La Piazzetta dello Sport – Finale di stagione 2015/16

Cusci volant, record manent

Coppa Serie A Green
Lorusso vola in campionato ma anche dalle scale, ubriaco marcio durante la festa scudetto coi tifosi.
E’ lo stesso Higuain ad accompagnarlo in ospedale, poi scrive sui social:
“Presidente, basta battute sugli scogli. Ora siamo pari”.

Ci perdoneranno lotitiani e puristi del liceo classico se il nostro remake del celebre motto latino risulta sgrammaticato nei tempi e nei modi, ma mai come in questo caso ci premeva arrivare alla sostanza più che alla forma. La cavalcata appena conclusasi del Cusci Team, infatti, è di quelle che rimarranno scolpite nella storia chissà per quanti anni a venire, come incisioni nella pietra che difficilmente il tempo riuscirà a scalfire. Perfino i meno avvezzi al pallottoliere stavolta non potranno esimersi dal prendersi cinque minuti di silenzio da dedicare all’ammirazione, come dinanzi ad un’opera d’arte, di tutti i record che i lucani hanno battuto, anzi abbattuto, in questa stagione, che praticamente dalla 11’ giornata in poi non si è più giocata per quanto riguarda la lotta scudetto. Anche per questo motivo, ci sembra futile e banale soffermarci in questa sede sui 45 – quarantacinque, si – gol di Higuain o sulle mosse tattiche e di mercato di Vito Lorusso, poiché sarebbero tutte frecce tolte all’arco delle nomination. Preferiamo, invece, dare un’altra chiave di lettura a questo 2015/16 rifacendoci ad una massima di uno dei presidenti più chiacchieroni della Serieagreen, Marco Tedone: “Non ho tempo di impegnarmi come fate voi: io lavoro”. Un luogo comune che non merita neanche mezza riga di commento, ma che nasconde in sé un principio di verità: il fantacalcio è un impegno, che in quanto tale richiede di starci un minimo con la testa. L’altra faccia della medaglia, però, è che a questo impegno corrispondono diverse soddisfazioni, divertimento in primis, ma anche tante altre piccole cose come i rapporti personali mantenuti anche a distanza di tempo, chilometri e stili di vita, cose che della vita appunto sono il sale. Troppo spesso capita di avere a che fare con persone infelici o diversamente felici, schiave di una quotidianità che magari non hanno scelto o schiacciate da impegni che avrebbero preferito non prendere. E quando chiedi loro “Cosa riempie la tua vita?” sei fortunato se ti senti rispondere un libro, un film o una buona birra. Tutte comunque gratificazioni individuali, niente di collettivo, di condiviso, di fatto insieme a qualcun altro. Tutto in definitiva subìto, da cliente o da utente, niente che dia sfogo sfrenato alla fantasia, che mantenga ancora viva quella parte infantile del cervello che mai dovrebbe spegnersi. E soprattutto niente che prescinda da una spesa, un investimento economico, condizione apparentemente necessaria oggigiorno per comprare la felicità. Ecco, la Serieagreen – con tutti i suoi difetti di fabbrica, per carità – dimostra che per fortuna non è ancora per tutti così. Qui la felicità si “compra” a suon di fantamiliardi, con campagne acquisti faraoniche, design di magliette spettacolari, stadi sempre pieni, cellulari praticamente fusi nel mese di gennaio, organizzazioni di piccole e grandi rimpatriate da far invidia ai migliori wedding planner, viaggi in auto che riportano alle mente le più scanzonate gite scolastiche, scazzi e sbornie epocali che nella vita reale probabilmente pochi trovano il tempo e lo spazio di prendersi senza poi doverne pagare le amare conseguenze. Senza perdersi troppo nei massimi sistemi, il concetto che vorremmo esprimere è che la Serie A Green è un impegno preso con sé stessi per migliorare la propria qualità della vita, quali che siano gli eventi cui il destino ci abbia destinato. Tutto qui, niente di più niente di meno. Ed ecco che allora la classifica finale di questo 2015/16 assume un’altra forma, ancor più straordinaria di quella data dai meriti fantasportivi, ossia che il fantacalcio lo vince chi si diverte – e quindi si impegna, per tornare alla massima di Tedone –  di più.

La Serie A Green la vince chi si diverte di più. 

