Gino Dimitri d’Oro (Miglior Affare)


Il miglior affare di solito lo fa

o chi acquista a settembre a un prezzo stracciato

un giocatore che poi si rivelerà decisivo,

oppure chi tramite scambi interni o riparazioni invernali

azzecca il colpaccio,

meglio se a scapito di qualcun altro…

2006-2007:

FABIO QUAGLIARELLA (ATLETICO – VICINELLI): dopo una stagione da comprimario con l’Ascoli, preso dalla Samp in cambio di Job come quarta punta dietro Flachi, Bonazzoli e Bazzani, alzi la mano chi avrebbe pronosticato l’ingresso di questo calciatore addirittura nel giro della Nazionale. Vicinelli lo prende (non si sa quanto volutamente) a soli 16 mld e mette insieme, accanto a Bianchi e Iaquinta, uno dei tridenti più micidiali della Serie A Green. VOTI 6

2007-2008:

ALESSANDRO DIAMANTI (AMICI – BARTOLOMUCCI): 2 miliardi. Questo il prezzo pagato da Roberto Bartolomucci per assicurarsi Alessandro Diamanti, mezzapunta del Livorno, come sesto attaccante. Scoperto a suo tempo dalla Fiorentina, Diamanti ha dimostrato quest’anno di poter fare la differenza ogniqualvolta è stato chiamato in causa, anche dalla panchina. Anzi, non si può non notare una certa inettitudine prima da parte di Orsi e poi di Camolese nel non insistere su questo terribile mancino, che con un suo gol ha forse condannato la Roma al secondo posto. Ma di sicuro ha dato a Bartolomucci una risorsa importante e insperata. VOTI 7

2008-2009:

GIAMPAOLO PAZZINI (AKRAGAS – ALAIMO): Un affare voluto, cercato, ponderato. Una mossa studiata nei dettagli e in clamoroso anticipo rispetto agli altri pretendenti, che non erano pochi. Alaimo è stato chirurgico nell’attirare la preda, offrendogli una contropartita appetibile ma evidentemente sopravalutata (Maggio, subito dopo infortunatosi) per evitare di sborsare un solo miliardo. E, una volta portato a cottura Paolo Memola, lo ha versato nello scolapasta insieme a Mchelidze, portandosi a casa Giampaolo Pazzini, decisivo nel finale di stagione alla Samp. VOTI 6

2009-2010:

MAXI LOPEZ (CURTALE – D. BRINDISINO): un affare che si è tinto di giallo almeno fino alla fine del torneo, quando il manager campione in carica ha svelato tutti i retroscena che lo hanno portato all’acquisto della cosiddetta ‘Barbie’, soffiandola al Domingo grazie a clausole complicatissime. E quando tutti si aspettavano Toni, Chevanton, addirittura Gimenez, il colpo grosso del mercato di gennaio è stato lui, comprato senza sacrificare pezzi pregiati, mentre altri si sfasciavano la rosa. VOTI 8

2010-2011:

GIAMPAOLO PAZZINI (PACE – PATRUNO):

Un affare concluso grazie a tre virtù: esperienza, intuito e scaltrezza. Esperienza, perché conosceva la preda; intuito, perché ha capito dov’era il suo punto debole; scaltrezza, perché ha saputo anticipare tutti siglando l’accordo a già da novembre per il primo gennaio, ovvero un mese prima che le concorrenti potessero eventualmente riparare sul mercato. Anche se alla fine inutile, Patruno fa pur sempre un capolavoro. VOTI 8

2011-2012:

FRANCESCO LODI (DELINQUERE – SERGI): in questo affare Domenico Sergi ha messo tutta la sua sagacia, esperienza e prontezza di spirito. Con tempismo perfetto aggancia Paolo Memola, la sua vittima preferita, proponendogli Gobbi, titolare al 50%, e Inler, probabile minusvalenza, in cambio di un signor centrocampista che avrebbe meritato più considerazione da Prandelli (con tutto il rispetto per Cigarini), dato che con una fantamedia di 6,89 e 9 gol fatti sarebbe stato un ottimo vice-Pirlo, in attesa dell’esplosione di Verratti. Non contento poi rifila al Terlizzi anche Corvia per Maxi Lopez, ma questa è un’altra storia… VOTI 8
 

2012-2013:

ADEM LJAJIC (STAR15 – CORASANITI):  l’occasione fa l’uomo ladro, dice il detto. E se per farti svaligiare la casa, il proprietario ti lascia pure la porta aperta, allora vuol dire che il destino ti ha scelto. Questo è accaduto a Jos Corasaniti durante l’asta di febbraio in casa Patruno, trascorsa accanto all’amico e mentore Luca Brindisino, che dopo avergli consigliato Compper ha pensato anche bene di dirgli, ad asta dei centrocampisti finita: “Ma sto Ederson che te lo tieni ha fare, c’è Ljajic lib…”. Corasaniti non lo fece nemmeno finire di parlare, temendo di scatenare aste impossibili, e infatti si aggiudicò il serbo a prezzo base: 7 mld. Adem Ljajic, infatti, lo aveva lasciato il Lupiae e lo Star15 gli ha dato spazio anche in considerazione dei tanti fiorentini già presenti in rosa. Da quel momento, però, Ljajic è stato schierato nel nuovo tridente di Montella e non ha più smesso di segnare, anche triplette. Grazie ai suoi gol, Corasaniti ha messo a tacere tutte le malelingue che lo volevano buggerato sul mercato, assicurandosi una tranquilla salvezza. VOTI 10

2013-2014:
FERNANDO LLORENTE (MOJITO – LINCIANO): difficile stabilire se la storia d’amore tra il Mojito e Llorente fosse frutto di un lungo corteggiamento o se si è trattato di un colpo di fulmine. Di sicuro non era facile concludere il trasferimento di un giocatore pagato all’asta 57 e quindi sicura plusvalenza: per farlo, Stefano Linciano ha messo in campo tutte le sue doti di mercante, oltre che Amauri e 319 mld. Così facendo, è riuscito a tappare mirabilmente la falla Gomez e la zavorra Hamsik con una delle due punte titolari della squadra che ha stravinto la Serie A. VOTI 10

Risultati immagini per pucciarelli 2014/20152014-2015:
MANUEL PUCCIARELLI (AMICI – BARTOLOMUCCI): È vero, Amici se lo ritrova in squadra senza sapere nemmeno chi fosse e come abbia fatto ad arrivare a Cisterna senza navigatore. Probabilmente nei suoi pensieri era solo un tribunaro pagato 1 mld scovato dai farlocchi talent scout del Lupiae che avrebbe comunque lasciato al successivo mercato esterno. Invece si rende ben presto conto di avere in mano un tesoro inestimabile, capace di portargli un indotto di 5 gol e 3 assist in ben 32 presenze, ovvero oceanicamente oltre le aspettative che si avevano su di lui: un impatto più che decisivo sulla stagione dell’Empoli e di Amici di Moira Orfei.

2015-2016:
STEPHAN EL SHAARAWY (DOMINGO – SIMONETTI): Non senza una buona dose di rischio, Simonetti reintroduce la tendenza fantacalcistica di rivoluzionare le squadre facendo mercati pazzi, che coinvolgano i cosiddetti big e facciano girare cifre importanti. La sua intraprendenza è stata premiata, dal momento che la strategia riparatoria invernale è stata centrata in pieno: fuori pezzi da 90, dentro cash e precedenze per puntare da cheap leader i top player sulla lista degli svincolati, tra cui Ciro Immobile ma soprattutto Stephan El Sharaawy, cavalli di ritorno da presenze, gol e assist garantiti.

2016-2017:
EDIN DZEKO (LABBARI – TEDONE): Marco Tedone è stato uno dei grandi protagonisti del mercato interno di quest’anno, muovendosi con sagacia e pazienza al fine di migliorare la squadra. Obiettivo raggiunto, anche a costo di sacrifici pesanti come Hamsik e Manolas, sin dall’arrivo di Candreva dal Mojito, passando per l’esplosione di De Guzman nonappena passato in biancorosso e completato poi col capolavoro Dzeko, fondamentale pedina per un attacco rimasto orfano dei gol dei vari Paloschi e Defrel e grazie al quale il manager barese alza al cielo la seconda coppa consecutiva in due anni.

 2017-2018:

LUCAS LEIVA (CURTALE – D.BRINDISINO): Arrivato la scorsa estate alla Lazio con il non semplice compito di sostituire Biglia, ha confermato esperienza, forza fisica, senso della posizione, capacità di autogestione in situazioni critiche, grande autorevolezza e leadership in campo. Dario Brindisino lo adocchia in tempo utile per strapparlo al Delinquere insieme a Kean in cambio dello spento Borja Valero e dell’invisibile Pucciarelli facendo un colpaccio. VOTI 7

3 pensieri riguardo “Gino Dimitri d’Oro (Miglior Affare)

  • 19 giugno 2012 in 17:33
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    Quest’anno Sergi in versione squalaccio

  • 14 febbraio 2018 in 11:36
    Permalink

    Aggiornata! Manca foto 2014/2015!

  • 21 febbraio 2018 in 17:00
    Permalink

    Completo

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