Il Fattone Quotidiano – 2a puntata

Naingollan: “#facciouna e non mi vergogno”

Radja Naingollan si racconta fuori dal campo. Intervistato da Maolo Pemola del Fattone Quotidiano, il centrocampista del Lupiae ha dichiarato: “Penso di essere una persona normale e non un bad boy come spesso mi definiscono, non ragiono come un calciatore o un personaggio pubblico. Faccio la spesa al supermercato Dok, posso bere un bicchiere di vino da Mamma Elvira e #fareuna senza nascondermi, un calciatore può fumare anche se non fa un lavoro normale. Se ti nascondi per una cosa così vuol dire che ne nascondi anche altre, questo non è il mio modo di vivere.
Sono ritornato al Lupiae perché il presidente Luca Brindisino ci tiene alla felicità dei propri giocatori. Quando ero al Curtale, nonostante i tanti gol segnati, non ero felice, perché il presidente Dario Brindisino non tollerava che i suoi giocatori facessero uso di felicità dopo le partite o gli allenamenti. Addirittura, dopo le partite di campionato diventava peggio di un carabiniere: faceva fare dei controlli di urina a campione (a campione per dire, dato che il 99% delle volte ero l’unico a riempire le boccette di urina). Inoltre spesso venivo pedinato dopo gli allenamenti, perché il presidente era convinto che prima di tornare a casa passavo a rifornirmi dallo spacciatore di felicità. Una volta invece, al ritorno dalla trasferta contro il Terlizzi, Dario Brindisino si presentò a casa mia con i cani, perché qualche mio ex compagno di squadra riferì al presidente di avermi visto acquistare felicità da una piazza di spaccio adiacente lo stadio. Roba da matti. Non era la vita che desideravo. E vi dirò di più: sono stato tentato più di una volta di accettare la corte del Presidente Vito Lorusso del Cusci, perché il mio amico Higuain (all’epoca suo tessarato) mi raccontava spesso che al Cusci si poteva essere felici anche durante gli allenamenti, un vero sogno per gli amanti della felicità. Ma se sono in serie A Green lo devo unicamente al presidente Luca Brindisino, e quando a settembre Luca mi chiamò per chiedermi se avevo voglia di tornare al Lupiae, ho accettato subito, senza pensarci due volte.”

Ora non ci resta che attendere la rispostadel Presidente del Curtale Dario Brindisino: replicherà alle accuse di Naingollan o deciderà di restare in silenzio? Per ora da Lecce è tutto. Alla prossima puntata

Maolo Pemola

4 pensieri riguardo “Il Fattone Quotidiano – 2a puntata

  • 11 dicembre 2018 in 17:32
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    Il presidente del Lupiae Luca Brindisino risponde a Nainggolan con una lettera aperta direttamente dalle colonne de Il Fattone Quotidiano:

    “Caro Radja,
    quando otto anni fa ti acquistammo a 1 mld (a proposito, sempre bene riproporre una altro grande capolavoro della stampa di quest’anno: http://www.serieagreen.it/memory-green-prima-puntata-2018/) giocavi a Cagliari e venivi da una discreta stagione in B, a Piacenza. In te vedevamo già il prototipo del centrocampista moderno che negli anni è diventato ricercatissimo da tutte le squadre.
    Già allora eri un fanatico di felicità e pleistescion, tant’è che quando mi chiedesti: “Presidente, devo prendere una nazionalità europea, cosa mi consigli? Olanda o Belgio?”, senza indugio ti risposi Olanda, un paese all’avanguardia che sa accogliere un tipo di professionalità come la tua, capace di coniugare il fumo, tanto fumo, all’arrosto. Eppure non mi desti retta, scegliendo il tricolore belga: “Tutti i compagni hanno scelto il Belgio, non volevo separarmi dalla mia classe”. E purtroppo la nazione di Re Baldovino si è rivelata inospitale per te: Nainggolan fuma troppo, non può giocare in Nazionale. E la Nazionale cresceva, si rinforzava e vinceva. E tu, a guardarla da casa, al massimo a giocarci a pleistescion tra un #faiuna e un’altra. Una sera mi telefonasti quasi in lacrime: “Presidente, c’è Belgio-Andorra e non mi hanno convocato”. Venisti a casa, facemmo una pizza, facemmo una e poi iniziammo un torneo di pleistescion. Di quelli a 32 squadre, infiniti, dove una partita dura 5 minuti ma ce ne metti 20 solo per fare la formazione. Io presi il Belgio. “Ma aspetta – ti dissi – devo fare delle modifiche”. Entrai nel Centro Creazione e ti convocai, al posto del terzo portiere Gillet, che mi stava pure sulle balle. Altri 20 minuti persi ma pazienza. Lo vinsi quel torneo, col Belgio, Nainggolan capitano e mezzala del 4-3-3. Tu ti incazzasti molto, ma alla fine ti dissi: “Radja, mo basta però, col Belgio ci devi giocare tu”.
    Te ne andasti a Possidente un giorno che pioveva, su una Clio fucsia del ’97 che ti eri comprato con i soldi del primo stipendio, e il diploma di Miglior Giovane in tasca. Andasti a vincere lo scudetto con Higuain, Defrel e Lorusso, che al telefono un giorno mi disse: “Forte il ragazzo, ma quanto mi costa però: quasi un etto al mese di felicità!”. “E anche di quella buona”, gli risposi. Da lì in poi Champions, coppe varie, quasi tutto quello che si poteva vincere. Hai giocato a Roma, poi ad Aprilia, dove ti hanno trattato da Re. Un Re triste, però, come Baldovino.
    Quando mi hai telefonato quest’estate non ci sentivamo da 5 anni. Era la sera del 10 luglio, subito dopo la semifinale mondiale persa dal Belgio contro la Francia. Non avevo più il tuo numero di telefono memorizzato, ho anche risposto male: “Ma chi è che rompe le balle a quest’ora???”. Dall’altra parte silenzio. “Pronto???”. Silenzio assoluto. Quando ho abbassato il volume del televisore per capire cosa stesse succedendo, ho sentito l’audio del post-partita anche dall’altra parte della cornetta, come in una leggera differita. Poi un rumore inconfondibile, il clip dell’accendino, e una frase, indimenticabile: “Presidente, non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice”.
    Il resto è storia. Mi sei costato oltre 200 volte in più rispetto a otto anni fa, ma sei anche 200 volte più forte, Radja mio. Mi avevi detto che uscivi un po’ acciaccato dalle tue esperienze nel Lazio, dove i giocatori sono munti come mucche e nessuno si preoccupa della loro felicità interiore. Non immaginavo onestamente che stessi così alle pezze, tanto da dover utilizzare addirittura la nostra special Green Haze idroponica realizzata dallo staff medico per la tua riabilitazione. Hai giocato poco, ma quando hai giocato ci hai fatto sognare. Ho ancora negli occhi il gol al 93° contro Amici: appena entrato, prima palla toccata, gol, 0-2, tutti a casa. Ora però devi pensare solo a stare bene, ad essere felice e, chissà, forse anche il Belgio di Re Baldovino si ricorderà che questa pianta esiste da molto prima che esista l’uomo. E il pianeta allora era molto più felice. Caspita, se era felice…”

    “SI SCOMPISCIA, SI SGANASCIA, SI SCUREGGIA IL MARADJA”..
    (V.Capossela)

  • 12 dicembre 2018 in 11:04
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    Vinicio, pezzo di core!!!

    Santo il giorno dell’apparizione Pemola Maolo!

  • 12 dicembre 2018 in 17:11
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    Ci dispiace che un nostro ex tesserato ricordi così negativamente la sua esperienza nella nostra compagine… Radja con noi ha vinto, è stato capitano, è stato un simbolo. Purtroppo nel mondo del fantacalcio la riconoscenza non esiste più… ci teniamo Santander…

  • 13 dicembre 2018 in 16:56
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    anche se il ninja con il curtale ha ottenuto molte soddisfazioni professionali, è solo una volta giunto nella tana del Lupiae che ha torvato la vera ‘felicità’. Per la serie le vere soddisfazioni non si trovano lavorando, ma cazzeggiando.

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