Cusci LogoCerto che letta così la classifica assume tutta un’altra prospettiva. Vediamo un poco: primo classificato, con tanto di distacco siderale di 14 punti, il Cusci di Vito Lorusso. Avevate dubbi? Se avete risposto si probabilmente non siete mai stati nella sede rossoverde di Carovigno, o non siete mai stati vittima delle sue interurbane. A ragion veduta riteniamo questa seconda ipotesi improbabile, dato che Lorusso quando si tratta di telefonare non si risparmia e non risparmia mai nessuno e non solo quando si tratta di fare mercato. La sua dedizione al fantacalcio è totale, basta vedere che sorta di sito ha messo su, con tanto di integrazione con fantagazzetta, oppure ricordare scarrozzate verso stazioni o aeroporti, cene e pranzi pantagruelici, e mille altre iniziative che la memoria adesso tradisce ma che il margine di punti di distanza dal resto della truppa rendono tangibili più di ogni altra descrizione. Non c’è niente da fare: Lorusso si diverte come un matto e i risultati gli danno ragione.

Mojito Dealers logoIl secondo posto lo ha agguantato meritatamente all’ultima giornata il Mojito di Stefano Linciano. Un altro che nel mezzo del cammin della sua vita ha deciso di smettere i panni della comparsa e vestire quelli del protagonista. Promotore del passaggio a Fantagazzetta, si è talmente incarnato a gestirne il back end che a un certo punto si deve essere detto: “Ok, ora che so tutto di tutti, comincio a giocare pure io”. E da lì un putiferio di telefonate, scambi, accordi, trattative per il gusto di avere la squadra più forte, se non al fantacalcio almeno al pleistescion. E fa niente se quest’anno la patch non si fa: il divertimento e la soddisfazione di riuscire a fare una squadra da fantacalcio a 8 ma in uno a 16 Stefano se l’è tolta eccome: secondo in classifica!

celtic logoA parimerito, ma terzi per gli scontri diretti (e per il karma di non venire alla festa finale…), Piero Barbaro e Stefano Santini col loro Celtic&St.Pauli, che quest’anno con la nuova politica societaria fortemente improntata sulla comunicazione non le hanno mandate a dire a nessuno, a cominciare dall’hashtag #CurtaleMerda, rivelatosi decisamente di successo. Anche in questo caso, il segreto che riesce a unire un romanista e un laziale nella stessa squadra da ormai tanti anni non può che essere un divertimento fuori dal comune: riuscite a immaginarli ogni anno ad agosto sulla sabbia di Santa Severa mentre litigano sulle strategie di mercato? Prendere o non prendere Totti? Ah, per il Capitano sarà l’ultimo anno di attività: attendiamo video dalla spiaggia dunque…

Domingo LogoAnche il 4’ posto è stato combattuto fino all’ultimo, ma alla fine l’ha spuntata chi se l’è più sudato, ovvero il Domingo di Marcello Simonetti, autore di un finale di campionato da urlo. Che il manager partenopeo si divertisse a giocare in Serie A Green non era certo un mistero: chi altri potrebbe mettersi a sciorinare tutta quella serie di statistiche grazie alle quali siamo stati in grado di dare una dimensione alla vittoria del Cusci e non solo? Che dire poi dei suoi interventi in Football Green o delle sue imitazioni audio nella chat ufficiale, o di come spinge per giocare a calcetto alla festa di Corato? No, non ci stupiamo affatto che pure lui sia costantemente nei piani alti della classifica.

DelinquereQuinto posto strameritato per il Delinquere di Domenico Sergi. Dite la verità, adesso si può: quanta paura avete avuto di perderlo? Tanta, e noi pure. La nascita di una figlia non è propriamente una bazzecola, ma già vederla col body della Serie A Green ci aveva fatto capire molto. L’insegnamento che Domenico ci ha dato quest’anno (e il suo fratello Paolò è pronto a metterlo in pratica) è che se una cosa ti fa stare bene non ha senso eliminarla dalla propria vita: basta ricalibrarla, organizzarsi e tutti gli altri manager ora sanno che una strada è stata aperta e che non conduce affatto verso il “basta giocare, sono cresciuto”. Anzi.

logo lupiaeSesto posto per il Lupiae di Luca Brindisino, uno che non si annoia mai del suo ruolo di dirigente antipatico e piazza ogni settimana la tenda fuori dalla sala stampa in attesa che qualche giornalista gli chieda il suo parere. “O’ professor”, come amano sbeffeggiarlo i tifosi avversari – specialmente dal capoluogo pugliese – sta sempre in mezzo come il giovedì, deve sempre dire la sua anche su Facebook e non manca mai di offrire la sua performance preferita, ovvero la supervalutazione dell’usato. Dal Lupiae, si capisce.

