distrattie si può fare un buon affare: meno lo si paga e meglio è.

1) P. GOLLINI (Curtale) L’unico vero e volpino sussulto del Curtale all’asta iniziale, dopo il quale la verve di Dario Brindisino si spegnerà definitivamente. Nella ressa dei portieri, nella quale qualcuno rimane anche senza titolare, lui piazza prima il colpo Berisha a 11mld, affiancandolo poi a Gollini preso per 23mld. Gli estremi difensori dell’Atalanta, insomma, a 34mld: un affare colossale e, con molta probabilità, irripetibile.

2) J. ILICIC (Eagles) Ci ha messo un po’ a ingranare a causa di un’infezione batterica che gli ha fatto passare una brutta estate. Forse per questo a Jos Corasaniti per confermarlo sono bastati solo 91mld. Quando ha recuperato, però, non l’ha fermato più nessuno: 12 gol e 7 assist in 31 partite, due triplette e una doppietta, miglior centrocampista per la seconda stagione di fila. Un vero e proprio gioiello.

3) PUSSETTO (Wailers) Fra i meriti che vanno ascritti a Tarantino e Calò per la buona stagione disputata da campioni in carica nonostante la spada di Damocle dell’ascensore, c’è certamente quello di aver scoperto questo 23enne argentino. Pagato soli 23mld a settembre, ha totalizzato ben 35 presenze disimpegnandosi in tantissimi ruoli diversi dell’attacco con un bottino di 4 gol e 5 assist. Sarà uno dei pilastri della futura Udinese e tra i più contesi nel prossimo fantacalcio.

 

 

ERNESTO CHEVANTON D’ORO

Miglior rivelazione della stagione

La migliore rivelazione fa da contraltare alla meteora, ossia si tratta o del giocatore più o meno sconosciuto al primo anno di Serie A (Green) oppure del classico sottovalutato di lusso che non solo imbrocca la stagione, ma si rivela essere calciatore di spessore a lungo termine.

1) C. KOUAME (Wailers) Questo giovanissimo ivoriano ex Cittadella è stato capace di mettere a ferro e fuoco le difese avversarie anche in A grazie alla sua straripante velocità. Per i Wailers è stato un fattore importante, soprattutto per averlo preso come quinta punta a 38mld ricevendo in cambio 4 reti e 5 assist che, assieme alle prestazioni convincenti, lo hanno reso uno dei migliori investimenti stagionali.

2) R. ORSOLINI (Domingo) Se Benassi non si può definire una rivelazione per quanto abbia disputato la miglior stagione in carriera (CT Mancini, occhio!) questo attaccante del Bologna l’anno scorso era rimasto decisamente sgonfio rispetto alle aspettative. Sotto la guida di Filippo Inzaghi il ventiduenne non aveva particolarmente brillato, ma con l’avvento di Mihajlovic ha avuto spazio e fiducia e lui ha ripagato con una serie di prestazioni da urlo. Un finale di stagione davvero sopra le righe, tanto da convincere la dirigenza felsinea a spendere 15 milioni di Euro per il suo riscatto, dopo che il Domingo per confermarlo in estate ne aveva sborsati solo 9.

3) E. PULGAR (Flipper) Scoperto dall’Acab che lo aveva segnalato al Lupiae durante un’asta iniziale di qualche anno fa, sembrava essere poco più che un discreto giocatore. Nella difficile stagione del Bologna, anche lui inizia così e così ma poi si mette in moto e nel girone di ritorno esplode letteralmente. Tutti i calci da fermo sono suoi: ci prova da ogni posizione, pure da calcio d’angolo. Mihajlovic, che qualcosina di calci piazzati ne capisce, gli affida pure i penalty e il cileno non sbaglia mai, dimostrandosi cecchino decisivo per la vittoria dello scudetto del Flipper che su di lui aveva investito solo 41mld.

 

 

CARLO REGALIA DI LEGNO

Maggiore delusione della stagione

Grandi nomi, grandi firme e spesso anche grandi pacchi. Gente navigata, palloni gonfiati ma infine inconcludenti sono i principali candidati a questo premio.

1) F. BERNARDESCHI (Amici) Doveva essere l’anno della definitiva consacrazione. In estate Allegri spende ottime parole su di lui, provandolo addirittura anche da mezzala e lasciando intendere che, al di là del ruolo, avrebbe praticamente giocato sempre. Una speranza che si rivela ben presto vana e che segna un netto passo indietro, almeno sul piano della continuità, per l’azzurro, che Bartolomucci aveva riportato a Cisterna in estate per 130mld.

