Il Gazzettino Domenghino 2018/19

Questione di Kulu
Dejan Kulusevski: la risposta di Bippo al fattore C

Napoli 04/02/2019 –  “Non è mai troppo tardi, o è troppo presto?”. Sarà forse questa la domanda che assillava i pensieri di Bippo Paudo prima dell’asta invernale 2019. Il Gazzettino non poteva lasciarsi scappare lo scoop giunto da fonti vicine alla dirigenza partenopea. Ma procediamo con ordine. Innanzitutto gran parte dei napoletani e dei colleghi Presidenti, nonché lo stesso Simonetti, si sono chiesti il perché dell’acquisto di un tale sconosciuto dal nome cacofonico. Ebbene, sembra davvero che una delle principali ragioni dell’invaghimento paudiano sia da ricercare nel fattore Kabala.

FATTORE K – Se state pensando al dolce ricordo del “nuovo Thuram” Koulibaly siete fuori strada. Stavolta si parte da tematiche ancestrali come il fattore C, o meglio ‘il più caro nostro-nostro amico fraterno di sempre’ culo (cit. importante). Dalle nostre fonti appare evidente che Bippo abbia costretto Marcello a sostituire Ronaldo (Vieira) con Kulusevski come risposta allo strapotere chiappifero della capolista. La strategia anti-Pigna è chiara: epurare dallo spogliatoio ogni riferimento che induca anche solo a pronunciare il nome dell’avversario Cristiano. Insomma Paudo è convinto che gran parte della lotta scudetto si decida sul filo di dettagli scaramantico-letterali. Da non credere…

LE PRIME VOLTE – Ma chi è Kulusevski? Lo svedesone è il prototipo dell’esordiente: primo 2000 e soprattutto primo ‘roscio’ della storia del Domingo. Del resto è universalmente riconosciuta l’avversione di Simonetti nei confronti del binomio umano-rosso. Non a caso le sfumature Red Passion (svelato il soprannome di Kulusevski) in casa Domingo sono da sempre esclusiva della mascotte Cristal. Ciò detto, il pedigree del diciottenne da Stoccolma è di tutto rispetto…

INDOVINA COSA – Il nome e il ruolo del baby fenomeno sono già di per sé un gran bel biglietto di visita. Dejan è un mediano moderno come l’omonimo Stankovic, con cui condivide la spiccata propensione al gol. Padre svedese con origini macedone e madre macedone, Kulusevski inizia a giocare prestissimo coinvolto nel giardino di casa dalla sorella Sandra, di 4 anni più grande e anche lei a lungo calciatrice. Entra subito a far parte del settore giovanile del Brommapojkarma (quando si dice il Kaso), una delle più importanti società svedesi a livello giovanile. Ha sempre giocato centrocampista centrale anche se, come anticipato, vede benissimo la porta: negli Allievi Nazionali dell’Inter ha portato i nerazzurri a sfiorare il titolo di campioni d’Italia con 17 gol e 15 assist. Dejan è dotato di un sinistro preciso e potente sia in fase d’impostazione che di rifinitura e finalizzazione, versatilità che non può certo sfuggire alla Cantera Zingonia. L’Atalanta lo ha acquistato nel 2016, ma Kulu ha dovuto aspettare un anno dal momento del primo corteggiamento dei bergamaschi causa età precoce. E se Bippo torna felice da Bergamo…

PRIMA L’UOMO –  Qualcosa deve pur significare se il legame con la Dea è valso premi e nominations. Da Padoin a Conti, da Zappacosta a Mancini quando Paudo pesca nella boule bergamasca il risultato è garanzia di affidabilità. Soprattutto le scuole Atalanta e Domingo condividono in primis la cura della persona. In Dejan, appunto, si intravede un certo spessore umano gradito al Patron Simonetti. Nonostante la giovane età Red ha idee chiarissime e svariate skilss: parla cinque lingue (a cui si aggiungerà a breve il Napoletano), adora la musica e se la cava bene anche a Basket dove, oltre a giocare quando può, è patito di NBA. Inoltre Dejan non ha un vero e proprio idolo calcistico a cui ispirarsi: “Non ho mai sentito la necessità. Mia sorella aveva i poster di Ronaldinho, ma a me piacciono oggi tanti giocatori, forse troppi, non uno solo. Esulto come Lacazette, ma mi piacciono Hazard e Mbappé, e poi c’è il Papu Gomez che è il più forte di tutta la Serie A”. Beh, caratteristiche che si sposano perfettamente con l’etica domenghina.
Il campo darà il suo verdetto come sempre, ma intanto il Domingo si porta avanti nell’unico modo che conosce: giovani, valori, dedizione, programmazione e mai abbastanza sudore.

La Redazione

3 pensieri riguardo “Il Gazzettino Domenghino 2018/19

  • 4 febbraio 2019 in 18:00
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    Comunicazione modifica numerazione Domingo 2019:

    24 Faragò
    19 Djimsiti
    13 Joao Mario
    22 Zaniolo
    21 Jankto
    30 Sturaro
    44 Kulusevski
    11 Edera

  • 6 febbraio 2019 in 10:19
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    Negli esempi orobici hai dimenticato di citare Barrow

  • 6 febbraio 2019 in 22:26
    Permalink

    Cacchio e Jack SBarrow? Vabeh, la dimostrazione che non tutte le ciambelle escono col bucio de kulu

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