CurtaleSettimo posto per il Curtale di Dario Brindisino, che in mezzo a trasloco e cambio impiego quest’anno se l’è vista brutta, ma come sempre ne è venuto a capo, centrando anche la vittoria in Champions grazie anche alla sua presenza costante al fianco della squadra, prima a botte di voli per seguire la semifinale col Cusci, poi con una bella pizza&birra ospitando Lupiae e Mojito nel nuovo domicilio leccese. Ora avrà tutta l’estate per metabolizzare il trasferimento al Sud e magari poter ricacciare fuori dalla valigia Luno Bronghi, il suo alter ego “pagellista”, anche in versioni rinnovate – ad esempio mensile – sempre per la questione del “ricalibrare”.

logo terlizziOttavo posto con vista Champions (comunque conquistata grazie al primo storico trofeo in bacheca: la Green Cup) per il Terlizzi di Paolo Memola, uno che quando c’è da sfottere e giocare è sempre in prima linea (nonostante non sia su Facebook: chapeau!), sebbene quest’anno lo abbiamo visto un po’ meno nella sezione commenti. Ciambellano di lungo corso, anche per lui il 2016 sarà un anno da ricordare sotto tanti aspetti: dopo la delusione per lo scudetto mancato dell’anno scorso, si è subito rimboccato le maniche, spolverato la bacheca ed ora è più che mai carico per il definitivo salto di qualità. Di certo il prossimo trofeo saprà già a chi dedicarlo…

LabbariEd ora veniamo alle note dolenti. Sappiamo che non occorre ma ricordiamo ai lettori che scegliamo di parlare bene o male dei presidenti in maniera imparziale, sprezzanti dei pericoli che questo potrebbe arrecarci. E quindi partiamo dal Labbari di Marco Tedone, che aveva cominciato la stagione non bene ma benissimo, con una discreta campagna acquisti ad agosto e una gestione della squadra attenta, puntuale, addirittura puntigliosa come non si era mai visto. E quando c’è stato da fare mercato a novembre, Lodi doveva essere e Lodi è stato: obiettivo centrato senza badare a spese, da grande società. Poi il calo, brusco e inevitabile, forse perchè l’attenzione si è spostata altrove, laddove è stato più facile vincere. E vincere si sa è divertente, fa parte del gioco e questo è umano, non c’è da stupirsi o fare processi. Ma aver corso l’assurdo rischio di retrocedere immeritatamente e aver commesso il peccato mortale di non essersi praticamente giocato una finale (la seconda in carriera, non capita così spesso) fanno sorgere spontanea una domanda: e se il fomento iniziale fosse durato più di metà stagione, dove poteva arrivare questo Labbari?

logo amicidimoiraorfeiDolori anche per i campioni uscenti di Amici di Moira Orfei, catapultati in pieno nell’incontrollabile “legge dell’ascensore”. Roberto Bartolomucci ha dovuto fare i conti con i postumi della sbornia scudetto e, un po’ come già accennato in precedenza, la delusione del passaggio dall’essere praticamente invincibili a beccare contro più punti di tutti gli altri (2103,5!) è complessa da gestire. Lui però non si è mai scomposto, ci ha provato anche da sfavorito in finale di Champions e si è fatto sfuggire la soffiata di un’eventuale Cisterna bis per l’asta dell’anno prossimo: da gran signore quale si è dimostrato non meritava di retrocedere e non è retrocesso.

logo flipperFlipper invece ha imbeccato una stagione a dir poco disastrosa, con infortuni a catena e una rivoluzione totale nella sua vita privata che di certo non può non averlo scombussolato. Dall’ultima festa a Serrano a giugno, infatti, è passato dall’essere un sex symbol in cerca del grande amore, a un fidanzatino felice e a modo, fino ad arrivare a febbraio ad essere un frizzante promesso sposo. In tutto questo bailamme non era facile dedicarsi alla squadra, cui a inizio stagione aveva provveduto a rinnovare stemma e colori sociali; ciononostante Fabrizio Mangia c’è sempre sia fisicamente che virtualmente (memorabili le sue diatribe in chat con Tedone, stile Corno-Crudeli) ed è questo, di fatto, che lo ha salvato.

acabE veniamo alle retrocessioni. Il primo della lista “divertimento in calo” è l’Acab di Marco Gallicchio. Anche lui prossimo alle nozze, se ci fosse un termometro per i manager più a rischio abbandono, sarebbe quello apparentemente più caldo. Fortunatamente tanti presidenti (così come gli stessi tifosi novolesi) si sono già mossi in privato per assicurarsi che questo pericolo fosse scongiurato sul nascere, ma una volta ammogliato Gallicchio dovrà tornare a divertirsi come una volta, altrimenti sarà dura.