2) D. COSTA (Lupiae) Pedina fondamentale nella scorsa stagione, era atteso da tanti per la definitiva consacrazione in A. Tra squalifiche e infortuni, il brasiliano ha patito la concorrenza di Dybala e Mandzukic e lo Star17, che lo aveva acquistato in estate per ben 220mld, se ne disfa girandolo al Lupiae. Maggiore beccherà contro il suo +3 da capitano nel SuperClassico, ma sarà il suo unico gol stagionale, contro le 4 reti e 13 assist del 2017/2018.

3) P. SCHICK (Delinquere) Per fare riprendere colui che era arrivato nel 2017 come l’acquisto più oneroso nella storia della Roma, i dirigenti capitolini gli hanno addirittura affiancato un mental coach personale. Di Francesco con lui le ha provate tutte: esterno nel tridente, trequartista dietro Dzeko, anche seconda punta affianco al bosniaco. Nessuna soluzione si è rivelata efficace e il ceco si è ritrovato ad essere, anche quest’anno, una lussuosissima riserva per la disperazione di Domenico Sergi.

 

 

 

GINO DIMITRI D’ORO

Miglior affare della stagione

Il riconoscimento a chi ha saputo far fruttare al meglio il mercato interno, traendo il massimo da uno scambio oppure da un turbinio di affari interni per poi far suo al top player all’asta riparazione.

1) F. GHOULAM (Cusci) Dopo un’asta iniziale da dimenticare e terrorizzato dalla concreta possibilità di retrocedere, per di più senza portieri titolari, Vito Lorusso era chiamato a un vero e proprio miracolo sportivo, che non poteva non passare dal mercato interno. Con pazienza, dedizione e una buona dose di stalking, il manager lucano intreccia infiniti affari multipli come quelli per i portieri Dragovski e Provedel (Star17 e Curtale) e, ciliegina sulla torta, l’accoppiata Mario Rui (Pigna) e Ghoulam (Terlizzi), quest’ultimo scambiato alla pari col panchinaro Tonelli.

2) L. PAVOLETTI (Acab) Costretto a rimboccarsi le maniche dopo l’affrettata cessione di Dzeko al Cusci, a gennaio Marco Gallicchio si rivolge a un Jos Corasaniti affamato di soldi e precedenze per fare all in all’asta invernale. E con una cifra tutto sommato onesta (650mld) riesce a strappargli Leonardo Pavoletti, che in maglia giallonera segnerà una decina di reti decisive per la salvezza.

3) D. ZAPATA (Curtale) Dopo aver floppato l’attacco all’asta iniziale, Dario Brindisino si ritrova a dover vendere Dybala già in autunno. Gli acquirenti sono tanti, ma per equilibri di formazione il manager pontino deve coprire Barrow ed è in pratica costretto a puntare Zapata del Terlizzi, che prende insieme a Matuidi. Il cambio di casacca fa esplodere il colombiano: prima 1 gol in 13 giornate, poi 22 e 7 assist fino a fine stagione. Nella valigia da Terlizzi ad Aprilia ha infilato anche la Champions.

 

 

 

PEPPINO PAVONE DI LEGNO

Peggior affare della stagione

Riconoscimento a chi ha toppato il mercato interno, prendendo fischi per fiaschi e indebolendo clamorosamente la propria compagine a vantaggio di qualcun altro.

1) M. ANTENUCCI (Acab) Leggenda narra che al momento di cedere Dzeko (in odor di minusvalenza) al Cusci, Vito Lorusso abbia chiesto a Marco Gallicchio di scegliere una contropartita tra Callejon e Antenucci. Il manager novolese ha scelto il secondo, caricandosi un panchinaro fisso della Spal e trovandosi costretto a correre subito ai ripari sul mercato per evitare la retrocessione.

2) E. GIACCHERINI (Amici) In autunno Bartolomucci lo preleva dal Curtale sperando di incamerare i gol che avrebbero salvato Amici e il Chievo. In cambio cede Correa, in quel momento riserva di Luis Alberto. Alla fine Correa disputerà un’ottima stagione, mentre Giaccherini probabilmente la sua peggiore in carriera, culminata dal clamoroso autogol al 94° contro il Sassuolo. Il Chievo retrocederà, Amici pure.

