Edizione Speciale: Intervista a Mr.Green – Seconda Parte

Eccoci giunti alla seconda ed ultima puntata dell’intervista all’ineffabile e sfuggevole presidente del LUPIAE CALCIO 1996

Se nella prima parte il nostro sembra non si sia sbottonato poi tanto rispetto alle provocanti frecciatine del nostro cronista, in questo non breve secondo scambio di battute le rivelazioni non mancheranno.. soprattutto Mister Green ci ha omaggiato nell’ultima sua parte di un piccolo compendio della sua filosofia calcistica..

ma insomma tagliamo corto

Mister Green..

# Per quest’anno di chi si può dire pienamente soddisfatto e da chi invece si sarebbe aspettato di più.. insomma chi è stato il più deludente tra i suoi e chi il suo prediletto, il più interessante? > Come detto sicuramente Floccari e Bojinov dovevano fare di più. Nainggolan invece a mio parere merita un premio.

# Ci dica qualcosa proprio su Nainggollan, come lo ha scoperto, perchè si è fidato quest’estate visto che non sempre il mercato dalla serie cadetta offre sicurezza di buon rendimento nel passaggio di categoria..?
> Innanzitutto vi dico non si scrive nè Naingollan, nè tantomeno Nainggollan, ma Nainggolan, con due g e una l. Poi vi dico che è belga di origine indonesiana ma di un’etnia thai che si chiama batak e non lascia scampo sulla mascolinità di questo giocatore. L’ho scoperto al Piacenza come tutti, poi l’ho provato a football manager e mi ha convinto, quindi l’ho preso a 1 mld anche se era dato tribunaro fisso.
# quale il prospetto o giocatore sul quale sta lavorando o che si immagina avrà molto mercato l’anno prossimo?
> Ne ho due o tre che sto seguendo, ma l’ultima volta che ho fatto nomi di mercato, all’asta di settembre c’avevo gli scagnozzi del Pace a mo’ di avvoltoi sulle spalle, quindi mi spiace ma meglio tacere.
# Come vive le continue imbeccate degli ormai non più intimiditi presidenti suoi avversari?
> Noi siamo la squadra più blasonata e titolata del torneo, è normale che gli avversari ci guardino con invidia. Da sempre chi gioca contro il Lupiae dà il 110%.
# Dopo quanto visto e nonostante lei continui a negare il declino Lupiae, è tempo di lasciare la serie A Green? Il lento, inesorabile e continuo calo nelle prestazioni del Lupiae è forse segno di un suo distacco in attesa dell’annuncio perentorio di fine attività… Magari per ricominciare da qualche altra parte?
> Non vedo come potrei lasciare un torneo dove sono il manager più vincente.
# Come giudica la divisione dei compiti societari in generale e la partnership con Luca Modica in particolare?
> Con Luca c’è un rapporto molto positivo basato su fiducia e stima reciproca. E’ chiaro che la sfera di cristallo non ce l’ha nessuno, per cui più che consigli lui mi offre sempre spunti e confronti molto utili.
# Magari è alle porte un ribaltamento dei ruoli…? > Lo escludo, anche se sono sicuro che Modica sarebbe un ottimo manager.
# Lei tornerà come agli inizi a fare solo il direttore sportivo e Modica il fantallenatore?
> Ripeto, non credo di essere pronto per staccarmi da una squadra che sento oramai cucita addosso come una…terza pelle. Piuttosto ho sempre cercato di convincere Luca a intraprendere la carriera da “solista”, perchè credo sinceramente che potrebbe essere protagonista in questo campionato. Ma lui mi ha sempre detto di essere stanco dopo tanti anni di panchina e che si trova meglio dietro la scrivania. Chissà se un giorno non ci ripensi, potremo andare a giocare nel quartiere Ballarò di Palermo.
# ci sarebbe molto altro da domandare soprattutto in merito ai cambiamenti incorsi nel regolamento degli ultimi anni, per esempio come giudica il crescente processo di democratizzazione interna alla lega?
> Come partecipante alla Serie A Green non posso che ritenermi soddisfatto del livello di democraticità che il campionato sta dimostrando. ad esempio quest’anno oltre ai voti ufficiali del curtale, abbiamo avuto il controllo random incrociato con statistiche annesse anche di domingo e mojito che, nascendo spontaneo e non magari da paranoie, è un esempio inedito di orizzontalità che funziona ed è garanzia di equità per tutti.
L’unica cosa su cui esprimo un leggero riserbo è questa inclinazione generale verso il cambiamento che talvolta mi risulta poco razionale e più dettata da entusiasmi del momento. Intendiamoci, non sono contrario alle riforme, però penso che debbano essere graduali e debbano avere il tempo di essere contestualizzate. Un conto è dover rivoluzionare qualcosa che non funziona, un altro è dover agire su qualcosa che già funziona per apportare delle migliorie. In particolare penso che plusvalenze e minusvalenze potrebbero essere delle innovazioni rivoluzionarie, che potranno scombinare gli equilibri del campionato e forse creare anche qualche polemica. E’ una cosa grossa, una riforma quadriennale che si srotola gradualmente: quest’anno solo con i calcoli per orientarsi nell’asta dell’anno prossimo, dove poi ci sarà il battesimo del fuoco e bisognerà anche stare attenti a non spendere troppo, perchè poi al terzo anno ci saranno le minusvalenze e saranno dolori, bisognerà far quadrare il bilancio. Il quarto anno sarà la prima stagione dove plusvalenze e minusvalenze saranno completamente metabolizzate, e capiremo il vero valore di questa riforma. Perciò dico di andarci cauti con le altre proposte, almeno finchè non avremo interiorizzato quelle già in atto.
Onorati di cotanto spazio e altrettanta disponobilità speriamo e crediamo di ripetere la chiaccherata con qualche d’un altro dei dirigenti della serie A Green.
laredazione

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