Old EaglesRetrocessione amara per Jos Corasaniti Old Eagles, uno che quest’anno è sembrato un vulcano quiescente: ogni tanto faceva vedere un po’ di fumo dal cratere, ma la lava non usciva mai. Eppure il calabrese è uno che avrebbe nel repertorio goliardico numeri per vincere il campionato da qui al 2030 tra macchiette, imitazioni e una penna sinora sottostimata, ma è risaputo che purtroppo quando hai Cassano in squadra spesso a divertirsi sono gli altri…

akragas logoChi rischiava di non divertirsi per niente quest’anno era l’Akragas di Totò Alaimo. E’ stato proprio la mancanza di divertimento il motivo che ha fatto esplodere la pentola a pressione agrigentina, schiacciata dal peso di un mercato di gennaio forse mai così aggressivo oltre che da uno stile societario probabilmente ormai desueto e che necessitava di un rinnovamento. Voila, detto fatto: Totò Alaimo è l’esempio più lampante di come basti ritrovare la voglia di scherzare e scherzarsi per ringalluzzire squadra e ambiente. Dalla clamorosa decisione di mandare in soffitta la Calciofili per far nascere l’Akragasso, i biancoazzurrooro hanno perso solo una partita, evitando anche la temibile Cucchiara di Legno. Troppo tardi per salvarsi, ma di sicuro in tempo per aprire un nuovo ciclo di grande fantacalcio in Sicilia.

LOGO PIGNA PICENAAnche la Pigna di Walter Bucci è un classico esempio di come per far bene in Serie A Green l’ingrediente necessario sia il divertimento: quando questo manca, il flop è assicurato. Nel caso della matricola marchigiana il lavoro e gli impegni lo hanno tenuto lontano dalle aste di riparazione e purtroppo anche dalla festa finale, rendendo la sua prima stagione fantacalcistica ai massimi livelli ancora più in salita del previsto. E’ risaputo che per farsi le ossa in un campionato come il nostro serve almeno un anno di schiaffi in faccia, ma la cosa confortante è che nei rari sprazzi di allegria che Bucci ha condiviso col resto del gruppo si sono viste le enormi potenzialità di questo manager, che adesso però non vediamo l’ora di scoprire.

logo wailers 12Chiosa finale inevitabilmente dedicata ai Boca Wailers di Angelo Tarantino. Recentemente mi è capitato di incontrare a Madrid il vecchio patron societario, Carlo Mancini, che – un po’ come Moratti all’Inter – segue sempre con affetto le sorti della sua ex squadra e credetemi: la sua faccia era tutto un programma alla notizia del terzo ultimo posto di fila. Quella di Tarantino ormai sembra una spirale senza uscita, eppure non si può dire che non abbia provato a raddrizzare la rotta. Ma se il divertimento è solo legato ai risultati, è evidente che a Copertino dovranno inventarsi necessariamente qualcosa. Tarantino è uno che ha nelle corde il “coup de theatre”: sarebbe imprudente non aspettarselo.