3) J. SUSO (Terlizzi) Emblema del disastroso mercato stagionale del Terlizzi. Partito con Zapata, lo cede per Dybala ma, deluso dalle prestazioni della Joya, Paolo Memola lo scambia alla pari col Flipper per lo spagnolo, che però entra in una crisi di astinenza da gol senza fine, venendo spesso sostituito e non riuscendo a raddrizzare le sorti dei pugliesi in campionato.

 

 

PANTALEO CORVINO D’ORO

Miglior acquisto della stagione

Il giocatore che fa la differenza, che ti fa vincere le partite anche da solo se necessario, l’incubo di ogni avversario.

1) K. PIATEK (Eagles) Ad agosto si presenta con un poker al Lecce in Coppa Italia, eppure non sono i manager salentini ad accaparrarselo bensì uno calabrese. E a soli 173mld. Niente a confronto delle 22 reti messe a segno tra Genoa e Milan: nemmeno il temuto cambio di casacca a gennaio ha fermato la prolificità del pistolero polacco, vero e proprio crack di stagione.

2) F. QUAGLIARELLA (Labbari) Nonostante i 36 anni, gioca con l’entusiasmo e l’energia di un debuttante, assicurando al Labbari gol e prestazioni da urlo. Con 26 reti si è laureato capocannoniere, vincendo la concorrenza di fuoriclasse del calibro di Ronaldo e attaccanti che hanno vissuto un’annata da sogno come Duvan Zapata. Una stagione indimenticabile, condita anche da 7 assist. Un esempio per i giovani, anche e soprattutto quelli della Nazionale.

3) C. RONALDO (Pigna) La “sentenza lusitana”. Così lo hanno soprannominato a Folignano per la sua prevedibile capacità di incidere sulle partite, con buona pace di tutti gli avversari che sanno già di partire con un gol di svantaggio contro di lui. Pagato 701mld all’asta iniziale, non batte per un miliardo il record detenuto da Ibrahimovic come giocatore più costoso della Serieagreen. Ma li vale tutti: 10,04 di fantamedia green e 21 gol fatti in 31 partite, alla faccia dei suoi 34 anni.

 

 

GUIDO ANGELOZZI DI LEGNO

Peggior acquisto della stagione

Il flop più pesante, quello che ha inciso in negativo sugli equilibri sportivi ed economici della squadra.

1) G. HIGUAIN (Amici) Il mezzo anno al Milan e ad Amici è stato un completo disastro. Sentitosi uno scarto della Juve, ha annaspato in un vortice di rabbia e fastidio (emblematico il rosso allo Juventus Stadium dopo il rigore sbagliato), andando a rompere quanto di buono lo aveva portato ad essere il miglior attaccante della Serie A. Con la testa più pesante dei chili di troppo, a gennaio fugge in direzione Londra segnando inevitabilmente anche il destino di Amici.

2) J. PASTORE (Pigna) Pupillo del d.s. Patruno, doveva essere la spalla ideale di CR7 al Pigna. Considerato il costo del cartellino (195mld) il suo flop è stato clamoroso: l’argentino ha giocato pochissimo falcidiato dagli infortuni. Ma quando è sceso in campo ha dimostrato poco carattere, facendo vedere solo a sprazzi il suo grande talento. Forse anche vittima di un grande equivoco tattico, è stato letteralmente oscurato da Zaniolo.

3) M. PJANIC (Cusci) È stato uno dei giocatori dal rendimento più calante dell’intera stagione, anche se nella Juve non è facile giocare male. Il Cusci, però, ne ha risentito eccome: senza più punizioni da calciare, pochi palloni recuperati, ancor meno contrasti vinti e passaggi vincenti (complici anche i tanti km percorsi in campo per equilibrare la presenza di CR7), si è rivelato ben lontano dall’essere quel fulcro del gioco a cui ci aveva abituato. E per il quale Lorusso ha speso a settembre ben 200mld.

 

 

 

ROBERTO RIZZO D’ORO

Miglior giovane della stagione

Ci sono giovani che a inizio campionato partono con il posto da titolare, ma non tutti hanno il coraggio di scommetterci, temendo scottature. Questo premio va al giovane che si è saputo affermare sia in Serie A che in Serie A Green.

1) F. RUIZ (Lupiae) Il Napoli ha pescato il jolly in Spagna e gli osservatori del Lupiae non se lo sono fatto sfuggire. Un campione vero, potenzialmente più forte di Pogba o Milinkovic-Savic (grandi rimpianti verdeazzurri), che Luca Brindisino pesca tra lo scetticismo generale a soli 51mld. Centrocampista di lotta e di governo e unico “italiano” nel giro della nazionale maggiore, a soli 23 anni il futuro è tutto suo. Altro che “riserva di Zielinski”.

