Football Green – Pre Asta Autunnale

Purtroppo per problemi tecnici in questa puntata non saranno presenti gli interventi video del direttore Loturco, ma nel rispetto di tutti i nostri collaboratori, redazione, montatori e via dicendo abbiamo deciso di andare in onda lo stesso anche se in edizione ridotta. Un grazie particolare a Torgio Giosatti e Mariano Sconcertato per i loro interventi.

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7 pensieri riguardo “Football Green – Pre Asta Autunnale

  • 21 novembre 2017 in 17:26
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    Come non dare soddisfazione al gradito e mirabile ritorno a Football Green.
    Nel farlo ci dilungheremo in modo inutilmente provocatorio verso l’incipit del bellissimo Punto di Torgio Giosatti. Così da dare spunto a future analisi e commenti, ma non prima di congratularsi con la NEW ENTRY SPECIAL GUEST PAOLO MEMOLA e la sua voce #eccezziunaleveramente circa la proposta COPPA INTERCONGREENENTALE e, perché no, unendoci al pensiero del MARIANONE SCONCERTATO di TUTTI ALLA SBARRA.

    Scriveremo del Domingo e della speciale sottovalutazione delle gesta sportive e manageriali del permaloso patron Simonetti. Eh si, perché sin dallo scorso anno e forse in linea con il teorema cristallizzato nella mente dei più, la domenghinità è quasi un fenomeno inspiegabile ridotto a sunto tra chiappa e chirurgici pianti.
    Su questa falsa riga ha senso parlare, in linea con il mantra del Circo, di “sorpresa” partenopea in campo. Che, chissà per qualche favorevole allineamento astrale, deve ringraziare lo “sbalorditivo” rendimento dell’asse Kolarov-Suso-Mertens. In fondo perché soffermarsi sui futili dati statistici che vedono il romanista e il rossonero primi per FMV in Serie A, mentre il belga deve accontentarsi ‘solo’ della seconda piazza dietro all’ “irriconoscibile” Ciro ‘Sentenza’ Immobile. Del resto è lo stesso Torgio a definire tale la punta di diamante dei Wailers, salvo poi ribadire che la capolista non è da considerarsi una sorpresa. E come potrebbe esserlo: è normalità vedere l’Immobile laziale segnare più della media record dell’Higuain napoletano, Bastos che ha sempre fatto almeno 3 o 4 reti, Marusic (conosciuto da tutti) era una certezza ancor prima di settembre al pari di Bentancur, Lazaar, Valoti e F.Costa. Per non parlare del cecchino Iago Falque e dei top mai incostanti Pjanic e Perotti. Sicuramente una rosa da 7, come da pronostico giosattiano che a settembre paventava almeno 7 squadre che precedevano Tarantino in lizza per il titolo. Insomma, i Wailers del 79 di media a partita non sono affatto una sorpresa, bensì una corazzata costruita per stracciare tutti i record, soprattutto quelli del Cusci delle meraviglie. Tutto come da copione (ci mancherebbe, tutto quantomeno strameritato e pi volte sbandierato dal sottoscritto ai quattro venti sin dall’inizio del torneo).
    Ma torniamo alla vera sorpresa. Il Domingo dalle scelte folli con “un asta iniziale decisamente sopra le righe”. Trattasi di insano approccio all’asta da parte del ‘banfiano’ Simonetti. Che, in preda a misteriose e incomprensibili strategie, acquista in difesa scommesse del calibro di Conti, Kolarov, Koulibaly, Romulo e Dalbert. Uno dopo l’altro firma assegni in bianco per assicurarsi elementi dal dubbio rendimento che non garantiscono alcuna certezza di vittorie. Stiamo pur sempre parlando di difensori ed è folle puntare l’intera stagione sul comico modulo da 6-3-1. Le scoperte azzurroblu Koulibaly e Conti devono ancora farne di strada, il primo era stato erroneamente definito da Simonetti “il nuovo Thuram”, mentre al secondo era andata di lusso con il premio per miglior difensore segnando appena 8 reti con la maglia della Dea. Dettagli, inutili parentesi ripetutesi anche nel caso di Kolarov e Romulo. L’ex laziale erede al Lupiae di Mihajlovic non era altro che una scommessa strapagata alla corte di Di Francesco ed è oggi solo un caso che sia considerato da tutti come il perno della Roma post Totti. Non volendo infierire poi sullo scarparo veronese Romulo: troppo pochi i 6,5 e i + 3 messi a referto per giustificarne la spesa.