La PIazzetta dello SportChiudiamo questo lungo – e speriamo non altrettanto noioso – Punto di fine stagione con una nota autoreferenziale. Anche la nostra redazione, come è normale del resto, sta soffrendo questa fase transitoria in cui si sta compiendo l’ennesima evoluzione della Serie A Green, come già fu per la prima Era Preistorica (’94-’96), poi con quella Antica (’97-’03) e infine con l’attuale Era Moderna (’04-?). Probabilmente stiamo entrando senza esserne troppo consapevoli in un’ulteriore nuova epoca, quella dove gli automatismi e la mobilità di Fantagazzetta stanno sostituendo la ruggine di Excel e la scomodità degli sms, oppure dove le rubriche audiovisive stanno via via soppiantando quelle su carta virtualmente stampata. E in questo non va necessariamente visto un cambiamento negativo, in quanto – solo per fare un esempio – per preparare un intervento in Football Green questa redazione impiega dai 5 ai 7 giorni, mentre vi interessa sapere quanto ci è voluto per scrivere questo Punto? Esattamente il doppio (se non il triplo), ovvero oltre due settimane. Il campionato non era Il Punto di Torgio Giosattiancora finito quando ci è venuta l’ispirazione per il titolo, ma le rotative notturne della Piazzetta dello Sport oramai sono stanche, vetuste e si spengono inesorabilmente prima della mezzanotte, mentre in passato la redazione era tutto un brulicare di anteprime e di odore di inchiostro quasi fino all’alba. Tempi che passano e che molto probabilmente non ritorneranno, ma non per questo ci costringeranno all’estinzione: non siamo mica come i dinosauri, noi sappiamo evolverci e lo faremo, sempre nel rispetto della tradizione. La ricetta vincente è quella della Resilienza, ovvero la capacità di sapersi adattare a un cambiamento, seppur traumatico, e andare avanti per la propria strada, che nel caso della Serie A Green è quella di giocare non per soldi ma per la gloria e per il sano gusto di fare qualcosa che, all’esterno del gruppo dei 16, probabilmente sarà considerata folle, infantile, malata. E a sostegno di questa follia, infantilità e malattia che la nostra redazione ha pensato ad una nuova rubrica da affiancare alla Piazzetta (che continuerà ad uscire sporadicamente, ad esempio in occasione del calciomercato) e a Chiedilo a Torgio, grande successo (grazie!) che confermeremo. Una rubrica al passo coi tempi, che sfrutterà i moderni mezzi di comunicazione e che avrà come unico e insindacabile scopo quello di farvi divertire. Per ora non ci sbilanciamo oltre, non avrebbe senso: adesso è tempo di nomination, poi la festa, i premi, l’intervista al campione Lorusso e l’aggiornamento del Ranking. E ci siamo assicurati una migliore qualità della vita anche quest’anno.

Torgio Giosatti

7 pensieri riguardo “La Piazzetta dello Sport – Finale di stagione 2015/16

  • 19 Maggio 2016 in 15:02
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    Sono convinto che il cappello di questa Piazzetta svela, come mai prima d'ora, la vera essenza del nostro sentire, perlomeno del mio.

    Sarò pesante, ma non poteva esserci momento migliore, caro il mio Torgio.
    Non immagini quanto sia importante sentirsi sollevati dai cattivi pensieri 
    semplicemente leggendoti.

    Vai con il mattone: 
    sono passati "appena" 8 anni dal nostro primo incontro. 
    Molte cose da quel dì sono mutate e altre ancora cambieranno.
    Eppure, qui la vita ci riempie sempre come quel giorno.
    Grazie Serie A Green…
    mi rispecchi nel profondo

    yes  

  • 19 Maggio 2016 in 15:05
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    Scusate uagliù, ma sta Piazzetta mi ha proprio squacquariato!

    #killthecusciman … ci sta sempre bene!

     

  • 19 Maggio 2016 in 17:19
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    Ahahahahahaha maledetto Torgio! Lo confesso, ebbro di gioia e di alcool ho mancato uno scalino con il piede, centrandolo perfettamente con la testa e in un attimo mi son passati davanti tutti i gol di Higuain (45 cazzo, ci avrei messo meno a ripercorrere la mia vita). Chiusa questa parentesi (senza danni apparenti), dico che Torgio ha veramente colto il segno: per vincere bisogna divertirsi, ma soprattutto se ci si diverte, importa poco se non si vince! Nel talk show a Corato avremo modo di parlarne, anche se credo che in questo pezzo ci sia riassunto davvero tutto! Per quanto riguarda il Cusci… No dai per il Cusci niente, altrimenti come vi stresso alla festa?!

  • 19 Maggio 2016 in 22:17
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    Un pezzo semplicemente fantastico… Il divertimento è l'essenza della Serie A Green… Si cresce, il tempo passa, ma la Serie A Green resta. Sempre.

  • 24 Maggio 2016 in 13:53
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    vero…un pezzo davvero bello…Torgio sempre piu saggio

    lettura veloce in pausa pranzo ma mi sono emozionato e devo ricominciare 🙂
    questo è un pezzo che potrebbe non stancare mai

  • 28 Maggio 2016 in 02:54
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    anche perchè speriamo che Torgio continui a scrivere per noi..

  • 28 Maggio 2016 in 17:28
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    Ma certo caro Presidente, nonostante i 31 gradi salentini di oggi sono qui a bagnarmi con le quasi 100 nomination!
    Novità anche quest'anno: un nuovo premio, due nuovi riconoscimenti ed un honoris causa!! 😀

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