2) H.J. TRAORE (Acab) Comprato a 3mld, è una delle poche note liete dell’Acab di quest’anno, insieme all’italiano De Paoli. Classe 2000, all’Empoli con più di 1600 minuti giocati è tra gli U-20 più utilizzati nei 5 più importanti campionati europei. Tecnica, fisico e intelligenza tattica, l’ivoriano già nella primavera toscana era paragonato a Nainggolan. La Juventus lo ha già fatto suo soffiandolo alla Fiorentina.

3) N. ZANIOLO (Domingo) Scaricato dalle giovanili della Fiorentina passa all’Entella, debutta in B e finisce alla Primavera dell’Inter, con cui vince uno scudetto con 14 gol e 8 assist. Incredibilmente viene inserito come contropartita tecnica nella trattativa che porta Nainggolan in nerazzurro e la Roma gode. Il Domingo lo prende diciannovenne sconosciuto e si ritrova un campione, titolarissimo e (testa permettendo) dal futuro assicurato.

 

 

PANCHINA D’ORO

Miglior allenatore della stagione

La scelta giusta alla giornata giusta, la consegna in orario, non si distrae facilmente e sa anche contraddire i media.

1) D. BRINDISINO (Curtale) Un’altra asta iniziale rivedibile, un’altra stagione raddrizzata dalla panchina. Fino all’ultima giornata nessuna inferiorità numerica, porta ad Aprilia la terza Champions in quattro anni.

2) W. BUCCI (Pigna) Con una rosa non costruita da lui si piazza capolista fin dalle prime giornate, cedendo solo al rush finale e piazzandosi comunque sul podio con solo 1 punto in classifica sprecato a causa di scelte sbagliate di formazione.

3) M. SIMONETTI (Domingo) Doveva riscattare un’annata a dir poco deludente (Panchina e Scrivania di Legno) e lo fa sbagliando raramente il capitano nonostante non abbia il top player da 6,5 fisso e lottando fino all’ultimo per lo scudetto.

 

 

PANCHINA DI LEGNO

Peggior allenatore della stagione

Il riconoscimento che va al mister che non è stato capace di gestire al meglio la propria rosa, sbagliando moduli, capitani, formazioni in generale.

1) J. CORASANITI (Eagles) Guida una fuoriserie come fosse una vecchia Fiat 126. La rosa degli Eagles 2018/19 sembrava quella di un fantacalcio a 10 o a 12 squadre, ma il mister calabrese non è riuscito nemmeno a condurla in zona Champions, sbagliando capitani, lasciando in panca 17 reti e bruciando 20 punti in classifica. Il Trofeo Green vinto ai rigori non può salvare la stagione.

2) L. MAGGIORE (Star17) Rientro a dir poco traumatico in Serieagreen dopo cinque anni di assenza, il mister di Calimera ricomincia da dove aveva lasciato, ovvero l’ultimo posto in classifica. Il saldo dei capitani è negativo e la miseria di 15 punti con 3 vittorie e addirittura 21 sconfitte sono il frutto di soli 1943,5 punti totalizzati in stagione e 9 inferiorità numeriche.

3) D. SERGI (Delinquere) Seconda retrocessione di fila in un incubo fantacalcistico infinito. La società le prova tutte per rendere la squadra competitiva, ma il mister calabrese non riesce mai a invertire la rotta, sbagliando per ben 16 volte la scelta del portiere e lasciando per strada addirittura 86,5 punti (e 18 punti in classifica).

 

 

SCRIVANIA D’ORO

Miglior presidente della stagione

Questo premio va a chi ha messo in piedi la rosa più competitiva, sapendo gestire bene l’equilibrio acquisti-cessioni, dall’inizio alla fine, negli scambi interni come negli esterni.

1) S. LINCIANO (Mojito) Una rosa fatta con la testa e con il cuore, forse anche troppo, visto che al momento di cedere i pezzi pregiati fuori forma non se la sente e continua così. Sulla carta ogni società vorrebbe un organico del genere, mix incredibile di giovani (e italiani) e top players che sarà difficile affrontare anche al pleistescion. Dirigenza più che mai serissima che non trascura (e vince) neppure l’InterconGreenentale.