    Vogliamo continuare con la mediana? E scrivere dei pessimi 220 fmld spesi per Suso, l’anno prima considerato da tutti quale top player della Serie A e di Sergi ed oggi per caso al comando delle statistiche di centrocampo. Beh, la convocazione in nazionale spagnola è assurda, questo Milan è destinato a retrocedere e non ci si spiega che gente come Perisic, Pjanic, Nainggolan o Hamsik siano secondi al ‘torero’ domenghino. A dir poco oltraggioso poi il dato che registra Allan e Verdi nei primi 10 mediani per media voto. Che sarà mai se anche chi non capisce di calcio in estate aveva gli occhi per indicare il brasiliano quale elemento in più di Sarri (guarda caso al Domingo accadde lo stesso per Mertens l’anno scorso), oppure che si continui a sentire Simonetti gonfiarsi il petto con il nomignolo “‘O tale e quale” per l’unico al mondo in grado di calciare corner e punizioni indifferentemente di destro o sinistro. Acerbo e illusorio Verdi, certo. E Rog? Giaccherini? Per alcuni fantasmi della pessima gestione dello spogliatoio da parte del maestro Maurizio. Assurdità, anche se il primo da 2 anni giocherebbe in qualsiasi mediana d’Europa che si rispetti.
    Chiudiamo con l’attacco, o meglio con l’assenza di attaccanti. Quale masochista punterebbe ancora su Mertens dopo la stagione dei record? Milik era pronto a fargli le scarpe e a riprendersi di diritto il suo ruolo di punta centrale. D’altronde c’è chi ancora parla di scudetto immeritato da parte del Domingo: unicamente frutto di coincidenze che hanno favorito Simonetti a danno del più titolato e meritevole Lupiae. Perché Bernardeschi è un Re maturo: meriterebbe almeno la 10 di Dybala alla Juve, ma chissà perché in nazionale e nel club fatica a essere determinante. E che non si dica che Belotti, scuola Domingo, non valga oggi più di 120 milioni! E’ solo un caso se quest’anno è il Re dei Flop di mercato.
    Si comprende così che la duratura metamorfosi di Dries Mertens sia destinata a finire nel più classico dei “era scritto”, “non poteva continuare a questi ritmi” o ancora “non può reggere 40 partite” e infine “sarebbe panchinaro in qualsiasi altra squadra che non si chiami Napoli”.
    ‘Ciro’ Mertens come metafora dell’immeritata gloria in campo del Domingo, Mertens quale unico differenziale tra i piani alti e la meritata retrocessione. Eh si, dimenticavo, guai ad immaginare un Campione in carica ancora competitivo e in grado di battagliare anche in Champions in barba alla tagliola dell’Ascensore. Anche qui, tralasciando completamente l’illusorio e casuale dato che vede il Domingo mai retrocesso. Ci sarà un motivo? Ma anche no, sempre il suddetto mix di chiappa e pianti.
    Per inciso, guai a domandarsi dove sarebbe oggi Simonetti con Conti in campo ad asfaltare la fascia destra. Un po’ come chiedersi se la sentenza Lucioni, i ko di Floccari e Krejci, abbiano o meno velocizzato le inferiorità numeriche. Che domande sono queste? Il Domingo non ha mica preso l’Ascensore!
    Ed ora ci salutiamo con il ricordo dei 9 punti in Champions nel girone di ferro composto dal Real-Curtale (vince 3 Champions tutte strameritate, stile Amici), Lupiae (candidato prendere il posto del cugino) e Labbari. Sempre e solo frutto del caso: 3 gol a partita di media in attesa dell’ennesima e giusta finale persa?
    E proprio in ultima analisi quella precedenza a centrocampo che regala Gerson, che tutti volevano e che invece si accasa a Napoli senza contraddittorio (Domingo che non rispetta il gioco? Che non favorisce le aste?), oppure l’assurdo immobilismo dei competitors al rilancio di 311 (e ripeto 311) fmld spesi per Luca Rigoni. Folle e fortunato il Domingo, non c’è spiegazione.

    Ringrazio Loturco per la splendida rubrica e tutti i folli che riusciranno a leggere anche solo tre righe di questa scandalosa ego-psico-analisi al sapor di sonnifero…uahuahuahuahuahauah!

    l’Osservatorio Domenghino

  • 21 novembre 2017 in 20:13
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    x DOMINGO: l’hai presa bene vedo!

    x LOTURCO: grazie.

  • 21 novembre 2017 in 23:25
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    X Lupiae= benissimo. Ihihihih
    Era x onorare il Punto e Football Green.
    Ma soprattutto, veramente Torgio ancora crede che Kolarov sia scoppiato in mano al Domingo? Che è stato preso a buffo solo per dispetto al Lupiae e non perchè si credesse nel giocatore al punto da pagarlo più di 100?
    Misteri della fede.

  • 21 novembre 2017 in 23:49
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    Sempre x Luca= ho la netta sensazione che il Lupiae di quest’anno sia quasi migliorato rispetto alla stagione definita “irripetibile’ in fatto di qualità, armi da bonus e appeal.

    Torreira, Taarabt, Barella, Donsah e dobbiamo ancora vedere i veri Jack e Saponara. Forse meglio così ed anche più fascino rispetto al solo Belotti. Insigne manco a citarlo e Budimir può fare il Falcinelli del Crotone. E Pellegri lo abbiamo accantonato troppo in fretta.
    Bernardeschi l’unico ad essere sempre stato sopravvalutato a mio avviso.

    Nzomma, nn era facile ri-fare una rosa così bella, chapeau al cubo.

  • 22 novembre 2017 in 11:56
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    TORGIO RISPONDE

    X DOMINGO: Torgio, ahimè, ha smesso di credere nelle bandiere, nelle parole date e in tutto ciò che ancora di romantico esisteva in questo giuoco. Poi se il Lupiae avesse la pretesa di prendere una bandiera come Kolarov (che non è Izco, per dire) a 110 o giù di lì, questo dovrebbe chiederlo a lui. Per quanto ne sappiamo noi non esistono “ius primae noctis” alle aste.
    Per il resto teniamo a ribadire che non c’è nulla di personale nelle nostre analisi, come già spiegato ad esempio al Presidente Tedone. Il tema dell’ascensore è solo parte del gioco, delle prese in giro al campione in carica, non è un giudizio tecnico. Potremmo disquisire ore sugli argomenti emersi anche con un certo livore nel suo commento, da Immobile in giù, ma non finiremmo più. Mi limito a dire che così come non abbiamo mai negato la nostra repulsione per una squadra costruita sul 6-3-1, altrettanto onestamente abbiamo elogiato la spina dorsale del Domingo presa a settembre. Bene o male le stesse cose che ha detto lei post asta autunnale parlando di top players e aggiustamenti necessari.
    Sul Lupiae basterebbe semplicemente dire che Brindisino ha seguito definitivamente le orme del suo idolo Zeman e tutto lascia pensare che ne condividerà, oltre che i principi sportivi, anche la bacheca.

  • 22 novembre 2017 in 12:42
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    Ringraziamo Torgio per la pronta e comprensibile risposta.
    È sempre un piacere ascoltare e leggere i suoi spunti che favoriscono il dibattito e le ‘anche’ spinte precisazioni.

    Diciamo che il commento dell’Osservatorio non è altro che una spiegazioni colorita ai doverosi dubbi avanzati ai nastri di partenza: “Senza lanciarci in fantasiose interpretazioni della bizzarra asta domenghina, potremmo semplicemente dire che Marcello Simonetti, per evitare l’ascensore, si sia gettato direttamente dalla tromba delle scale.”

    http://www.serieagreen.it/la-piazzetta-dello-sport-presenta-il-punto-di-torgio-speciale-asta-iniziale/

    A riprova del lavoro certosino della penna giosattiana, che non si finisce mai di approfondire e rileggere.

    X Lupiae= ma Luca sto Kolarov lo voleva oppure no? E a tal proposito si è pentito dell’acquisto di Masina? Perchè Adam “l’africano” stenta a decollare pur essendo pupillo di squadre come il Domingo e il Lupiae?

  • 25 novembre 2017 in 14:02
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    bellissimo video..da brividi sigla iniziale e finale..non concordo del tutto su Sconcertato…il colpevole per me è solo uno, e sapete di chi parlo

    Saluti a tutti

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