2) V. LORUSSO (Cusci) Dopo l’ennesimo pasticcio coi portieri lavora giorno e notte per rimettere in sesto la squadra, salvarla ed evitare la Cucchiara di Legno. Ci riesce (anche grazie ai suoi buoni uffici notturni coi piani alti) compiendo un vero e proprio miracolo grazie anche a un’abile strategia di mercato interno mirata soprattutto a indebolire le dirette concorrenti per non retrocedere.

3) F. MANGIA (Flipper) La stagione dei sogni. Dieci anni dopo il primo tricolore, a Serrano bissano i festeggiamenti dopo un’annata in cui tutto ha girato per il verso giusto. I grigiocelesti si dotano sin dall’inizio di un grande ufficio stampa, capace di tenere botta anche nei momenti più difficili, quando le punzecchiature non mancano e la concentrazione rischiava di disperdersi in chiacchiere.

 

 

SCRIVANIA DI LEGNO

Peggior presidente della stagione

Ci sono annate in cui si sbaglia tutto, si compra a troppo e si rivende a poco, si investe male e si ripara peggio.

La scrivania di legno è forse il premio che nessuno vorrebbe ricevere.

1) P. BARBARO e S. SANTINI (Celtic) Altra stagione anonima, la seconda consecutiva, per il duo laziale. Conducono un mercato a dir poco deficitario: l’unico scambio interno è stato quello col Domingo per Rog, strapagato 153mld più la precedenza Dessena, per poi vederlo volare a Siviglia pochi giorni dopo. Non agganciano la zona Champions nonostante i pochissimi punti subiti in tutta la stagione.

2) R. BARTOLOMUCCI (Amici) Alla terza retrocessione di fila, la crisi della società biancolilla sembra essere irreversibile. I danni fatti tra mercato interno ed esterno non si contano, in una stagione in cui hanno fallito tutti i principali e più costosi acquisti. Fuori fase, mai sul pezzo e il secondo posto nel Ranking si allontana.

3) M. GALLICCHIO (Acab) Anche quest’anno si salva per il rotto della cuffia mandando sull’orlo di una crisi di nervi l’intero ambiente novolese. La vittoria in Europa Green è una foglia di fico sull’ennesima stagione di basso profilo, caratterizzata da scelte di mercato più in uscita che in entrata e che non sono mai riuscite a far cambiare marcia e mentalità a una squadra fondamentalmente mediocre.

 

 

ZDENEK ZEMAN D’ORO

Premio Fair Play al manager più sportivo della stagione

È probabilmente il riconoscimento più ambito in Serie A Green. A contenderselo di solito i manager che, durante la stagione, hanno saputo dare sfoggio ed esempio di correttezza, serietà e spirito sportivo, sia dal punto di vista formale che informale.

1) L. MAGGIORE (Star17) Il suo ritorno in Serieagreen deflagra in maniera devastante con un impatto positivo sull’entusiasmo di tutta la truppa fin dall’estate. Lo spirito old school unito alle moderne iniziative di marketing tengono sempre “accesa la passione” e rendono la sua nuova vita fantacalcistica un trionfo assoluto, al di là di qualsiasi risultato sportivo.

2) S.M. PATRUNO (Pigna) Con un grande gesto di fair play salva la baracca Green presentandosi all’asta come d.s. dello zampariniano Pigna, incapace di organizzarsi con un sostituto mettendo a rischio l’intera stagione. Grazie al pronto intervento di due potenti intermediari (che qui lasceremo anonimi), gli bastano pochi minuti per convincersi a presentarsi a Cisterna e costruire una rosa capace di lottare per il titolo, nonostante la ruggine fantacalcistica.

3) A. CALÒ e A. TARANTINO (Wailers) L’anno del primo scudetto era stato caratterizzato da tante, troppe polemiche. L’arrivo del MLM Calò sembrava indirizzato ad un’ulteriore carico a spade, invece si rivela vincente portando serenità e goliardia all’intero ambiente, Tarantino in primis. Esemplare il fair play con cui accettano di buon grado la penalizzazione dopo l’errore clamoroso in sede di asta invernale.

 

Torgio Giosatti

2 pensieri riguardo “La Piazzetta dello Sport presenta: Nominations 2018/19

  • 1 luglio 2019 in 14:02
    Permalink

    Torgio on fire anche quest anno!
    Insuperabile!

  • 1 luglio 2019 in 23:17
    Permalink

    La Pigna Picena Football Club ha Votato.

    Un grazie enorme a Mr. Green.

    Walter Bucci

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